La tragedia in via San Felice, nel quartiere di MolassanaLa tragedia in via San Felice, nel quartiere di Molassana

Chi era Maria “Mariuccia” Marchetti, la donna trovata morta a Genova

Un pomeriggio qualunque si è trasformato in una tragedia familiare nel quartiere Molassana di Genova, dove una donna di 86 anni, Maria “Mariuccia” Marchetti, è stata trovata senza vita nella sua abitazione. Il corpo dell’anziana presentava diverse ferite da arma da taglio, un dettaglio che ha immediatamente fatto scattare le indagini per omicidio. La scoperta è avvenuta nel primo pomeriggio all’interno di un appartamento di via San Felice, nella zona collinare del quartiere.

A lanciare l’allarme è stato il figlio maggiore della donna, un uomo di 62 anni, Fabio Fibrini, preoccupato perché non riusciva a mettersi in contatto con la madre da alcuni giorni. L’uomo ha deciso di recarsi direttamente a casa della donna per verificare cosa stesse accadendo. Una volta entrato nell’abitazione si è trovato davanti a una scena drammatica: la madre era a terra, colpita da numerose coltellate. A quel punto ha immediatamente chiamato i soccorsi e la polizia.

Cosa è successo nell’appartamento di via San Felice

Quando gli agenti della Polizia di Stato sono arrivati sul posto hanno trovato una situazione inquietante. All’interno dell’abitazione non c’era solo il corpo dell’anziana, ma anche il figlio minore della donna, un uomo di 52 anni che viveva con lei. Gli agenti lo hanno trovato con vestiti sporchi di sangue, un elemento che ha subito attirato l’attenzione degli investigatori. L’uomo è stato accompagnato in questura dove è stato ascoltato dagli inquirenti. Al momento non sono state rese note eventuali accuse formali, ma la sua posizione è al centro delle indagini. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione cosa sia accaduto nelle ore precedenti alla scoperta del corpo.

Il coltello sequestrato e le indagini della procura

Sul luogo del delitto è arrivato anche il pubblico ministero Luca Scorza Azzarà, che ha coordinato i primi accertamenti investigativi. All’interno dell’abitazione gli agenti hanno trovato e sequestrato un coltello sporco di sangue, che potrebbe essere l’arma utilizzata per l’omicidio. Il magistrato ha spiegato che verranno effettuati diversi accertamenti tecnici, tra cui analisi sui telefoni cellulari presenti in casa per ricostruire contatti, messaggi e l’eventuale orario dell’ultima comunicazione della vittima. Nel frattempo è arrivato anche il medico legale, incaricato di effettuare i primi rilievi sul corpo per stabilire con maggiore precisione l’ora del decesso e raccogliere elementi utili alle indagini.

Perché il figlio minore è al centro delle indagini

Secondo quanto emerso nelle prime ore successive alla scoperta del delitto, il figlio minore della donna potrebbe avere problemi di natura psichica. Lo stesso magistrato ha spiegato che verrà probabilmente disposta una perizia psichiatrica per valutare le condizioni dell’uomo. Gli investigatori stanno cercando di capire cosa possa aver scatenato la tragedia. Al momento non sono stati diffusi dettagli su eventuali litigi o tensioni familiari nei giorni precedenti all’omicidio. La posizione del 52enne resta comunque centrale nell’inchiesta, anche perché era l’unica persona presente nell’abitazione al momento dell’arrivo della polizia.

L’allarme lanciato dal figlio maggiore

A far emergere il dramma è stato il gesto del figlio maggiore della vittima. L’uomo, che vive in un’altra casa, si è insospettito perché non riusciva a contattare la madre e il fratello da diversi giorni. Quando è arrivato nell’appartamento ha trovato la situazione ormai irreversibile e ha chiamato immediatamente la polizia. L’allarme è scattato intorno alle 15 del pomeriggio, dando il via all’intervento delle forze dell’ordine e dei soccorritori.

Ora gli investigatori della squadra mobile stanno lavorando per ricostruire ogni dettaglio della vicenda. Le analisi scientifiche e le testimonianze raccolte nelle prossime ore saranno decisive per chiarire cosa sia realmente accaduto nell’appartamento di Molassana. Una tragedia domestica che ha sconvolto il quartiere e riaperto il doloroso capitolo delle violenze che si consumano tra le mura domestiche.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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