Tragica escursione, muore 14 enneTragica escursione, muore 14 enne

La giovane turista della Repubblica Ceca è scivolata per circa 90 metri nei pressi del rifugio Torre di Pisa. Inutili i soccorsi: il Soccorso Alpino ha assistito i familiari sotto choc

Una giornata in montagna per sfuggire al caldo si è trasformata in una tragedia. Una ragazza di 14 anni, turista della Repubblica Ceca, è morta dopo essere precipitata durante un’escursione sul gruppo del Latemar, tra Alto Adige e Trentino. La giovane stava camminando insieme ai familiari lungo un sentiero che conduce a Cima di Valbona, nei pressi del rifugio Torre di Pisa, quando, per cause ancora in fase di accertamento, è scivolata nel vuoto compiendo un volo di circa 90 metri.

L’incidente è avvenuto in una delle zone più frequentate delle Dolomiti. Nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori, per la ragazza non è stato possibile fare nulla.

La caduta durante l’escursione sul Latemar

Secondo una prima ricostruzione, la famiglia stava percorrendo un itinerario escursionistico molto conosciuto dagli appassionati di montagna e dai turisti in vacanza tra la Val d’Ega e la Val di Fassa.

All’improvviso la 14enne avrebbe perso l’equilibrio, precipitando lungo il versante sottostante.

Sarà l’attività delle autorità competenti a chiarire l’esatta dinamica dell’incidente. Gli investigatori dovranno accertare se la giovane abbia messo un piede in fallo, perso il sentiero o se altri fattori abbiano contribuito alla tragedia.

In alta montagna, anche un piccolo errore può avere conseguenze drammatiche.

L’intervento dell’elicottero e i tentativi di salvarla

Scattato l’allarme, dalla base di Pontives, in Val Gardena, è decollato l’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites, che ha raggiunto rapidamente il Centro di addestramento alpino di Moena per imbarcare i tecnici del Soccorso Alpino.

L’équipe sanitaria è stata calata sul luogo dell’incidente con il verricello.

La ragazza è stata raggiunta, stabilizzata e intubata prima di essere trasferita a Passo Feudo, dove il personale medico ha continuato le manovre di rianimazione.

Ogni tentativo, però, si è rivelato inutile.

I sanitari hanno dovuto constatare il decesso della giovane.

Successivamente la salma è stata trasferita alla camera mortuaria di Predazzo, mentre il Soccorso Alpino ha prestato assistenza psicologica e supporto ai familiari, sconvolti dall’accaduto.

«È stato uno di quegli interventi che non vorresti mai fare», ha confidato uno dei soccorritori.

Il rifugio Torre di Pisa, meta molto frequentata

La tragedia è avvenuta nei pressi del rifugio Torre di Pisa, situato a 2.671 metri di quota sul Cavignon, uno dei punti di riferimento più conosciuti del gruppo del Latemar.

Il rifugio prende il nome dalla caratteristica torre di roccia inclinata alta circa venti metri che domina la zona e richiama, nella forma, la celebre Torre di Pisa.

Ogni estate migliaia di escursionisti raggiungono questo itinerario, considerato tra i più spettacolari delle Dolomiti.

Uno dei motivi della sua popolarità è che buona parte della salita può essere affrontata utilizzando gli impianti di risalita, rendendo il percorso accessibile anche a chi non ha una lunga esperienza di alta montagna.

Da Passo Feudo il sentiero si sviluppa lungo pendii relativamente agevoli, mentre dal versante della Forcella dei Camosci attraversa un suggestivo paesaggio roccioso caratterizzato dalle guglie dolomitiche.

Le indagini per chiarire la dinamica

Saranno ora le autorità a ricostruire nei dettagli quanto accaduto.

L’alta montagna, ricordano gli esperti del Soccorso Alpino, resta un ambiente affascinante ma che richiede sempre la massima prudenza.

Un attimo di distrazione, un terreno reso scivoloso dall’umidità, una pietra instabile o un breve allontanamento dal sentiero possono trasformarsi in un pericolo gravissimo.

La tragedia ha profondamente colpito anche i soccorritori intervenuti sul posto, chiamati ancora una volta a confrontarsi con uno degli scenari più dolorosi che possano verificarsi durante un intervento in quota.

Di Giuseppe D'Alto

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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