Pippo MarchioroPippo Marchioro

L’ex allenatore di Milan, Cesena, Como e Reggiana si è spento a 90 anni nella sua casa di Cesena. Con oltre 900 panchine e cinque promozioni, è stato uno dei tecnici più innovativi del calcio italiano

Il calcio italiano perde uno dei suoi grandi maestri della panchina. È morto all’età di 90 anni Giuseppe “Pippo” Marchioro, allenatore che ha lasciato un segno profondo nella storia di numerosi club italiani grazie a una carriera lunga quasi trent’anni, oltre 900 panchine tra i professionisti, cinque promozioni e una filosofia di gioco che lo ha reso uno dei tecnici più apprezzati tra gli anni Settanta e Novanta.

Marchioro si è spento serenamente nella serata di mercoledì 5 agosto, nella sua abitazione di Cesena, circondato dall’affetto della figlia Letizia, del genero Alberto e dei nipoti Federica e Lorenzo. I funerali saranno celebrati sabato 8 agosto, alle ore 10, nella Chiesa della Madonna delle Rose.

Dal Milan al Cesena, una vita dedicata al calcio

Nato a Milano il 13 marzo 1936, Pippo Marchioro ha iniziato la sua avventura nel calcio da giocatore, crescendo nel settore giovanile del Milan, con cui conquistò il Torneo di Viareggio del 1957.

La sua carriera sul campo si sviluppò soprattutto tra Serie B e Serie C. Con il Varese fu protagonista della doppia promozione dalla Serie C alla Serie A tra il 1962 e il 1964, mentre con il Catanzaro realizzò anche un gol nella finale di Coppa Italia del 1966 contro la Fiorentina.

Terminata l’esperienza da calciatore con il Legnano, nel 1968 iniziò il percorso in panchina entrando nello staff del Monza come vice di due autentiche icone del calcio italiano: Nils Liedholm e Gigi Radice.

Il tecnico delle promozioni e delle imprese

L’esordio da primo allenatore arrivò nel 1970 a Verbania, prima delle esperienze con Alessandria e Como, che gli spalancarono le porte della Serie A.

Nel campionato 1975-1976 guidò il Cesena alla stagione più prestigiosa della sua storia, centrando uno storico quinto posto e la qualificazione alla Coppa Uefa, un traguardo che ancora oggi rappresenta uno dei risultati più importanti del club romagnolo.

L’anno successivo arrivò la chiamata del Milan, ma l’avventura in rossonero durò soltanto 25 partite tra campionato e coppe.

Fu però il ritorno al Como a rilanciare definitivamente la sua carriera. Con i lariani conquistò una straordinaria doppia promozione dalla Serie C1 alla Serie A tra il 1978 e il 1980, impresa che lo consacrò come uno degli allenatori più capaci nel valorizzare squadre costruite senza grandi budget.

La leggenda alla Reggiana

Tra le tappe più importanti della sua carriera c’è senza dubbio la Reggiana, dove rimase per sei stagioni scrivendo alcune delle pagine più belle della storia granata.

Conquistò prima la promozione dalla Serie C1 alla Serie B e poi la prima storica promozione in Serie A del club emiliano nella stagione 1992-1993.

Indimenticabile anche la salvezza ottenuta l’anno successivo grazie alla vittoria di San Siro contro il Milan di Fabio Capello, una squadra destinata poche settimane dopo a conquistare la Champions League travolgendo il Barcellona nella finale di Atene.

Nel suo palmarès figurano complessivamente cinque promozioni e una Coppa Italia di Serie C, conquistata con l’Alessandria nella stagione 1972-1973.

Il cordoglio del Cesena

Tra i primi club a ricordarlo c’è stato il Cesena, dove Marchioro è rimasto una figura amatissima.

«Il Cesena si stringe alla famiglia Marchioro per la scomparsa di Giuseppe, storico allenatore del Cavalluccio», si legge nella nota diffusa dalla società bianconera.

Il club ha ricordato come proprio sotto la sua guida il Cesena, alla prima esperienza in Serie A, abbia conquistato la storica qualificazione alle coppe europee.

«Mosso da una profonda passione per il calcio e assoluto innovatore tra gli anni Settanta e Ottanta, Marchioro tornò a sedersi sulla panchina del Cesena in altre due occasioni, diventando uno degli allenatori più amati e apprezzati dalla comunità bianconera», conclude il comunicato.

L’eredità di un maestro del calcio italiano

Dopo le esperienze con Genoa, Venezia, Cesena e Triestina, Pippo Marchioro concluse la carriera nel 1997, lasciando un’eredità importante nel calcio italiano.

Per generazioni di calciatori e allenatori è stato molto più di un semplice tecnico: un innovatore, un grande motivatore e uno specialista delle promozioni impossibili.

Con oltre 900 panchine nei campionati professionistici, cinque promozioni e imprese rimaste nella memoria di tifosi e addetti ai lavori, Giuseppe “Pippo” Marchioro lascia un segno indelebile nella storia del calcio italiano.

Di Renato Valdescala

Esperienza nello sport e nella cronaca locale con quotidiani salernitani dal 1990. Con il tempo si è dedicato alla cronaca estera analizzando i fatti di maggiore rilievo con spirito critico e irriverente. Si occupa anche di approfondimenti di cronaca nazionale.

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