Palloncini e lacrime per Sara Di Vita e Antonella Di IelsiPalloncini e lacrime per Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi

Due settimane dopo, nessuna certezza sulle cause della morte

A distanza di due settimane dalla tragedia che ha sconvolto Pietracatella, il mistero resta intatto. Le cause della morte di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, non sono ancora state chiarite.

La pista iniziale, quella di una possibile intossicazione alimentare legata a pietanze consumate nei giorni precedenti al Natale, rimane sul tavolo degli inquirenti, ma non è l’unica ipotesi al vaglio. Le indagini proseguono senza sosta tra interrogatori, accertamenti tecnici e analisi di laboratorio su campioni di sangue e alimenti. Determinanti saranno anche gli esiti definitivi delle autopsie, attesi nelle prossime settimane.


Il paese si ferma: funerali nel silenzio e nel freddo

Nel frattempo, Pietracatella ha detto addio a Sara e Antonella. I funerali si sono svolti in un clima gelido, non solo per le temperature rigide ma per un dolore collettivo che ha attraversato l’intero paese. La chiesa non è riuscita a contenere tutte le persone accorse: in molti hanno seguito la funzione dal piazzale esterno, in silenzio.

A celebrare le esequie è stato l’arcivescovo di Campobasso, Biagio Colaianni, che nell’omelia ha parlato di una ferita che non trova spiegazione:
«La morte non è mai giusta. È una ferita indelebile. Non c’è una risposta che possa spiegare o giustificare, ma Sara e Antonella continuano a vivere presso Dio».


Palloncini, lacrime e “Forever Young”

Al termine della funzione, quando le due bare sono state portate fuori dalla chiesa, il cielo di Pietracatella si è riempito di palloncini bianchi e rossi. In sottofondo, le note di Forever Young hanno accompagnato l’ultimo viaggio di madre e figlia.

Sul sagrato, decine di adolescenti in lacrime. Compagni di scuola, amici, coetanei di Sara, alcuni dei quali hanno a lungo abbracciato la bara della loro amica. I ragazzi del Liceo Classico hanno voluto dedicarle un messaggio struggente:
«Saretta, con il tuo sorriso perfetto vivi ancora in noi. Non solo nei ricordi, ma nel cuore».


Il sindaco: “Due stelle luminose per sempre”

A chiudere le esequie è stato il sindaco Antonio Tomassone, che ha parlato a nome di un’intera comunità:
«Pietracatella da oggi avrà per sempre due stelle luminosissime nel cielo. Sara e Antonella saranno ancora e sempre accanto a noi».

Il primo cittadino ha ricordato la vitalità di Sara, «una ragazza che non aspettava il mondo, ma gli andava incontro», e la figura della madre, «sempre presente per la sua famiglia e per chiunque avesse bisogno».

Da sinistra Sara Di Vita, , Antonella Di Ielsi e Gianni Di Vita
Da sinistra Sara Di Vita, , Antonella Di Ielsi e Gianni Di Vita

Il pensiero al padre e alla sorella Alice

Parole particolarmente intense sono state rivolte a Gianni Di Vita, padre e marito delle due vittime ed ex sindaco del paese:
«Nulla e nessuno potrà restituircele. Dovremmo essere noi a darti conforto e invece sei tu che oggi sostieni noi».

Infine, l’abbraccio pubblico ad Alice Di Vita, la figlia maggiore:
«In quei giorni in ospedale sei stata tu a darci forza. Sei una perla rara e come tale sarai custodita da tutta la nostra comunità».


Una comunità in attesa di verità

Mentre Pietracatella prova a ripartire, resta sospesa una domanda che pesa come un macigno: cosa ha causato la morte improvvisa di Sara e Antonella? La magistratura continua a indagare, ma intanto il paese si stringe attorno alla famiglia, in attesa che la verità restituisca almeno una risposta a un dolore che risposte non ne ha.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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