I due bracieri olimpici si sono spenti, segnando ufficialmente la fine dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. All’Arena di Verona, in una cornice patrimonio Unesco, la cerimonia di chiusura ha unito lirica, musica pop e tecnologia in uno spettacolo che ha convinto pubblico e stampa internazionale.
A dichiarare conclusi i Giochi è stata la presidente del CIO, Kirsty Coventry:
«Avete realizzato un nuovo tipo di Giochi invernali e fissato un altissimo standard per il futuro». Arena che si è trasformata in una piazza italiana del Settecento, quasi fosse un dipinto veneziano, ma anche quella di un palcoscenico di arte contemporanea, un’installazione sospesa tra la video arte e la discoteca, per poi fare da culla per la festa vera.
Poi l’invito ai giovani del mondo: appuntamento nel 2030 sulle Alpi francesi. Quando si è spenta la Fiamma olimpica è rimasta addosso la sensazione di uno spettacolo che è andato oltre lo sport
I media internazionali: “Un nuovo standard”
I riflettori della stampa globale sono rimasti accesi fino all’ultimo.
- CNN ha sottolineato la chiusura dell’edizione 2026 evidenziando il successo della squadra statunitense, con lo storico oro nell’hockey maschile.
- NBC ha parlato di «uno spettacolo grandioso, ricco di note alte ed euforiche».
- The New York Times ha titolato sulla fusione tra Major Lazer, opera e inni.
- CBS ha rimarcato la celebrazione dell’arte italiana nell’antico anfiteatro romano.
- Le Monde ha salutato la fine con un semplice «È tutto, è finita», citando l’ultima rappresentazione del Rigoletto.
- Le Parisien ha definito «splendida» la cerimonia conclusiva dopo 16 giorni di gare.
“Beauty in Action”: eleganza italiana senza retorica
Lo show, prodotto da Filmmaster e intitolato Beauty in Action, ha alternato Turandot e musica leggera, danza contemporanea e rap, videoinstallazioni e momenti corali.
Sul palco si sono alternati, tra gli altri, Roberto Bolle e Achille Lauro, che ha chiuso la serata con “Incoscienti giovani”. L’effetto complessivo è stato quello di uno spettacolo tecnologico ma rispettoso dello spazio monumentale dell’Arena, capace di parlare al pubblico presente e a quello televisivo globale con lo stesso linguaggio.
Un finale forse più dilatato del previsto, ma coerente con un’impostazione colta e popolare insieme, lontana dagli eccessi retorici.
Il passaggio di consegne e l’orgoglio azzurro
Momento simbolico il passaggio della bandiera olimpica verso le Alpi francesi, sede dei Giochi Invernali 2030.
Per l’Italia resta un bilancio storico. Il presidente della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò, ha parlato di “record nazionale di medaglie” e di un’edizione destinata a restare nella memoria collettiva. “Una sola parola per l’Italia Team: Meravigliosi! Le vostre prestazioni straordinarie, e il record nazionale di medaglie ai Giochi Olimpici Invernali, hanno unito gli italiani ovunque e contribuito in modo decisivo al successo dei Giochi” – ha detto l’ex presidente del Coni.
Il presidente ha poi ringraziato “i volontari, la cui passione e generosità ci hanno scaldato anche nei giorni più freddi. “Ognuno di voi ha posato un mattone nella costruzione di una splendida casa per lo sport e i suoi valori”, gli stakeholder e a tutte le istituzioni, Milano e Cortina. Le Regioni Lombardia e Veneto, le Province di Trento e Bolzano; Bormio, Livigno, Tesero, Predazzo, Antholz – Anterselva; e a Verona”.
Emozionati i portabandiera azzurri: Davide Ghiotto e Lisa Vittozzi hanno definito la serata «un momento unico e indescrivibile», celebrando l’edizione più vincente di sempre per l’Italia Team (con 30 medaglie e quarto posto finale nel medagliere). La fiamma olimpica ha fatto l’ultimo viaggio a Milano Cortina con gli staffettisti del fondo, medaglia d’oro a Lillehammer 1994 – De Zolt, Albarello, Vanzetta, Fauner.
Hanno assistito all’evento la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente della Camera Lorenzo Fontana, oltre ai ministri Matteo Salvini e Andrea Abodi. Il parterre vede anche i presidenti della Regione Lombardia, Attilio Fontana, della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, del Veneto Alberto Stefani e quello del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia.
Che bello il momento dello spegnimento delle fiaccole olimpiche 🥹
— Federica (@federicapaparo) February 22, 2026
Quindi domani niente pazzi che si lanciano da qualche rampa? Nessuna partita di curling? Nessuna discesa per lo slalom? #OlimpiadiInvernali2026 #cerimoniadichiusura pic.twitter.com/VhpN4TVB3e
Una chiusura che va oltre lo sport
Quando la Fiamma olimpica si è spenta, è rimasta la sensazione di un evento che ha superato la dimensione puramente sportiva. Milano Cortina 2026 si chiude con l’immagine di un’Italia capace di coniugare tradizione e contemporaneità, estetica e organizzazione.
Sedici giorni di gare, record e storie personali si archiviano così, sotto le volte millenarie dell’Arena.
Il testimone ora passa al 2030. Ma l’impronta lasciata da Milano Cortina, almeno a giudicare dalle reazioni internazionali, è destinata a durare.

