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Dirige Michelotti da Parma, addio all’arbitro a 91 anni: ‘Alberto, tu si ‘na cosa grande’

Il suo unico cruccio era la mancata partecipazione ad un mondiale. L‘Italia del calcio e il mondo arbitrale piangono Alberto Michelotti, scomparso all’ospedale Maggiore di Parma all’età di 91 anni. Dopo una breve esperienza da calciatore, come portiere, decise di indossare la giacchetta nera nel 1958 arrivando ad esordio in serie A 10 anni dopo al San Paolo in Napoli-Varese (5-0), stadio che per uno scherzo del destino ospitò anche la sua ultima partita (Napoli-Juventus 0-1) il 17 maggio 1981 all’età di 51 anni. Nell’occasione i tifosi azzurri gli tributarono un’accoglienza speciale con lo striscione “Alberto, tu si ‘na cosa grande“.

Esordì e chiuse la carriera a Napoli, lo striscione con dedica speciale dei tifosi azzurri

Nel 1973 è stato promosso internazionale ed è stato selezionato per le Olimpiadi di Montreal nel 1976 dove ha diretto Messico-Israele (2-1) della prima fase e il quarto di finale Germania Est-Francia ad Ottawa conclusosi 4 a 0 con tre rigori e cinque espulsioni. Ai mondiali di Argentina ’78 gli fu preferito Sergio Gonnella.

Nel 1979 ha diretto la finale di ritorno di Coppa Uefa tra  a Düsseldorf tra Borussia Mönchengladbach e Stella Rossa e vinta per 1 a 0 dalla squadra tedesca. Agli Europei del 1980 si tolse la grande soddisfazione di dirigere la gara inaugurale della competizione Cecoslovacchia-Germania Ovest (0-1) l’11 giugno allo stadio Olimpico.

L’internazionale diresse due partite alle Olimpiadi di Montreal, la finale di Uefa la gara inaugurale di Euro ’80

Ha diretto anche tre finali di Coppa Italia ed ha ricevuto premio Giovanni Mauro nel 1974 come miglior arbitro della stagione. In tutto Michelotti ha diretto 145 partite di serie A, 115 di B e 86 incontri internazionali. Finita la carriera è entrato a far parte dell’organizzazione del Giro d’Italia.

Era un grande appassionato di lirico e con orgoglio e fierezza ha portato in giro per il mondo la ‘bandiera’ della parmigianità. Una carriera da romanzo raccontata nel libro Dirige Michelotti da Parma.  L’anno scorso aveva perso la moglie Laura, da cui aveva avuto le figlie Sonia e Vania. Era entrato a far parte della hall fame del calcio italiano.

Redazione
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Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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