Lo stadio Iacovone ha accolto la cerimonia d’apertura della XX edizione: spettacolo, grandi ospiti e 497 azzurri, la premier contestata da una parte della curva
L’applauso lungo e compatto per Sergio Mattarella, i fischi rivolti a Giorgia Meloni da una parte dello stadio e poi una grande festa dedicata allo sport e al futuro di Taranto. È iniziata così la XX edizione dei Giochi del Mediterraneo, inaugurata ufficialmente dal presidente della Repubblica allo stadio Erasmo Iacovone.
Una serata nella quale lo sport è stato soltanto uno dei protagonisti. Per Taranto, infatti, i Giochi rappresentano anche una vetrina internazionale e una possibilità di rilancio dopo anni difficili, segnati dalla crisi industriale e dalle vicende dell’ex Ilva.
Mattarella è stato accolto da una vera ovazione al suo ingresso nello stadio e, al momento della dichiarazione ufficiale di apertura dei Giochi, tutto l’impianto ha accompagnato il presidente con gli applausi. Diversa l’accoglienza riservata alla premier: durante i discorsi ufficiali una parte della curva Nord ha fischiato Meloni, mentre le istituzioni sportive presenti sul palco la salutavano.
Fischi alla presidente Giorgia #Meloni questa sera durante la cerimonia di apertura dei XX Giochi del Mediterraneo, allo stadio Erasmo Iacovone di Taranto.@PolitikosIt pic.twitter.com/O48WLqOcNX
— Politikos (@politikosit) August 21, 2026
La grande festa allo stadio Iacovone
Il rinnovato stadio Erasmo Iacovone si è trasformato per una sera in un grande palcoscenico. Due ore di spettacolo hanno raccontato Taranto attraverso musica, danza, immagini e riferimenti alla storia della città e al Mediterraneo.
La cerimonia, curata dal regista Angelo Bonello per G2 Eventi, ha seguito la storia di un ragazzo capace di guardare al passato per trovare nel passato la forza necessaria a costruire il futuro.
Il filo conduttore ha attraversato secoli di storia, dall’Antica Grecia fino ai giorni nostri. Settanta performer hanno dato vita alle diverse parti dello spettacolo, mentre alcuni dei principali artisti pugliesi hanno portato sul palco la propria musica.
Tra loro Mietta, con un brano ispirato ai ritmi della taranta, Al Bano, protagonista di una versione inedita di “Nel Sole”, e Serena Brancale, impegnata in un medley.
Particolarmente emozionante anche l’esecuzione dell’Inno di Mameli, affidata a Simone Grande, 13 anni, vincitore di The Voice Kids, accompagnato dall’Orchestra della Magna Grecia.
L’ingresso degli azzurri fa alzare in piedi lo stadio
Uno dei momenti più sentiti della serata è stato quello della sfilata delle delegazioni. La rappresentativa italiana è composta da 497 atleti, guidati dai portabandiera Irma Testa e Filippo Tortu.
Quando la delegazione azzurra ha fatto il proprio ingresso nello stadio, il pubblico si è alzato in piedi. Lo stesso Mattarella ha applaudito gli atleti italiani, protagonisti di una spedizione che punta a ottenere un numero record di medaglie nella manifestazione.
Le prime occasioni per salire sul podio arriveranno già domani, con gli azzurri impegnati nel ciclismo, nelle prove a cronometro maschile e femminile, e nella scherma.
Ma il risultato sportivo non è l’unico obiettivo che Taranto guarda con attenzione.
Non me lo aspettavo ma è stata una bellissima cerimonia, pensata bene, messa in pratica bene, commentata bene e conclusa superbamente da una splendida Serena Brancale.#taranto2026 #giochidelmediterraneo pic.twitter.com/AAbNzwJOJL
— fatina cattiva (+o-) (@fatinacattiva) August 21, 2026
Oltre 300 milioni per cambiare il volto di Taranto
La preparazione dei Giochi del Mediterraneo ha comportato un enorme intervento sugli impianti sportivi della città e del territorio. Circa 300 milioni di euro sono stati destinati alle opere necessarie, con 41 impianti interessati da lavori di ristrutturazione e adeguamento.
Una corsa contro il tempo raccontata anche dal commissario dei Giochi, Massimo Ferrarese, che ha spiegato di aver avviato le gare per la progettazione prima ancora della disponibilità definitiva delle risorse.
Una scelta necessaria, secondo Ferrarese, per evitare ulteriori mesi di ritardo e arrivare pronti all’appuntamento internazionale.
Lo Iacovone, completamente rinnovato, è diventato così uno dei simboli di questa trasformazione. Non soltanto un impianto destinato alle competizioni, ma anche la cornice scelta per raccontare una città che vuole lasciarsi alle spalle una fase complessa.
Mattarella e Meloni, a Taranto anche la partita sul futuro
Prima della cerimonia allo stadio, Taranto ha accolto diverse autorità internazionali al Castello Aragonese. La città è diventata per una giornata anche un punto d’incontro diplomatico, con la presenza di Capi di Stato e di Governo stranieri.
In tribuna, oltre a Mattarella e Meloni, c’erano i presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa e quattro ministri: Andrea Abodi, Tommaso Foti, Orazio Schillaci e Alessandro Giuli.
La presenza della premier ha assunto però anche un significato politico. Meloni ha annunciato un doppio tavolo per settembre dedicato a Taranto: uno riguarderà l’ex Ilva, l’altro lo sviluppo complessivo della città.
È proprio questa la sfida che va oltre le medaglie. I Giochi del Mediterraneo hanno permesso di accelerare interventi sulle infrastrutture sportive e di riportare Taranto sotto i riflettori internazionali. Ora la città chiede che quella vetrina possa trasformarsi in un progetto duraturo.
La cerimonia si è chiusa con la figura dell’atleta di Taranto, interpretato dal ballerino Christian Pace: un campione dell’antica Grecia capace di vincere i Giochi e di incarnare i valori dello sport.
La metafora è evidente: una città che guarda alla propria storia per provare a costruire il futuro. E, mentre da domani inizierà la corsa alle medaglie, per Taranto la gara più importante resta quella fuori dagli impianti.

