Orrore nella fattoria, sei animali vittime di violenze: il 19enne nega tutto in aula
Era stato sorpreso in flagrante, completamente nudo e con i pantaloni abbassati alle caviglie, mentre abusava sessualmente di una capra. Ora un giovane afghano di 19 anni è comparso davanti al tribunale penale di Aix-en-Provence, in Francia, per rispondere di otto episodi di violenza sessuale, gravi maltrattamenti e crudeltà ai danni di animali domestici, che secondo l’accusa sarebbero stati commessi tra l’11 febbraio e il 9 aprile 2026 all’interno di una fattoria didattica di Les Pennes-Mirabeau.
Nonostante gli elementi raccolti dagli investigatori, il ragazzo ha respinto ogni addebito, sostenendo di non aver mai commesso le violenze contestate.
L’incubo nella fattoria: sei animali vittime delle violenze
A denunciare quanto stava accadendo è stata Cassandra Sortino, responsabile della fattoria didattica “La Ferme du Moment”, che in aula non è riuscita a trattenere l’emozione.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, nell’arco di circa due mesi sarebbero state vittime degli abusi cinque capre e un agnello di appena sei mesi. Gli animali venivano immobilizzati con corde alle zampe, imbavagliati e poi sottoposti a violenze che hanno provocato lacerazioni, ustioni e gravi lesioni agli organi genitali.
L’allarme era scattato il 16 febbraio, quando Cassandra aveva trovato una capra in un recinto diverso da quello abituale, con le zampe posteriori legate. L’animale presentava la vulva sanguinante e numerose tracce di sangue sul mantello. Pochi giorni prima era stata rinvenuta un’altra capra nelle stesse condizioni.
Le visite veterinarie hanno confermato la presenza di lesioni compatibili con maltrattamenti e violenze.
Le telecamere e l’arresto in flagranza
Dopo i primi episodi, i volontari della struttura hanno deciso di installare un sistema di videosorveglianza.
Le immagini hanno ripreso più volte un uomo aggirarsi di notte all’interno della fattoria. Ogni incursione coincideva con il ritrovamento di nuovi animali feriti.
All’inizio di aprile gli investigatori hanno organizzato un appostamento che ha portato all’arresto del giovane. Secondo quanto emerso, il 19enne è stato sorpreso dietro una capra, completamente nudo, con i pantaloni abbassati e indosso guanti di lattice.
Il DNA e il cellulare tra gli elementi raccolti dagli investigatori
Nel corso delle indagini sono stati acquisiti diversi elementi ritenuti rilevanti dalla procura.
Il DNA del giovane sarebbe stato individuato sugli animali vittime delle violenze. Inoltre, i dati del telefono cellulare avrebbero collocato il ragazzo più volte nei pressi della fattoria nelle notti in cui si sarebbero verificati gli episodi contestati.
Nonostante questo, davanti ai giudici il 19enne ha continuato a proclamarsi innocente.
“Avevo perso il treno”
Nel corso dell’udienza il giovane ha spiegato di vivere in un centro per richiedenti asilo a Marsiglia, dove era arrivato nel novembre 2025 dopo essere fuggito dall’Afghanistan.
Ha raccontato di aver perso la propria famiglia durante un bombardamento e di essere stato successivamente sottoposto a cure psicologiche che ha definito “molto intense”.
Riferendosi alla sera dell’arresto, ha sostenuto di aver semplicemente perso il treno per rientrare a Marsiglia.
«Quel posto era vicino alla stazione. Non avevo un altro luogo dove trascorrere la notte», ha dichiarato, negando qualsiasi coinvolgimento nelle violenze.
L’interrogatorio, reso complesso dalla traduzione in inglese, è stato caratterizzato da continui botta e risposta tra imputato e magistrati.
La perizia psichiatrica e le frasi contestate
Durante la custodia cautelare il giovane è stato sottoposto a una perizia psichiatrica.
Lo specialista incaricato non avrebbe riscontrato disturbi mentali tali da compromettere la capacità di intendere e di volere.
Nel corso degli accertamenti, secondo quanto riportato in aula, il 19enne avrebbe anche pronunciato frasi che hanno suscitato indignazione.
«Stanno facendo un gran baccano per una cosa del genere, quando si tratta solo di animali», avrebbe dichiarato agli specialisti.
Sempre secondo gli atti dell’inchiesta, avrebbe inoltre sostenuto che chi compie simili gesti lo farebbe per evitare di violentare una donna, perché una capra “non lo riconoscerebbe”.
Davanti ai giudici ha però preso le distanze da quelle affermazioni, sostenendo di non ricordarle e ribadendo ancora una volta la propria innocenza.
Le associazioni animaliste parti civili
Il procedimento vede costituite parti civili anche diverse associazioni animaliste, che hanno richiamato l’attenzione sulla gravità delle violenze subite dagli animali e sulle conseguenze fisiche documentate dai veterinari.
Per Cassandra Sortino e i volontari della fattoria, la vicenda resta un trauma difficile da superare. La responsabile della struttura ha lasciato il tribunale profondamente scossa, amareggiata soprattutto dal fatto che, nonostante le prove raccolte dagli investigatori, il giovane abbia continuato a negare ogni responsabilità.

