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Sofia Goggia, a Pechino 2022 un’impresa alla … Zurbriggen: argento da leggenda ma non sarà portabandiera nella cerimonia di chiusura

Un argento olimpico per entrare nella leggenda dello sci alpino. Probabilmente dopo l’infortunio di Cortina qualcuno avrà raccontato a Sofia Goggia di quella volta che Pirmin Zurbriggen, una leggenda dello sci alpino, recuperò in 18 giorni dalla rottura del menisco dopo aver vinto a Kitzbuhel. Il giorno dopo fu operato in artroscopia in clinica a Basilea. Era il 13 gennaio del 1985 ed in pochi avrebbero scommesso su una sua partecipazione ai mondiali di Bormio.

Nel 1985 Pirmin Zurbriggen conquistò il titolo iridato in discesa libera 18 giorni dopo l’operazione al menisco

Il fuoriclasse elvetico non si arrese, voleva essere in gara e il 2 febbraio 1985 era al cancelletto di partenza con un solo obiettivo: la medaglia d’oro che riuscì a strappare al compagno di squadra Peter Muller. A Pechino Sofia Goggia ha iscritto il suo nome al fianco del fenomeno Zurbriggen nel capitolo ‘imprese leggendarie’ nello sci alpino (e nello sport in genere). Per certi versi la fuoriclasse azzurra della discesa aveva una cima ancora più alta da scalare rispetto allo svizzero. La bergamasca aveva rimediato una lesione parziale del legamento crociato e mini frattura al perone.

Sofia Goggia a 16 centesimi dal record di Katja Seizinger, Nadia Delago: strepitoso bronzo e podio nel giorno giusto

In pochi erano pronti a scommettere su una sua partecipazione a Pechino 2022 ma lei, fin da subito, ha detto che ci avrebbe provato. Una settimana fa le sensazioni non erano buone dopo la prima sciata ma la forza di volontà della ventinovenne hanno abbattuto anche l’ultimo ostacolo 23 giorni dopo l’infortunio. Martedì 15 febbraio resterà una data da cerchiare in rosso per un argento vivo, come lei l’ha definito, che vale oro per un tripudio azzurro in discesa libera completato dal bronzo di Nadia Delago (primo podio in carriera). Sofia è arrivata a sedici centesimi dall’emulare l’impresa di Katja Seizinger, lunica a riuscire a bissare l’oro in libera.

Dopo aver dovuto rinunciare alla cerimonia di apertura Sofia Goggia avrebbe meritato di salutare Pechino come portabandiera azzurra in una cerimonia di chiusura che avrà un significato particolare per l’Italia con il passaggio di testimone a Milano – Cortina per i Giochi Olimpici del 2026.

L’azzurra non sarà portabandiera, programma il rientro in Italia: ‘C’è una Coppa da conquistare’

La sciatrice ha già annunciato che lascerà la Cina giovedì 17 febbraio per rientrare in Italia per preparare le gare di Coppa del Mondo. “C’è una coppa di discesa da vincere”. Neanche il tempo di festeggiare l’argento olimpico che la bergamasca ha nel mirino un nuovo obiettivo. Di certo per la sua impresa avrebbe meritato di sfilare con il tricolore. Magari spera di riprendersi a Milano – Cortina quella bandiera che ha dovuto cedere all’amica Michela Moioli per prepararsi al meglio dopo l’infortunio.

Redazione
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Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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