Sofia BarberiSofia Barberi

Nuovo video pubblicato dal 19enne passeggero della Fiat 500 coinvolta nell’incidente costato la vita a Sofia Barberi

Non si placano le polemiche attorno al 19enne che viaggiava sulla Fiat 500 coinvolta nell’incidente di Ceriale, nel Savonese, costato la vita alla 23enne Sofia Barberi e che ha lasciato gravemente ferita l’amica Emma Brasca, alla quale è stato amputato un piede.

Dopo il video girato pochi istanti dopo lo schianto, diventato virale per il tono irridente, e dopo il filmato pubblicato mentre si imbarcava su un aereo lasciando intendere di voler lasciare l’Italia, il giovane è tornato ancora una volta sui social con un nuovo messaggio destinato ad alimentare l’indignazione.

“Dovrei chiedere scusa?”: il nuovo sfogo del 19enne

Nel nuovo audio pubblicato su TikTok il ragazzo non rivolge alcun pensiero né a Sofia Barberi, né alla sua famiglia, né a Emma, ancora ricoverata in prognosi riservata.

Al contrario, concentra il suo intervento sugli episodi avvenuti dopo la diffusione del primo video.

Sono venuti a casa mia e per poco non hanno preso mio padre a pugni e io dovrei chiedere scusa? Per cosa? Perché da ubriaco ho fatto un video mentre ridevo di una mia amica che ha rotto la macchina? Non ho fatto nulla di male“, afferma.

Poi il tono si fa ancora più duro, fino alla minaccia: “Siete fortunati perché voglio bene alla mia famiglia, se no vengo lì e vi sparo a tutti“.

Parole che hanno rapidamente iniziato a circolare sui social prima che i profili venissero nuovamente chiusi.

Il padre lo ha allontanato da casa: “Ha sbagliato, voglio chiedere perdono”

Di segno completamente opposto le dichiarazioni del padre del ragazzo, Moustapha B., che ha spiegato di aver deciso di mandare via il figlio dopo quanto accaduto.

“Lui mi ha detto di aver capito l’errore commesso, ma ho preferito allontanarlo. Gli ho detto di prendere i documenti e andare dove voleva. L’Italia è grande, l’Europa è grande”, ha raccontato.

Secondo il padre, il giovane è partito dall’abitazione di Pietra Ligure la mattina successiva. La destinazione non è certa, anche se una delle ipotesi è il Portogallo, suggerita anche dal video pubblicato prima dell’imbarco, nel quale affermava ironicamente: “Mi sa che il mio piano di fare la bella vita in Italia è fallito”.

“Da allora non l’ho più sentito, non so dove sia e sono affari suoi”, ha aggiunto l’uomo.

L’assalto davanti all’abitazione dopo il primo video

Moustapha ha raccontato anche quanto accaduto dopo la diffusione del primo filmato.

Alcuni giovani, amici di Sofia Barberi, si sarebbero presentati davanti alla loro abitazione nel tentativo di aggredire il figlio e i familiari.

“Quella sera mi sono barricato in casa mettendo i mobili davanti alla porta. Fortunatamente non è successo niente”, ha spiegato.

Pur condannando ogni forma di violenza, il padre ha ammesso di comprendere il dolore e la rabbia degli amici della vittima.

Noi non c’entriamo niente con quello che è successo, però non mi sento di condannarli. Hanno ragione al cento per cento.”

“Vorrei chiedere perdono in ginocchio alla famiglia di Sofia”

L’uomo, ambulante da quarant’anni in Italia, ha descritto la propria come una famiglia normale, composta dalla moglie, dall’anziano padre invalido e da quattro figli.

Ha raccontato che il diciannovenne in passato aveva avuto problemi, tanto da trascorrere due anni in comunità, ma che una volta uscito sembrava aver ritrovato equilibrio e lavorava come cameriere.

Le sue parole più forti sono però rivolte ai familiari delle due ragazze coinvolte nell’incidente.

Vorrei conoscere le famiglie di Sofia ed Emma e chiedere loro perdono in ginocchio. È la cosa a cui io e mia moglie teniamo maggiormente“, ha dichiarato.

Mentre il giovane continua a pubblicare messaggi che alimentano le polemiche, il padre prende nettamente le distanze dal suo comportamento e prova a rivolgere un gesto di vicinanza verso chi sta affrontando il dolore più grande.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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