Paolo PetreccaPaolo Petrecca

Polemiche infuocate per il commento di Paolo Petrecca

La cerimonia d’apertura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 doveva essere la grande vetrina del servizio pubblico. Si è trasformata, almeno sul piano mediatico, in un caso nazionale. La telecronaca su Rai1, affidata al direttore di Rai Sport Paolo Petrecca, è finita sotto un fuoco incrociato di critiche feroci, ironie social e attacchi politici.

A sintetizzare il sentimento generale ci ha pensato Selvaggia Lucarelli, che su X ha definito la conduzione una “catastrofe”, rincarando la dose con un’analisi nella sua newsletter Vale tutto: “Petrecca premiato con la prima medaglia olimpica per la telecronaca più disastrosa della storia delle Olimpiadi”.

Gaffe a raffica: da San Siro a Mariah Carey

Secondo Lucarelli, il direttore Rai Sport avrebbe inanellato una serie di scivoloni degni di una compilation virale. “Lo stadio era quello di San Siro. Erano letteralmente le prime quattro parole, e le ha sbagliate”, scrive la giornalista, ironizzando su una partenza già zoppicante.

Non meno surreale lo scambio di persona tra Mariah Carey e Matilda De Angelis, introdotta in diretta come la diva americana: “Hanno così tanto in comune, praticamente due gocce d’acqua”, commenta sarcasticamente Lucarelli.

E poi la perla forse più clamorosa: la presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Kirsty Coventry, scambiata per la figlia del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un lapsus che, in un evento planetario, suona come una figuraccia globale.

Macedonia, Brasile e stereotipi d’antan

Il repertorio delle gaffe non si ferma qui. Secondo Lucarelli, Petrecca avrebbe spiegato il nome “Macedonia” con una metafora culinaria degna di un bar sport (“come la macedonia di frutta, composta da popoli diversi”), mentre i brasiliani sarebbero stati liquidati con l’evergreen antropologico “hanno il ritmo nel sangue”.

Ciliegina sulla torta: Samantha Cristoforetti introdotta durante un omaggio a Margherita Hack con una frase che ha fatto storcere il naso ai divulgatori scientifici: “La scienza non è nulla se non arriva a noi”. Una frase che, detta così, suona più come un aforisma da biscotto della fortuna che come una riflessione epistemologica.

Il caso Ghali e l’accusa di censura

Il capitolo più controverso riguarda Ghali. Il rapper, presente nella cerimonia con la poesia di Gianni Rodari contro la guerra, sarebbe stato ignorato in telecronaca. “Chi non è arrivato a noi è stato invece Ghali, mai menzionato”, scrive Lucarelli.

Su questo punto è intervenuto anche Mauro Berruto, deputato Pd ed ex ct dell’Italvolley, che ha parlato di un servizio pubblico che decide “quale cibo dare e quale no” ai telespettatori, evocando una censura culturale più che una semplice svista.

Pallavolisti invisibili e Nobel inventati

Altro capitolo grottesco: i tedofori. Le campionesse olimpiche e i campioni mondiali di pallavolo sarebbero stati presentati genericamente come “altri tedofori”, senza nomi né riconoscimenti. Una lacuna sorprendente per il direttore di una rete chiamata Rai Sport.

Al contrario, Petrecca avrebbe riconosciuto perfettamente Niccolò Govoni, attribuendogli addirittura due Nobel per la pace inesistenti. Precisione olimpica, ma nella categoria fantasy.

L’attacco politico: “Petrecca non può più fare il direttore”

La polemica è diventata politica. Peppe De Cristofaro, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra e componente della Vigilanza Rai, ha parlato di “un vero disastro, una brutta immagine per il servizio pubblico”.

Secondo De Cristofaro, la redazione sportiva aveva già scioperato contro le scelte del direttore e la telecronaca avrebbe rappresentato l’apice di una gestione contestata: “A Rai Sport c’è un problema, e il problema si chiama Paolo Petrecca. I vertici Rai intervengano”.

Dal caso Bulbarelli alla telecronaca auto-assegnata

Il caos non nasce dal nulla. Auro Bulbarelli, inizialmente previsto alla telecronaca, era stato rimosso dopo la gaffe sulla “sorpresa clamorosa” del presidente Mattarella alla cerimonia, dichiarazione che aveva irritato il Quirinale e il Coni.

A distanza di pochi giorni, la telecronaca è passata a Petrecca, affiancato dallo scrittore Fabio Genovesi e da Stefania Belmondo. Una scelta che oggi appare come un boomerang mediatico.

Servizio pubblico sotto processo

La cerimonia olimpica è il “Super Bowl” della televisione pubblica: un rito collettivo, un biglietto da visita internazionale. Proprio per questo, ogni errore pesa doppio.

Tra gaffe, stereotipi, omissioni e scivoloni, la telecronaca di Rai1 è diventata essa stessa un evento virale, forse più commentato dello spettacolo in campo.

Resta una domanda: è stato solo un disastro televisivo o il sintomo di una crisi più profonda del servizio pubblico? In attesa di risposte, Petrecca ha già conquistato una medaglia. Non d’oro, ma di meme.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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