Interrogati i gestori del locale: la Procura svizzera stringe il cerchio
Proseguono senza sosta le indagini sulla devastante tragedia di Crans-Montana, dove un incendio scoppiato nella notte di Capodanno ha causato 40 morti e oltre 100 feriti, molti dei quali in condizioni gravissime. La procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, ha confermato che i due gestori francesi del locale “Le Constellation” sono stati interrogati nelle scorse ore dagli inquirenti.
«Sono stati ascoltati come persone informate sui fatti – ha chiarito Pilloud – al momento non vi è alcuna imputazione formale nei loro confronti». I due, una coppia originaria della Corsica, gestivano il locale dove si è sviluppato l’incendio durante i festeggiamenti di Capodanno. “Tre controlli in 10 anni, tutto a norma” – avrebbero riferito.
Le prime ipotesi: fuoco partito da candele decorative
Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, l’incendio sarebbe stato innescato da candele decorative posizionate su bottiglie di champagne, utilizzate come elementi scenografici all’interno del locale. La procuratrice ha spiegato che «tutto indica una rapida combustione innescata da fiamme libere troppo vicine al soffitto», anche se al momento non è possibile stabilire responsabilità precise.
L’ipotesi più accreditata è quella di una conflagrazione improvvisa, alimentata dai materiali presenti nel locale e dalla rapida propagazione del fuoco. Tuttavia, Pilloud ha ribadito che «ogni conclusione è prematura» e che l’inchiesta dovrà stabilire se siano state rispettate tutte le norme di sicurezza.
Le vittime: numeri drammatici e un bilancio ancora provvisorio
Il bilancio resta pesantissimo: 40 vittime accertate e 119 feriti, molti dei quali in condizioni critiche. Secondo le autorità sanitarie del Canton Vallese, oltre 50 persone sono state trasferite all’estero in centri specializzati per grandi ustionati.
Tra i feriti si contano:
- 71 cittadini svizzeri
- 14 francesi
- 11 italiani
- 4 serbi
- 1 portoghese
I numeri, precisano le autorità, potrebbero ancora variare: alcune persone si sono presentate in ospedale solo a distanza di ore, accusando sintomi da intossicazione.
Ispezioni, sicurezza e responsabilità: cosa non torna
Uno dei nodi centrali dell’inchiesta riguarda le misure di sicurezza del locale. Il responsabile cantonale per la sicurezza, Stéphane Ganzer, ha spiegato che le ispezioni sono di competenza comunale e che al momento non risultano segnalazioni formali di irregolarità precedenti all’incendio.
Tuttavia, resta aperta la questione del rivestimento del soffitto, della presenza di materiali infiammabili e dell’effettiva agibilità delle vie di fuga. «Non possiamo ancora dire se la schiuma isolante fosse conforme o meno», ha precisato la procuratrice Pilloud, invitando a evitare speculazioni.
Indagine aperta e scenario in evoluzione
La magistratura svizzera non esclude alcuna ipotesi, compresa quella di omicidio colposo plurimo, ma al momento nessuno risulta formalmente indagato. “La complessità dell’indagine richiede tempo e massima precisione”, ha ribadito la procura.
Nel frattempo, la macchina dei soccorsi continua a lavorare senza sosta. Ospedali e personale sanitario hanno affrontato un’emergenza senza precedenti, con molti operatori rientrati volontariamente in servizio nonostante fosse notte fonda.
Una comunità sotto shock
Crans-Montana, rinomata località turistica svizzera, resta sotto shock. Le autorità hanno chiesto rispetto e pazienza, mentre proseguono le verifiche tecniche e giudiziarie. Il dolore delle famiglie, la complessità dell’inchiesta e l’alto numero di vittime rendono questo uno dei più gravi disastri avvenuti in Svizzera negli ultimi decenni.

