Scontro tra Battista e l’ex manager: cosa è successo davvero?
Non è una semplice rottura professionale, ma un caso che si muove ormai su più livelli: personale, mediatico e giudiziario.
Il confronto tra Maurizio Battista e il suo ex manager Fabio Censi è approdato in Procura a Roma, dove si incrociano accuse pesanti e versioni diametralmente opposte.
Da un lato, il comico romano sostiene di aver subito una truffa per circa un milione e mezzo di euro, somma che sarebbe stata sottratta nel corso della collaborazione iniziata nel 2018. Dall’altro, l’ex impresario respinge le accuse e contrattacca sul piano penale.
La rottura e i video social: perché il caso è esploso online?
La frattura tra i due si consuma a gennaio, con un messaggio WhatsApp che sancisce la fine del rapporto professionale. Da quel momento, la vicenda si sposta rapidamente sui social.
Battista pubblica con cadenza quotidiana una serie di video in cui attacca duramente il suo ex collaboratore, senza mai nominarlo esplicitamente.
Lo definisce “sciacallo” e lascia intendere che una parte consistente dei suoi guadagni sia stata gestita in modo scorretto.
Un racconto a puntate che ha attirato l’attenzione di migliaia di utenti, alimentando curiosità e speculazioni.
Le accuse legali: truffa contro diffamazione e stalking
Parallelamente all’esposizione mediatica, la vicenda entra nelle aule giudiziarie.
Battista presenta una denuncia formale in cui circoscrive le contestazioni nei confronti dell’ex manager. Una posizione ribadita anche attraverso comunicazioni inviate ai consiglieri comunali di Canterano, dove Censi ricopre incarichi istituzionali.
La risposta non tarda ad arrivare.
Censi deposita in Procura un atto articolato, in cui accusa il comico di diffamazione aggravata e stalking, sostenendo che i contenuti diffusi online abbiano avuto conseguenze dirette sulla sua vita personale.
Secondo la difesa, i video avrebbero generato un clima di forte pressione, con ripercussioni sul piano psicologico e sulla percezione della propria sicurezza.
Il nodo delle espressioni usate nei video
Uno degli elementi centrali della vicenda riguarda il linguaggio utilizzato nei contenuti social.
Nei video, Battista fa riferimento a uno “sciacallo inseguito da un cacciatore con il fucile carico”, espressioni che – secondo l’ex manager – assumerebbero un carattere minaccioso, pur senza indicare esplicitamente il destinatario.
Proprio questa ambiguità, sostiene Censi, avrebbe alimentato l’interesse del pubblico, esponendolo indirettamente a un’ondata di attenzione e giudizio.
Le difese e i possibili sviluppi in Procura
Le posizioni restano distanti.
La difesa di Censi ha chiesto alla Procura l’adozione di una misura cautelare, ritenuta necessaria per evitare la reiterazione dei comportamenti contestati.
Di segno opposto la linea difensiva di Battista. Il suo legale definisce l’iniziativa una “mossa difensiva”, ribadendo la disponibilità del comico a chiarire ogni aspetto davanti ai magistrati.
Ora la parola passa agli inquirenti, che dovranno valutare la fondatezza delle accuse e stabilire se esistono i presupposti per procedere.

