L'uomo che ha disarmato uno dei due attentatori di Bondi BeachL'uomo che ha disarmato uno dei due attentatori di Bondi Beach

Il bilancio di una strage annunciata durante la festività ebraica di Hanukkah

È di 12 vittime e almeno 29 feriti il bilancio, ancora provvisorio, della terribile sparatoria di massa avvenuta a Bondi Beach, a Sydney, durante la celebrazione della festività ebraica di Hanukkah. Un attacco che le autorità australiane hanno definito senza esitazioni terroristico e che ha colpito una folla composta da famiglie, bambini e turisti. Il bilancio sarebbe potuto essere ancora più grave se un eroico commerciante non fosse riuscito a disarmare uno degli attentatori.

Il commerciante Ahmed al Ahmed disarma uno degli attentatori, video virale

L’uomo che ha ricevuto l’elogio del governatore si chiama Ahmed al Ahmed. Filmati che circolano sui social media mostrano l’uomo mentre prende alle spalle un terrorista che sta sparando, gli salta addosso e lo disarma. L’attentatore inciampa e cade.

Ahmed gli punta addosso il fucile ma non ha evidentemente il coraggio di sparare e si limita a cercare di attirare l’attenzione della polizia mentre a pochi metri l’altro terrorista continua a sparare. A quanto riferito da diversi media, il commerciante ha 43 anni, padre di due figli e gestisce un negozio di frutta. E’ stato ricoverato in ospedale per ferite d’arma da fuoco. 

L’identità di uno degli attentatori

Uno dei tre attentatori è stato identificato: si tratta del 24enne Naveed Akram, residente a Bonnyrigg, sobborgo della periferia occidentale di Sydney. Secondo quanto emerso, Akram era noto all’intelligence australiana, sebbene non fosse considerato una minaccia imminente. Un elemento che apre interrogativi pesanti sul sistema di prevenzione.

ASIO: “Era noto, ma non considerato imminente”

Il direttore dell’ASIO, Mike Burgess, ha confermato che uno degli attentatori figurava nelle liste di sorveglianza: «Era conosciuto dai nostri servizi, ma non rientrava in una prospettiva di minaccia immediata. Ora dobbiamo capire cosa sia andato storto». Le indagini si concentrano anche su possibili reti di supporto all’interno della comunità.

La dinamica dell’attacco

La sparatoria è iniziata intorno alle 18:47, quando due uomini hanno aperto il fuoco da un ponte verso Archer Park, dove si stava svolgendo l’evento “Chanukah by the Sea 2025”, con oltre 1.000 partecipanti. Inizialmente molti hanno scambiato gli spari per fuochi d’artificio. In pochi secondi il panico ha travolto la spiaggia.

Fuga, caos e nove minuti di terrore

Migliaia di persone hanno cercato di mettersi in salvo, correndo verso l’acqua, rifugiandosi nei bar e nei negozi. La sparatoria è durata nove minuti. La polizia è intervenuta entro cinque minuti, ingaggiando uno scontro a fuoco che ha portato alla morte di uno degli attentatori e al ferimento grave di un altro, ora in custodia.

Esplosivi e indagini in corso

Poco dopo l’attacco, la polizia ha individuato un’auto con ordigni esplosivi improvvisati lungo Campbell Parade. Gli artificieri sono intervenuti immediatamente. Restano aperti gli interrogativi sull’eventuale presenza di un terzo attentatore, ipotesi che gli investigatori non escludono.

Bambini e agenti tra i feriti

Tra i feriti figurano anche due agenti di polizia, in condizioni critiche, e diversi bambini, come confermato da giornalisti presenti sul posto. L’Australia si risveglia sotto shock, mentre cresce l’allarme per la sicurezza e per l’escalation di odio antisemita a livello globale.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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