Fatale al base jumper il volo a 200 all'oraFatale al base jumper il volo a 200 all'ora

Tragedia sulle Dolomiti bellunesi: Charles Tanguy aveva raggiunto la località con un amico

Doveva essere uno di quei voli che gli appassionati di base jumping sognano per una vita. Un lancio dalla spettacolare parete del Castello delle Nevere, nel cuore delle Dolomiti Bellunesi, con la tuta alare capace di superare i 200 chilometri orari. Pochi minuti dopo il decollo, però, qualcosa è andato storto.

Charles Tanguy, base jumper francese di 26 anni, non è mai arrivato al punto di atterraggio concordato con l’amico che si era lanciato insieme a lui. Dopo una notte di ricerche, il suo corpo è stato individuato tra gli alberi, ai piedi della parete rocciosa.

Il volo finito in tragedia

I due sportivi erano partiti nel tardo pomeriggio da Capanna Trieste, in Val Corpassa, nel territorio di Taibon Agordino, affrontando a piedi la lunga salita fino alla cima del Castello delle Nevere, una parete alta 2.599 metri appartenente al gruppo della Moiazza.

Raggiunta la vetta, hanno indossato le tute alari e si sono lanciati lungo uno degli itinerari più conosciuti dagli appassionati di questa disciplina estrema, frequentato ogni anno da atleti provenienti da tutta Europa.

Dopo appena undici minuti è scattato l’allarme. L’amico, atterrato regolarmente, ha capito subito che qualcosa non andava: Charles non era arrivato nel punto stabilito.

Le ricerche durate tutta la notte

Pochi minuti dopo il primo allarme si è alzato in volo l’elicottero Falco del Suem, che ha sorvolato l’area fino al calare del buio senza riuscire a localizzare il giovane.

Alle prime luci dell’alba le operazioni sono riprese con un imponente dispositivo di soccorso che ha coinvolto il Soccorso Alpino di Agordo, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e Carabinieri, supportati dagli elicotteri Air Service e Falco Leone.

In un primo momento i soccorritori hanno concentrato le ricerche nella parte alta della parete, anche perché al momento del lancio la vetta era parzialmente coperta da nubi. Successivamente hanno esteso le perlustrazioni ai ghiaioni e alla probabile traiettoria di volo.

L’ipotesi dell’impatto contro gli alberi

Secondo una prima ricostruzione, il ventiseienne potrebbe aver perso la corretta linea di volo una volta raggiunta la zona del Col Palantin, dove inizia un fitto bosco di larici e faggi.

L’ipotesi è che abbia urtato la vegetazione ad alta velocità, precipitando poi in una radura alcune decine di metri più in basso.

Sarà comunque l’inchiesta a chiarire con precisione le cause dell’incidente.

Charles Tanguy era conosciuto tra gli appassionati della disciplina e condivideva spesso sui social le immagini delle sue evoluzioni con la tuta alare.

Quarta vittima in due anni

La tragedia riaccende l’attenzione su una delle aree più frequentate dagli appassionati di base jumping, ma anche tra le più pericolose.

Con quella di Charles Tanguy salgono a quattro le vittime registrate negli ultimi due anni nel territorio di Taibon Agordino.

Solo poche settimane fa era stato recuperato il corpo del finlandese Lassi Pekka, disperso dopo un lancio effettuato lo scorso novembre nel gruppo del Civetta. Il cadavere era stato individuato soltanto mesi dopo grazie all’impiego dei droni, al termine di una lunga e complessa operazione di ricerca.

Ancora una volta, il fascino del volo estremo si è trasformato in una tragedia sulle montagne bellunesi.


Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *