Il filmato del fermo al Pilastro accende le polemiche
Le urla si sentono chiaramente. “Aiuto… basta… basta…”. Poi il silenzio. Sono le immagini che stanno facendo discutere l’Italia e che hanno trasformato la morte di Abderrahim Fakir, 43 anni, avvenuta domenica nel quartiere Pilastro di Bologna, in un caso destinato a far parlare ancora a lungo.
Il filmato, ripreso da alcuni residenti e diffuso nelle ore successive, documenta gli ultimi minuti dell’intervento della polizia. Mentre la magistratura ha già disposto l’autopsia per accertare le cause del decesso, la famiglia del 43enne chiede che venga fatta piena luce su quanto accaduto.
Il video: “Aiuto, basta”, poi il silenzio
Il filmato dura oltre cinque minuti.
Nelle immagini si vede Abderrahim Fakir immobilizzato sull’asfalto, in posizione prona, mentre due agenti cercano di bloccarlo e ammanettarlo. Un terzo uomo, indicato come un residente, trattiene le sue gambe.
Per diversi minuti il quarantatreenne continua a gridare.
“Aiuto… basta…”, ripete più volte, mentre cerca di liberarsi.
Accanto alla scena sono presenti anche operatori del 118, che attendono il termine delle operazioni di contenimento.
Poi qualcosa cambia. L’uomo smette improvvisamente di urlare e di muoversi. Uno degli agenti prova a richiamarlo, ma non riceve alcuna risposta.
Sono proprio queste immagini ad aver alimentato interrogativi e polemiche.
La sorella: “Aveva problemi di salute, chiedeva aiuto”
Tra le voci più forti c’è quella della famiglia.
La sorella di Abderrahim Fakir, insieme al fratello, ha raccontato che il quarantatreenne soffriva di problemi di salute e sostiene che in quei momenti stesse chiedendo aiuto.
Per i familiari è indispensabile chiarire ogni fase dell’intervento e capire cosa abbia provocato il decesso.
Per questa ragione hanno promosso una manifestazione nel quartiere Pilastro, definendo la morte del loro congiunto un fatto sul quale occorre accertare ogni responsabilità.
La versione della Questura
Secondo la Questura di Bologna, gli agenti erano intervenuti dopo diverse segnalazioni di cittadini che parlavano di una persona in forte stato di agitazione.
La polizia riferisce inoltre che il 43enne avrebbe danneggiato un’automobile e che, proprio per contenerlo, gli agenti sono stati aiutati anche da alcuni cittadini presenti sul posto.
Sempre secondo la ricostruzione ufficiale, il personale del 118 era stato richiesto immediatamente e si trovava sul luogo durante le operazioni di immobilizzazione.
Poco dopo, però, il quarantatreenne è deceduto.
L’autopsia dovrà chiarire le cause della morte
La Procura ha disposto l’autopsia, che rappresenterà uno dei passaggi fondamentali dell’inchiesta.
L’esame dovrà chiarire se il decesso sia stato provocato da un malore improvviso, da patologie pregresse o da altri fattori, ricostruendo con precisione gli ultimi minuti di vita del 43enne.
Gli investigatori acquisiranno inoltre il video integrale, le testimonianze dei presenti, le relazioni degli agenti intervenuti e quelle del personale sanitario.
La politica chiede “rigore e trasparenza”
La vicenda ha immediatamente assunto una dimensione nazionale.
Il sindaco di Bologna Matteo Lepore e il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale hanno espresso vicinanza alla famiglia di Abderrahim Fakir, chiedendo che venga fatta “piena luce” sull’accaduto.
Anche la senatrice Ilaria Cucchi ha annunciato un’interrogazione parlamentare, richiamando precedenti casi che hanno segnato il dibattito pubblico sul rapporto tra interventi delle forze dell’ordine e tutela delle persone in stato di forte agitazione.
Intanto il video continua a essere condiviso sui social e resta uno degli elementi che saranno analizzati dagli inquirenti. Saranno però gli accertamenti tecnici, l’autopsia e il lavoro della magistratura a stabilire con precisione cosa sia accaduto durante quei drammatici minuti in via Svevo e se vi siano eventuali responsabilità.
Si chiamava Abderrahim Fakir, aveva 43 anni e viveva in Italia da quando ne aveva 7. È morto oggi a Bologna, al rione Pilastro, durante un intervento di polizia nell'area condominiale di via Svevo dove abitava con il fratello.
— Vincenzo Corrado (@VincenzoCortac) July 19, 2026
Un video ripreso da una finestra mostra i suoi… pic.twitter.com/wwpkqm1nrd

