«Il ricovero non è un evento improvviso»: la nota dell’avvocato di Evelina
Il ricovero di Vittorio Sgarbi al Policlinico Gemelli di Roma, dove il critico d’arte si trova in gravi condizioni secondo quanto riferito nelle ultime ore, riaccende anche lo scontro sulle sue condizioni di salute e sulla gestione degli ultimi mesi. A intervenire è ora Evelina Sgarbi, attraverso il suo legale Lorenzo Iacobbi, con una presa di posizione durissima nei confronti di chi, a suo dire, avrebbe sottovalutato per lungo tempo la situazione del padre.
«Il ricovero di Vittorio Sgarbi in gravi condizioni al Policlinico Gemelli non è un evento improvviso», sostiene l’avvocato in una nota, definendolo «il tragico e annunciato epilogo di una gestione irresponsabile delle patologie che affliggono il professore da tempo».
Si tratta di affermazioni del legale di Evelina, che ricostruisce così oltre un anno di richieste di aiuto avanzate dalla figlia e accusa diversi soggetti di aver dato maggiore importanza alla dimensione pubblica di Sgarbi rispetto alle sue condizioni personali.
La denuncia di Evelina: «Da oltre un anno chiedeva aiuto»
Secondo Iacobbi, Evelina avrebbe cercato per oltre un anno di attirare l’attenzione sulle condizioni del padre, rivolgendosi a più sedi e chiedendo interventi a tutela della sua salute.
«Evelina, sua figlia, da oltre un anno e in ogni sede sta chiedendo aiuto, denunciando quello che stava accadendo ai danni di suo padre», scrive il legale.
Nella ricostruzione fornita dall’avvocato viene contestato anche il ritmo degli impegni pubblici affrontati da Sgarbi durante l’estate. La nota parla di una «forzata e incessante attività estiva di promozione e partecipazione ad eventi in ogni angolo d’Italia», con spostamenti continui e presenza fisica richiesta agli appuntamenti.
Il legale collega a questo quadro «viaggi continui, sbalzi termici, caldo, climatizzatori e uno stress fisico devastante», sostenendo che tali condizioni sarebbero state incompatibili con uno stato di salute già compromesso.
«Le cartelle cliniche confermano condizioni gravi»
È uno dei passaggi più duri della nota. Iacobbi afferma che Evelina sarebbe riuscita, dopo un anno di richieste, a entrare in possesso delle cartelle cliniche ufficiali del padre.
«Condizioni gravi, ampiamente documentate e confermate dalle cartelle cliniche ufficiali di cui, con grande fatica e impegno, Evelina dopo un anno è finalmente venuta in possesso», sostiene il legale.
Da qui anche la contestazione della lettura secondo cui i problemi di Sgarbi sarebbero stati principalmente legati alla depressione.
«Altro che depressione indotta da inchieste di quotidiani e trasmissioni giornalistiche!», afferma Iacobbi, secondo il quale sarebbe stato troppo facile individuare responsabilità esterne per spiegare il quadro clinico.
Il legale sostiene inoltre che le patologie alle quali fa riferimento sarebbero precedenti rispetto alla depressione e definisce quest’ultima «solo una conseguenza del deperimento fisico e non la causa». Si tratta della valutazione espressa dal legale di Evelina e non di una diagnosi medica indipendente contenuta nella nota.
«È stata usata come bersaglio»
Nella parte finale della dichiarazione, l’avvocato torna sul ruolo avuto da Evelina nella vicenda e sugli attacchi ricevuti quando la figlia aveva espresso pubblicamente la propria preoccupazione.
«Quando la ragazza ha alzato la voce per urlare che temeva per la vita del suo papà, la risposta della stampa e dei salotti televisivi è stata vergognosa: insulti, derisione, attacchi personali», afferma Iacobbi.
Secondo il legale, Evelina sarebbe stata trasformata in un bersaglio da chi avrebbe avuto interesse soprattutto a proteggere «il personaggio Sgarbi» e a garantire la continuità delle attività legate alla sua immagine pubblica.
Sono accuse molto pesanti, che l’avvocato formula nella sua nota senza indicare singoli destinatari.
«Oggi Evelina è accanto al letto di suo padre»
Il passaggio più personale arriva quando Iacobbi racconta la situazione attuale della figlia.
«Oggi, mentre molti dovrebbero solo tacere, Evelina Sgarbi è lì, accanto al letto di suo padre, a sperare che il suo papà si riprenda e che venga finalmente e per davvero messo nelle condizioni di curarsi adeguatamente».
La nota si conclude con un appello rivolto a tutte le persone che, secondo la ricostruzione del legale, avrebbero criticato o ostacolato Evelina nel periodo in cui cercava di intervenire sulle condizioni del padre.
«Tutti coloro che in questo lungo anno l’hanno insultata, derisa e ostacolata mentre cercava unicamente di salvare la vita di suo padre – conclude Iacobbi – oggi dovrebbero fare una sola cosa: chiedere scusa ad Evelina».
Il ricovero di Vittorio Sgarbi al Gemelli apre dunque anche un nuovo capitolo nella complessa vicenda familiare e sanitaria che da tempo riguarda il critico d’arte. Al momento, oltre alla conferma del ricovero da parte dell’ospedale, le informazioni sulle sue condizioni più dettagliate restano quelle diffuse dalle fonti che ne hanno riferito.

