I ragazzi all'interno del locale a Crans Montana con le bottiglie di champagne decorativeI ragazzi all'interno del locale a Crans Montana con le bottiglie di champagne decorative

Strage Crans Montana, indagato per i mancati controlli obbligatori

L’inchiesta sulla strage del Constellation cambia passo e allarga il perimetro delle responsabilità. Dopo i proprietari del locale, Jacques e Jessica Moretti, la procura di Sion guarda ora dentro il Comune di Crans-Montana. Sotto la lente degli inquirenti è finita un’ex responsabile della sicurezza dell’amministrazione comunale, accusata di aver omesso per anni i controlli obbligatori.

Cinque anni senza verifiche su un locale affollato

Secondo gli atti, gli ultimi sopralluoghi ufficiali del comune di Crans Montana risalgono al 2018 e 2019. Da allora, nulla. Nessun controllo, nessuna verifica sul rispetto delle normative antincendio in uno dei locali più frequentati della stazione sciistica. Nemmeno sulla famigerata schiuma fonoassorbente che, la notte di Capodanno, ha preso fuoco trasformando il discobar in una trappola mortale.

“Nessun rilievo”, ha dichiarato Jacques Moretti durante l’ultimo interrogatorio. Una frase che oggi pesa come un macigno.

Il sindaco ammette: “Sento il peso della responsabilità”

Già il 6 gennaio, durante una conferenza stampa finita al centro delle polemiche, il sindaco Nicolas Féraud aveva ammesso le falle del sistema. Ora lo ribadisce: “Sono colpevole agli occhi di molta gente. Il pubblico ministero stabilirà le responsabilità di ognuno, inclusa la mia”.

Parole che segnano una svolta politica e giudiziaria. Per la prima volta, la tragedia non viene più circoscritta ai gestori del locale.

Verso una squadra investigativa internazionale

Dopo questa nuova evoluzione, la procura di Sion si prepara a rendere operativa la collaborazione con la magistratura italiana. Il via libera dell’Ufficio federale di giustizia svizzero apre alla possibilità di un incontro con la procura di Roma già a metà febbraio.

L’obiettivo è la creazione di una squadra investigativa comune, con la partecipazione di Squadra Mobile e Vigili del Fuoco italiani, oltre agli inquirenti elvetici.

Il dossier pronto per Roma

La procura capitolina, che ha aperto un fascicolo ipotizzando anche il reato di disastro colposo, potrebbe ricevere a breve l’intero dossier svizzero. Solo allora sarà possibile procedere con nuove iscrizioni nel registro degli indagati, che potrebbero riguardare non solo i Moretti, ma anche funzionari pubblici.

Nel frattempo, sul piano diplomatico, l’ambasciatore italiano in Svizzera resta a Roma. Un segnale politico forte, voluto dal governo italiano, che attende fatti concreti prima di riallacciare i rapporti ordinari.

Una strage che chiama in causa lo Stato

Quella del Constellation non è più solo una tragedia privata o imprenditoriale. È diventata una questione di controlli pubblici, omissioni istituzionali e responsabilità sistemiche. E ora, con il Comune sotto indagine, la verità sembra avvicinarsi a un punto cruciale.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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