Il portiere dell’Andorra è profondamente scosso dopo il drammatico scontro costato la vita all’attaccante del Tenerife
È distrutto, sotto choc per quanto accaduto e intenzionato a chiedere personalmente scusa alla famiglia di Jesús de Miguel. Jesús Owono sta vivendo ore drammatiche dopo la morte dell’attaccante del Tenerife, deceduto martedì 3 novembre all’ospedale Nuestra Señora de La Candelaria, dove era stato ricoverato in seguito al violentissimo scontro di gioco avvenuto durante la partita contro l’FC Andorra.
Il portiere della formazione andorrana, protagonista involontario dell’episodio, vuole raggiungere i familiari del calciatore scomparso per esprimere il proprio dolore, chiedere perdono e offrire sostegno. Non intende farlo davanti alle telecamere o attraverso un messaggio sui social, ma con un contatto personale e riservato, nel momento che la famiglia riterrà più opportuno.
Owono vuole chiedere scusa alla famiglia di De Miguel: ‘Ho pianto tutte le mie lacrime’
A riferire le intenzioni del portiere è stata l’emittente spagnola Radio COPE. Secondo quanto raccontato dal giornalista Iván Álvarez durante la trasmissione El Partidazo de COPE, Owono è rimasto costantemente informato sulle condizioni di De Miguel attraverso il delegato e lo staff medico dell’Andorra.
Nello spogliatoio della squadra, fin dai primi momenti successivi all’incidente, si è respirata una forte preoccupazione. Il club ha ribadito che il proprio estremo difensore non aveva alcuna intenzione di provocare un infortunio all’avversario, riconoscendo comunque che il suo intervento è stato «terribilmente sbagliato».
La volontà di Owono è quella di parlare direttamente con la famiglia o con una persona molto vicina a De Miguel. Vuole chiedere scusa in privato e manifestare la propria disponibilità a stare accanto ai familiari, senza trasformare un gesto personale in una dichiarazione pubblica.
“Non ho dormito da ieri. Ho pianto tutte le mie lacrime pensando all’intero incidente. Quello che è successo non è mai stato intenzionale. Non ho mai immaginato che sarebbe arrivato a questo. Posso dire che mi dispiace profondamente, ma so che questo non riporterà indietro la persona che abbiamo perso” – ha detto Owono.
“Sul mio Instagram, le persone mi stanno chiamando assassino e omicida. Lo stesso sta accadendo su X e Facebook. Non riesco nemmeno ad affrontare la mia famiglia o i miei figli. Non giocherò a calcio per un mese come segno di rispetto per lui. Fino a quando non ci rincontreremo.”
Le urla di «assassino» e la chiusura del profilo Instagram
La tragedia ha avuto conseguenze pesantissime anche sul piano personale per il portiere. Durante la partita disputata allo stadio Heliodoro Rodríguez López, dagli spalti si sono levate urla di «assassino» nei suoi confronti. Successivamente sono arrivati anche numerosi messaggi sui social, alcuni dei quali particolarmente aggressivi.
Una pressione diventata difficile da sostenere, tanto da spingerlo a chiudere il proprio account Instagram, seguito da circa 30mila persone. Una decisione maturata dopo la valanga di insulti ricevuti in seguito alla morte del calciatore.
🔵⚪️ | Golpe fortísimo de Owono sobre Jesús de Miguel que hace que salten todas las alarmas. 🇪🇸👀 🙏🏼 Pronta recuperación a Jesús y que todo quede en un susto 🏟️ Tenerife – Andorra https://t.co/NXopIJ7p9H
— Laliga News (@laligaa_neews) November 2, 2026
La tragedia in campo e il drammatico epilogo in ospedale
Tutto è accaduto lunedì 2 novembre, al 97′ della sfida tra Tenerife e Andorra, terminata sul 2-2. Owono era uscito precipitosamente dalla propria area per contendere un pallone a De Miguel. L’impatto è stato violentissimo: il ginocchio del portiere ha colpito al petto l’attaccante, che è crollato a terra privo di sensi.
I soccorsi sono intervenuti immediatamente, con le manovre di rianimazione proseguite anche durante il trasporto in ambulanza. Il calciatore ha avuto un arresto cardiaco, è stato rianimato e ricoverato in terapia intensiva. In un primo momento il Tenerife aveva parlato di condizioni stabili, seppur gravissime, e di respirazione autonoma. Nella notte, però, il quadro neurologico è peggiorato. La morte è stata comunicata dal club alle 8:35, ora locale.
Il portiere era stato espulso per l’intervento. La Polizia Nazionale ha avviato accertamenti sulla vicenda: secondo quanto riportato dalla stampa spagnola, si tratta di una procedura legata alla morte conseguente a un evento non naturale, mentre saranno le autorità competenti a valutare gli aspetti giudiziari.
La famiglia chiede rispetto, il calcio si ferma
De Miguel aveva 30 anni, era arrivato al Tenerife nell’estate del 2025 dal Castellón e lascia la moglie María e una figlia di 16 mesi. La famiglia ha chiesto il trasferimento della salma nella penisola: l’ultimo saluto si terrà a Navahermosa, nella provincia di Toledo, secondo la volontà dei familiari.
Il mondo del calcio si è stretto attorno ai suoi cari. Real Madrid, Barcellona e Atlético Madrid hanno espresso il proprio cordoglio, così come numerose altre società. Gerard Piqué, azionista di maggioranza dell’Andorra, ha scritto: «Mi dispiace con tutta l’anima. Riposa in pace, Jesús». Rafael Nadal ha parlato di «un dolore immenso».
Anche la UEFA ha annunciato un minuto di silenzio in tutte le partite delle competizioni europee in programma questa settimana. Un gesto per ricordare un calciatore scomparso a soli 30 anni e una tragedia che ha lasciato sotto choc l’intero mondo del pallone.

