Larissa Iapichino e gli azzurri della 4x400Larissa Iapichino e gli azzurri della 4x400

Gran Bretagna superata nell’ultima gara con un guizzo di Benati nella 4×400

Quasi come la volata di Silvio Fauner alle Olimpiadi di Lillehammer 1994 con vittoria sul grande Daehlie e trionfo della staffetta azzurra di fondo sui norvegesi padroni di casa. È una notte da ricordare per l’atletica italiana a Birmingham. Gli Europei si chiudono con un doppio oro che vale il sorpasso sulla Gran Bretagna e consegna all’Italia il primo posto nel medagliere. Prima Larissa Iapichino domina il salto in lungo con 7 metri netti, poi la 4×400 maschile completa l’impresa nell’ultima gara della rassegna, battendo i padroni di casa al termine di un finale incandescente.

Il quartetto composto da Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati chiude in 2’59″16, appena tre centesimi davanti alla Gran Bretagna. Una vittoria dal peso enorme perché consente all’Italia di salire a 22 medaglie, 10 delle quali d’oro, e di chiudere davanti agli inglesi.

«Sono tre giorni che dico ai ragazzi che ci saremmo giocati il medagliere nella nostra gara. Ho detto anche agli inglesi che avremmo rovinato la loro festa. Eravamo qui per questo e l’abbiamo fatto», ha raccontato Scotti ai microfoni Rai.

Iapichino, il salto che vale l’oro europeo

La serata era iniziata con il capolavoro di Larissa Iapichino. La fiorentina ha messo immediatamente la firma sulla finale del lungo con un primo salto da 7 metri, misura ottenuta con vento favorevole ma sufficiente per mettere tutte le avversarie sotto pressione.

Jazmin Sawyers si è fermata a 6,99, Hilary Kpatcha a 6,98. La misura dell’azzurra ha resistito fino alla fine, regalando a Iapichino il primo titolo europeo all’aperto della carriera.

Un successo dal significato particolare dopo la delusione dei Mondiali di due anni fa, quando non era riuscita nemmeno a qualificarsi per la finale.

«Non è stata la gara che volevo, io pretendo moltissimo da me stessa», ha spiegato Iapichino. La campionessa europea ha ammesso di aver litigato con le rincorse, ma ha sottolineato il valore di una medaglia che significa molto anche sul piano familiare: la madre Fiona May non aveva mai vinto un titolo europeo.

La 4×400 fa il colpo nell’ultima gara

Quando ormai sembrava che tutto dovesse decidersi sul filo dei dettagli, l’Italia ha piazzato il colpo più pesante. La 4×400 maschile è stata protagonista di una gara straordinaria, con Luca Sito capace di dare una svolta alla seconda frazione e Mohamed Soudassi, non ancora ventenne, autore di una terza frazione di grande personalità.

Poi è toccato a Lorenzo Benati difendere il vantaggio nell’ultimo giro. La Gran Bretagna ha provato a rientrare, ma l’azzurro ha resistito fino al traguardo, chiudendo davanti ai padroni di casa per appena tre centesimi.

Un finale che ha inevitabilmente richiamato alla memoria il calcio e la finale di Euro 2021. Stavolta, però, il duello Italia-Inghilterra si è deciso sulla pista di Birmingham.

La serata aveva regalato anche il bronzo della 4×400 femminile, con Alessandra Bonora, Anna Polinari, Alice Mangione ed Eloisa Coiro capaci di chiudere in 3’23″57.

Italia prima nel medagliere: una conferma dopo Roma

Il bottino complessivo racconta una spedizione di altissimo livello: 22 medaglie, 10 ori, 6 argenti e 6 bronzi, con 41 finalisti. Numeri che confermano come il dominio azzurro di Roma non fosse stato un episodio isolato.

Nella giornata conclusiva sono arrivati anche due argenti dalla maratona. Pietro Riva ha conquistato il secondo posto nella gara maschile in 2h09’18”, a soli sette secondi dal tedesco Amanal Petros, oro in 2h09’11”. Terzo l’israeliano Gashau Ayale.

Argento anche per la squadra femminile italiana nella classifica a squadre della maratona, alle spalle della Gran Bretagna. Rebecca Lonedo, Sofiia Yaremchuk e Giovanna Epis hanno contribuito al secondo posto azzurro.

Lo sguardo è già verso Los Angeles

Il direttore tecnico Antonio La Torre ha parlato di una Nazionale «più forte di sempre», sottolineando la capacità del gruppo di reagire anche alle difficoltà incontrate durante la manifestazione, dagli infortuni di Marcell Jacobs e Mattia Furlani fino alle tante gare decise sul filo.

Anche il presidente Fidal Stefano Mei ha sottolineato la forza complessiva della squadra.

Il prossimo grande obiettivo è già all’orizzonte: Los Angeles 2028. Birmingham consegna un’Italia dell’atletica ancora sul tetto d’Europa, con una generazione giovane capace di affiancare i campioni già affermati e una profondità che permette di guardare ai prossimi due anni con ambizioni importanti.

E il sipario, a Birmingham, non poteva calare in modo migliore: un oro nel lungo, un oro nella 4×400 e il sorpasso finale sulla Gran Bretagna proprio nella sua pista.

Doppio argento nella maratona: Riva sfiora l’oro, Italia seconda la squadra femminile

La giornata finale degli Europei era iniziata con due argenti per l’Italia nella maratona. Nella gara maschile Pietro Riva ha conquistato il secondo posto in 2h09’18”, chiudendo a soli sette secondi dal tedesco Amanal Petros, oro in 2h09’11”. Sul terzo gradino del podio è salito l’israeliano Gashau Ayale, in 2h09’21”. Per Riva si tratta della dodicesima medaglia maschile italiana nella maratona ai Campionati europei, con un bilancio di cinque ori, quattro argenti e tre bronzi.

Argento anche per la squadra femminile italiana nella classifica a squadre, determinata dalla somma dei tempi delle migliori tre atlete. Rebecca Lonedo, Sofiia Yaremchuk e Giovanna Epis hanno chiuso con un totale di 7h28’59”, alle spalle della Gran Bretagna (7h26’01”) e davanti alla Spagna (7h30’41”).

Di Renato Valdescala

Esperienza nello sport e nella cronaca locale con quotidiani salernitani dal 1990. Con il tempo si è dedicato alla cronaca estera analizzando i fatti di maggiore rilievo con spirito critico e irriverente. Si occupa anche di approfondimenti di cronaca nazionale.

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