La campionessa europea del triplo ha vinto con 14,60, nuovo primato personale, dopo tre interventi e una lunga rincorsa: «Avevo ancora la fiamma accesa»
Da Pagani alla vetta d’Europa, passando per la pedana del Vestuti e per anni di sacrifici con l’Atletica Vis Nova Salerno. La storia di Dariya Derkach ha finalmente trovato il suo salto più bello a Birmingham, dove l’azzurra ha conquistato il titolo europeo nel salto triplo con la misura di 14,60 metri, nuovo primato personale e migliore prestazione europea della stagione.
Un risultato che assume un valore ancora maggiore se si ripercorre la strada che ha portato l’atleta classe 1993, di origine ucraina, fino al gradino più alto del podio. Perché dietro quei tre balzi c’è una lunga rincorsa fatta di sacrifici, infortuni e tre interventi chirurgici, l’ultimo dei quali arrivato dopo il grave problema al tendine d’Achille che l’aveva costretta a fermarsi nel 2025.
E proprio per questo, al termine della finale, Dariya non è riuscita a nascondere l’emozione.
«Sicuramente la serata più bella della mia vita», ha raccontato ai microfoni della Rai. Poi una domanda quasi incredula sul vento: «Non so se era regolare. Era regolare? Allora ho fatto il primato personale».
Il primo salto le consegna subito la testa della gara
La finale di Birmingham ha raccontato una Derkach concentrata e determinata. L’azzurra ha iniziato con 14,53 metri, prendendo immediatamente il comando della gara.
Una posizione che non avrebbe più lasciato.
Derkach ha continuato a spingere, mantenendo la concentrazione anche nei tentativi successivi. Al quarto salto è arrivata la misura che ha trasformato una grande gara in una pagina di storia: 14,60, nuovo primato personale e prestazione che le ha permesso di mettere le mani sull’oro europeo.
Alle sue spalle la belga Saliyya Guisse, argento con 14,46, mentre il bronzo è andato alla bulgara Aleksandra Nacheva, arrivata a 14,40.
L’azzurra, ormai certa del titolo, non ha comunque mollato nell’ultimo tentativo. Ha voluto completare la gara fino in fondo prima di lasciarsi andare alla gioia con il tricolore.
«Ho saltato fino all’ultimo… Avevo un altro tentativo, perché sprecarlo? Sono felicissima», ha detto dopo la gara.
Dal Vestuti a Birmingham, una rincorsa lunga una carriera
Per capire fino in fondo il significato di questo oro bisogna tornare indietro nel tempo, alle pedane sulle quali Derkach ha costruito la propria carriera.
C’è anche Salerno nella sua storia. C’è l’Atletica Vis Nova, ci sono gli allenamenti e i sacrifici condivisi in una realtà sportiva che ha accompagnato la sua crescita.
E c’è quella pedana del Vestuti, lontanissima per atmosfera e prestigio dalla ribalta internazionale di Birmingham, ma fondamentale nel percorso dell’atleta.
Oggi Derkach può guardare indietro e vedere quanto sia stata lunga la strada. Un percorso che l’ha portata a diventare la prima salernitana a conquistare un titolo europeo. Una tradizione che a Salerno ha avuto in Antonietta Di Martino una delle sue interpreti più importanti. L’immensa atleta del salto in alto ha conquistato medaglie mondiali e ha scritto pagine memorabili dell’atletica italiana, ma nella sua straordinaria carriera è mancato proprio l’acuto europeo.
Un risultato che, nel territorio, assume quindi un significato particolare e che premia una carriera costruita senza scorciatoie.
Tre interventi e quella «fiamma» mai spenta
Il titolo europeo arriva dopo un periodo nel quale la carriera di Derkach sembrava ancora una volta messa a dura prova dagli infortuni.
Il 2025 è stato un anno difficilissimo, segnato da problemi alle caviglie e da un nuovo intervento al tendine d’Achille, dopo l’infortunio rimediato nel febbraio dello scorso anno durante una gara indoor.
L’azzurra ha raccontato e documentato sui social anche alcuni momenti vissuti in ospedale, mostrando il percorso di recupero e soprattutto la determinazione necessaria per tornare in pedana.
A Birmingham quella determinazione si è trasformata in oro.
«L’anno scorso è stato complicato ma avevo ancora la fiamma accesa», ha raccontato Derkach. Una frase che probabilmente più di ogni altra fotografa il significato della sua vittoria.
Non era soltanto una finale europea. Era il risultato di una rincorsa iniziata molto prima e ripartita ogni volta dopo un nuovo stop.
Il salto quasi perfetto e il precedente argento europeo
Durante la gara Derkach ha anche trovato un balzo che avrebbe potuto spingersi vicino ai 15 metri, ma il piede è finito per pochi centimetri oltre l’asse e il tentativo è stato considerato nullo.
Non è servito. Il 14,60 del quarto salto era già sufficiente per regalarle il titolo e soprattutto il nuovo record personale.
Per l’azzurra si tratta di un altro passo importante in una carriera ricchissima di successi. Derkach può vantare 14 titoli italiani assoluti, sette outdoor e sette indoor, oltre a 26 titoli italiani giovanili. A livello internazionale aveva già conquistato l’argento europeo indoor a Istanbul nel 2023.

