Il 42enne Alessandro BianchiIl 42enne Alessandro Bianchi

Il 42enne non è sopravvissuto alle gravissime ferite riportate nell’incidente sulla variante Aurelia

Per quasi un mese ha combattuto tra la vita e la morte nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Martino di Genova, aggrappandosi alla speranza di tornare dalla sua famiglia. Ma quel cuore che aveva resistito a un terribile incidente stradale si è fermato. Alessandro Bianchi, 42 anni, residente a La Spezia, è morto dopo le gravissime ferite riportate nello schianto avvenuto lo scorso 18 giugno sulla variante Aurelia.

La sua scomparsa ha gettato nel dolore un’intera comunità. A piangerlo sono soprattutto la moglie Carolina, i tre figli ancora piccoli, i familiari, gli amici e i colleghi che in queste ore hanno deciso di trasformare il dolore in un gesto concreto di solidarietà.

L’incidente sulla variante Aurelia

Il drammatico incidente si era verificato nel pomeriggio del 18 giugno lungo la variante Aurelia, tra le gallerie Castelletti e Sarbia, nei pressi dello svincolo per il centro di La Spezia.

Alessandro Bianchi viaggiava in sella al suo scooter quando, per cause ancora al vaglio degli investigatori, si è verificato un violento impatto con un’automobile guidata da una donna di circa sessant’anni.

Le condizioni del motociclista erano apparse immediatamente disperate. Dopo i primi soccorsi sul posto era stato trasferito d’urgenza al Policlinico San Martino di Genova, dove i medici hanno tentato per settimane di salvargli la vita.

Nei giorni scorsi sembravano esserci stati alcuni timidi segnali incoraggianti, tanto da alimentare la speranza di amici e familiari. Poi, però, il quadro clinico è precipitato fino al tragico epilogo.

Il dolore della famiglia e la raccolta fondi

La morte di Alessandro Bianchi ha lasciato senza un padre tre bambini e senza il proprio punto di riferimento una giovane famiglia.

Per questo motivo amici e colleghi hanno deciso di aprire una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe, con l’obiettivo di offrire un aiuto concreto alla moglie Carolina.

Nel messaggio pubblicato sulla piattaforma emerge tutto l’affetto nei confronti del 42enne.

“Ale era un ragazzo d’oro, un grande lavoratore, ma soprattutto un papà e un marito straordinario. La sua priorità assoluta è sempre stata il benessere della sua famiglia.”

Gli organizzatori spiegano che l’iniziativa servirà a sostenere le spese più urgenti e a garantire un futuro ai tre figli.

“Non possiamo cancellare questo dolore, ma possiamo fare qualcosa di concreto perché la sua famiglia non si senta sola. Ogni donazione rappresenta un mattone per costruire una rete di protezione attorno ai suoi bambini.”

L’intero ricavato sarà destinato direttamente alla moglie di Alessandro Bianchi.

La solidarietà della città

Già durante il ricovero del 42enne, la città si era mobilitata.

Lo Spezia Calcio Popolare, da sempre impegnato nelle iniziative sociali, aveva infatti deciso di destinare il ricavato della propria sagra per contribuire alle spese affrontate dalla famiglia durante il lungo ricovero.

In quei giorni c’era ancora la speranza che Alessandro potesse riprendersi.

“Sta combattendo la battaglia più importante”, avevano scritto i volontari, invitando tutti a sostenere il giovane padre.

Una speranza che purtroppo si è spenta insieme a lui.

La Procura indaga per omicidio stradale

Con il decesso del motociclista cambia ora anche il quadro giudiziario.

La Procura della Repubblica de La Spezia dovrà infatti riqualificare il fascicolo aperto subito dopo l’incidente in un procedimento per omicidio stradale.

Il sostituto procuratore Beatrice Barbara Ricci potrebbe disporre nei prossimi giorni l’autopsia per chiarire definitivamente le cause del decesso e completare gli accertamenti medico-legali.

Secondo quanto emerso dai primi rilievi eseguiti dalla Polizia Locale, una delle ipotesi al vaglio riguarda una possibile manovra dell’automobile coinvolta nello schianto. Gli investigatori stanno verificando se la vettura stesse effettuando un’inversione di marcia al momento dell’impatto con lo scooter.

Saranno gli approfondimenti tecnici e gli accertamenti disposti dalla magistratura a ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e ad accertare eventuali responsabilità.

Intanto, alla Spezia, resta soprattutto il dolore per una vita spezzata troppo presto. Un uomo ricordato da tutti come un lavoratore instancabile, un padre presente e una persona generosa, il cui pensiero era rivolto ogni giorno alla propria famiglia. Ora quella stessa comunità prova a stringersi attorno alla moglie e ai suoi tre bambini, affinché non affrontino da soli una delle prove più difficili della loro vita.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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