Il mistero della guardia medica prima della tragedia
Emergono nuovi elementi sull’incidente costato la vita a Michele Pirozzi, 29 anni, e Maria Magliocco, 24, la giovane coppia morta nella notte tra venerdì e sabato a Montecorice, nel Cilento.
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione le ultime ore dei due fidanzati, perché prima dello schianto ci sarebbe stato un episodio ancora poco chiaro: un passaggio alla guardia medica di Agnone Cilento.
Secondo le prime informazioni raccolte dagli inquirenti, all’interno della struttura sanitaria sarebbe scoppiata una discussione tra i due giovani e il medico di turno. I toni, a quanto pare, si sarebbero accesi al punto che il sanitario avrebbe deciso di richiedere l’intervento dei carabinieri.
Quando però i militari stavano per arrivare, Michele e Maria si erano già allontanati dalla struttura a bordo della loro Volkswagen Polo.
Un dettaglio che ora potrebbe diventare cruciale per comprendere cosa sia accaduto nei minuti precedenti alla tragedia.
Cosa è successo prima dell’incidente
Prima di fermarsi alla guardia medica, la coppia aveva trascorso del tempo ad Agnone Cilento, frazione di Montecorice, dove vive la madre della ragazza.
In un primo momento i due sembravano diretti verso Capaccio Paestum, dove Michele viveva a Capaccio Scalo.
Poi, per motivi ancora da chiarire, avrebbero invertito la direzione tornando verso Agnone. Gli investigatori stanno cercando di capire il motivo di questa decisione improvvisa.
Tra le ipotesi c’è quella che i due possano aver dimenticato qualcosa in casa della madre della ragazza oppure che dovessero recuperare un oggetto lasciato lì.
Lo schianto sulla strada delle Ripe Rosse
La tragedia si è consumata lungo la strada provinciale 267, nel tratto costiero delle Ripe Rosse, una zona a picco sul mare nel territorio di Montecorice.
Secondo la ricostruzione iniziale, la Volkswagen Polo dei due fidanzati si è scontrata con un furgone Citroen che procedeva in direzione opposta.
Dopo l’impatto l’auto ha sfondato il guardrail ed è precipitata nel vuoto per circa 200 metri, rotolando più volte lungo la scarpata fino a fermarsi sugli scogli sottostanti.
I corpi dei due giovani sono stati sbalzati fuori dall’abitacolo. Per Michele e Maria non c’è stato nulla da fare.
Il conducente del furgone positivo al test antidroga
Alla guida del furgone coinvolto nell’incidente c’era un pasticciere di 42 anni del posto, che stava rientrando a casa dopo il lavoro.
L’uomo ha riportato ferite lievi, ma durante gli accertamenti sanitari è risultato negativo all’alcol test e positivo al test antidroga.
La sua posizione è ora al vaglio della magistratura, che dovrà stabilire se e in quale misura le sue condizioni possano aver influito sulla dinamica dello scontro.
Le ricerche nella notte tra mare e scogliera
Le operazioni di soccorso sono state particolarmente complesse.
L’auto distrutta è stata individuata da una motovedetta della Guardia Costiera di Agropoli, mentre vigili del fuoco e soccorritori hanno lavorato a lungo tra terra e mare per recuperare i corpi.
Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco del nucleo SAF (Speleo Alpino Fluviale), supportati da un’autogru arrivata da Salerno e da un elicottero utilizzato durante le ricerche.
Il recupero delle salme è stato infine affidato ai sommozzatori dei vigili del fuoco di Napoli.
Autopsia e nuovi accertamenti
La Procura ha disposto l’autopsia sui corpi dei due giovani, prevista nei prossimi giorni.
Saranno effettuati anche esami tossicologici, necessari per chiarire le condizioni della coppia al momento dell’incidente.
Parallelamente gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione la sequenza degli eventi:
- il passaggio alla guardia medica
- la discussione con il medico
- l’improvvisa ripartenza
- l’inversione di marcia
- lo scontro sulla provinciale
Tutti elementi che potrebbero aiutare a capire se la lite nella struttura sanitaria abbia avuto un impatto sullo stato emotivo dei due ragazzi e sulle decisioni prese nei minuti successivi.
Una tragedia che ha sconvolto tre comunità
La morte di Michele Pirozzi e Maria Magliocco ha colpito profondamente le comunità di Capaccio Paestum, Montecorice e Pisciotta.
Michele lavorava nell’azienda agricola di famiglia, impegnata nel trasporto di balle di fieno per gli allevamenti della zona.
Maria, originaria di Pisciotta, aveva lavorato fino a poco tempo fa in un bar di Capaccio.
Tra i due il legame era forte e gli amici raccontano che parlavano spesso del futuro insieme.

