Alfonso Signorini racconta il dopo scandalo: ‘Mi sono costruito una bolla per sopravvivere
A distanza di circa sette mesi dallo scandalo che ha segnato la fine della sua esperienza alla guida del settimanale Chi, Alfonso Signorini torna a parlare pubblicamente. Lo fa in una lunga intervista concessa a Il Giornale, nella quale ripercorre i momenti più difficili vissuti dopo la diffusione delle sue chat private, l’indagine aperta dalla Procura di Milano e il clamore mediatico che ne è seguito.
Il giornalista e conduttore televisivo racconta di essersi volontariamente isolato per riuscire a reggere il peso dell’esposizione pubblica. Un periodo che definisce di pura sopravvivenza e durante il quale, ammette, ha scoperto chi gli è realmente rimasto accanto.
‘Mi sono costruito una bolla‘: il racconto dei mesi più difficili
Signorini spiega di aver scelto una strada drastica: tagliare ogni contatto con il mondo esterno.
“Mi sono costruito una bolla. Non per vivere, ma per sopravvivere“, racconta.
Ha persino cambiato numero di telefono, affidando ogni comunicazione ai propri legali. L’obiettivo era uno solo: evitare che il continuo bombardamento mediatico finisse per travolgerlo psicologicamente.
Nel corso dell’intervista descrive quei giorni come un periodo segnato da una forte pressione emotiva, confessando che, quando una persona finisce al centro di una simile esposizione, il rischio di non reggere esiste davvero.
Il dolore più grande? “Gli amici spariti nel momento peggiore”
Più ancora delle polemiche pubbliche, ciò che continua a ferire l’ex direttore di Chi è il comportamento di alcune persone che considerava molto vicine.
Signorini racconta di aver ricevuto in passato lettere, dediche e attestati di affetto da amici che definiva quasi fratelli. Dopo lo scandalo, però, quelle persone sarebbero improvvisamente scomparse.
“Neppure una telefonata per chiedermi come stessi”, spiega, parlando di una delusione che considera difficile da dimenticare.
Da qui anche una frase destinata a far discutere: “Sono felicissimo che non ci sia più nessuno sul mio carro. Ma voglio che non salga più nessuno.”
‘Non ho fatto nulla di cui vergognarmi’: la difesa sulle chat private
Signorini torna anche sul tema che ha alimentato il caso mediatico.
Respinge con decisione l’accusa morale di aver abusato del proprio ruolo e ribadisce di non avere nulla di cui pentirsi.
“Rifarei tutto. Non ho fatto nulla di cui vergognarmi”, afferma, rivendicando il diritto alla propria vita privata.
Secondo il giornalista, il confine tra interesse pubblico e sfera personale sarebbe stato completamente superato.
Per questo sostiene che chi non commette reati non dovrebbe essere privato della libertà di vivere la propria vita privata, sottolineando come il clamore mediatico abbia finito per trasformarsi, a suo giudizio, in una vera e propria gogna.
La fede, il compagno e gli avvocati: ‘Mi hanno salvato‘
Nel racconto emerge anche il ruolo delle persone che gli sono rimaste accanto.
Signorini ringrazia pubblicamente il proprio compagno, che descrive come il sostegno più importante durante tutta la vicenda.
Un pensiero va anche ai suoi avvocati, Domenico Aiello e Daniela Missaglia, oltre alla fede, che considera un punto di riferimento fondamentale per affrontare quei mesi.
Racconta inoltre di aver scoperto, uscendo nuovamente in pubblico, una realtà diversa da quella che immaginava: molte persone si sarebbero avvicinate per esprimergli solidarietà, dissipando il timore di essere continuamente giudicato.
Il futuro tra teatro, scrittura e una possibile nuova avventura in televisione
Oggi la quotidianità di Signorini è molto diversa rispetto al passato.
Ha scelto di dedicarsi soprattutto alla musica, alla scrittura, ai viaggi e al teatro, esperienza culminata con la regia della Bohème all’Arena di Verona, dove racconta di aver ritrovato entusiasmo grazie all’affetto del pubblico.
L’addio a Chi, precisa, era stato deciso prima che esplodesse il caso giudiziario e mediatico.
Quanto alla televisione, non chiude alcuna porta.
“Non è detto. Non escludo che possa tornare nella mia vita”, afferma, lasciando aperta la possibilità di un nuovo capitolo professionale dopo mesi trascorsi lontano dai riflettori.

