Il bilancio di una strage annunciata durante la festività ebraica di Hanukkah
È di 12 vittime e almeno 29 feriti il bilancio, ancora provvisorio, della terribile sparatoria di massa avvenuta a Bondi Beach, a Sydney, durante la celebrazione della festività ebraica di Hanukkah. Un attacco che le autorità australiane hanno definito senza esitazioni terroristico e che ha colpito una folla composta da famiglie, bambini e turisti. Il bilancio sarebbe potuto essere ancora più grave se un eroico commerciante non fosse riuscito a disarmare uno degli attentatori.
Il commerciante Ahmed al Ahmed disarma uno degli attentatori, video virale
L’uomo che ha ricevuto l’elogio del governatore si chiama Ahmed al Ahmed. Filmati che circolano sui social media mostrano l’uomo mentre prende alle spalle un terrorista che sta sparando, gli salta addosso e lo disarma. L’attentatore inciampa e cade.
Ahmed gli punta addosso il fucile ma non ha evidentemente il coraggio di sparare e si limita a cercare di attirare l’attenzione della polizia mentre a pochi metri l’altro terrorista continua a sparare. A quanto riferito da diversi media, il commerciante ha 43 anni, padre di due figli e gestisce un negozio di frutta. E’ stato ricoverato in ospedale per ferite d’arma da fuoco.
Dear people,
— Ed Krassenstein (@EdKrassen) December 14, 2025
This is a what a hero looks like.
He saved many lives today in Bondi Beach, Australia. It doesn't matter if he was Muslim or Jewish. He was a good person, like most Jews and Most Muslims.pic.twitter.com/0W7VIVnrzU
L’identità di uno degli attentatori
Uno dei tre attentatori è stato identificato: si tratta del 24enne Naveed Akram, residente a Bonnyrigg, sobborgo della periferia occidentale di Sydney. Secondo quanto emerso, Akram era noto all’intelligence australiana, sebbene non fosse considerato una minaccia imminente. Un elemento che apre interrogativi pesanti sul sistema di prevenzione.
ASIO: “Era noto, ma non considerato imminente”
Il direttore dell’ASIO, Mike Burgess, ha confermato che uno degli attentatori figurava nelle liste di sorveglianza: «Era conosciuto dai nostri servizi, ma non rientrava in una prospettiva di minaccia immediata. Ora dobbiamo capire cosa sia andato storto». Le indagini si concentrano anche su possibili reti di supporto all’interno della comunità.
La dinamica dell’attacco
La sparatoria è iniziata intorno alle 18:47, quando due uomini hanno aperto il fuoco da un ponte verso Archer Park, dove si stava svolgendo l’evento “Chanukah by the Sea 2025”, con oltre 1.000 partecipanti. Inizialmente molti hanno scambiato gli spari per fuochi d’artificio. In pochi secondi il panico ha travolto la spiaggia.
Fuga, caos e nove minuti di terrore
Migliaia di persone hanno cercato di mettersi in salvo, correndo verso l’acqua, rifugiandosi nei bar e nei negozi. La sparatoria è durata nove minuti. La polizia è intervenuta entro cinque minuti, ingaggiando uno scontro a fuoco che ha portato alla morte di uno degli attentatori e al ferimento grave di un altro, ora in custodia.
Esplosivi e indagini in corso
Poco dopo l’attacco, la polizia ha individuato un’auto con ordigni esplosivi improvvisati lungo Campbell Parade. Gli artificieri sono intervenuti immediatamente. Restano aperti gli interrogativi sull’eventuale presenza di un terzo attentatore, ipotesi che gli investigatori non escludono.
Bambini e agenti tra i feriti
Tra i feriti figurano anche due agenti di polizia, in condizioni critiche, e diversi bambini, come confermato da giornalisti presenti sul posto. L’Australia si risveglia sotto shock, mentre cresce l’allarme per la sicurezza e per l’escalation di odio antisemita a livello globale.

