Marco Tardella e Paola FerrariMarco Tardelli e Paola Ferrari

Botta e risposta tra Marco Tardelli e Paola Ferrari sulla sospensione della squalifica dell’attaccante degli Stati Uniti

La decisione della FIFA di sospendere la squalifica automatica di Folarin Balogun, espulso nella gara degli Stati Uniti contro la Bosnia, continua a far discutere. A poche ore dagli ottavi di finale contro il Belgio, il provvedimento che consentirà all’attaccante americano di essere regolarmente in campo ha alimentato un acceso dibattito internazionale, arrivato anche negli studi Rai durante la diretta del match tra Brasile e Norvegia.

A infiammare il confronto sono state le parole dell’ex campione del mondo Marco Tardelli, immediatamente seguite dalla replica della conduttrice Paola Ferrari, in un momento di forte tensione televisiva.

Tardelli: ‘In questo Mondiale basta ricevere degli ordini

Commentando la scelta della FIFA, Tardelli ha espresso tutte le proprie perplessità.

Secondo l’ex centrocampista della Nazionale, l’episodio che ha portato all’espulsione di Balogun non lasciava spazio a interpretazioni tali da giustificare una sospensione della squalifica.

“È una gran brutta cosa. Se fosse successo in area di rigore avrebbero dato il rigore. Era fallo e quindi questa decisione non andava annullata”, ha osservato.

Poi la frase destinata ad accendere il dibattito:

“In questo Mondiale si può fare di tutto, perché basta ricevere degli ordini.”

Un’affermazione che ha immediatamente cambiato il tono della trasmissione.

La replica di Paola Ferrari: ‘Te ne assumi la responsabilità

Dopo le dichiarazioni di Tardelli, Paola Ferrari è intervenuta prendendo le distanze dalle sue parole.

“Ah, degli ordini dici? Va bene, quello che dici è importante e te ne assumi la responsabilità”, ha risposto la giornalista davanti alle telecamere.

Pochi istanti dopo ha coinvolto anche Paulo Roberto Falcao, presente in studio:

“Non so chi possa dare un ordine a Infantino…”

A quel punto Tardelli ha precisato di non aver fatto alcun riferimento diretto a persone specifiche.

“Io non ho fatto nessun nome.”

L’ombra delle pressioni e il riferimento a Trump

Nonostante la precisazione di Tardelli, il dibattito si è immediatamente spostato sulle ipotesi circolate nelle ultime ore.

Secondo diverse ricostruzioni, molti osservatori hanno collegato quelle parole alle indiscrezioni relative a una presunta telefonata tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente della FIFA Gianni Infantino, successiva al provvedimento disciplinare.

Durante la trasmissione, la stessa Paola Ferrari ha ricordato il messaggio pubblicato da Trump sui social dopo la decisione favorevole a Balogun, sottolineando come una sospensione di una squalifica automatica rappresenti un precedente estremamente raro.

La decisione della Fifa continua a dividere il mondo del calcio

Il provvedimento è stato adottato attraverso l’applicazione dell’articolo 27 del Codice disciplinare FIFA, che consente, in casi particolari, la sospensione dell’esecuzione della sanzione.

Di fatto Balogun sarà disponibile contro il Belgio, mentre la squalifica resterà sospesa per un anno.

Una scelta che ha provocato la dura reazione della Federazione belga, intervenuta con una nota ufficiale per contestare la decisione, mentre anche numerosi addetti ai lavori hanno espresso dubbi sulla gestione del caso.

Il dibattito non riguarda soltanto il singolo episodio disciplinare, ma investe anche il tema della uniformità delle decisioni arbitrali e disciplinari, con diversi osservatori che si interrogano sull’eccezionalità del provvedimento adottato dalla FIFA.

Con gli ottavi ormai alle porte, il caso Balogun rischia così di diventare uno degli argomenti più discussi dell’intero Mondiale, ben oltre quanto accadrà sul campo.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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