Il padre con le due ragazzine scomparseIl padre con le due ragazzine scomparse

Stefano Di Giacinto è stato accompagnato in ospedale dopo aver saputo che le due ragazze erano state rintracciate a Formia.

Per quattordici giorni ha vissuto aggrappato a una sola speranza: riabbracciare le sue figlie. Quando quella telefonata che aspettava da due settimane è finalmente arrivata, il suo fisico non ha retto all’ondata di emozioni. Stefano Di Giacinto, padre di Sarah e Alisya, le due sorelle di 16 e 12 anni ritrovate a Formia dopo giorni di angoscia, ha accusato un malore ed è stato trasportato in ospedale.

A raccontare cosa è accaduto subito dopo il ritrovamento è Alessia Natali, referente per l’Abruzzo dell’associazione Penelope, che in questi giorni ha seguito da vicino la famiglia mantenendo un contatto costante con il padre delle due ragazze.

“Ha avuto un crollo per la forte emozione”

Stefano ha avuto un crollo dovuto alla forte emozione e ora si trova in ospedale“, ha spiegato Natali all’Ansa, raccontando i minuti successivi alla comunicazione che ha messo fine a quattordici giorni di paura.

La referente dell’associazione non nasconde il coinvolgimento umano di queste ore. Anche lei ha condiviso con il padre delle ragazze uno dei momenti più intensi dell’intera vicenda.

“È ovviamente felicissimo. Non vi nego che al telefono abbiamo pianto insieme. Mi ha detto soltanto: ‘È finito un incubo che durava da troppi giorni'”, racconta.

Una frase che restituisce il peso di due settimane trascorse nell’incertezza, tra appelli pubblici, ricerche senza sosta e la speranza di ricevere, prima o poi, quella telefonata.

Quattordici giorni vissuti nell’angoscia

Dal momento della scomparsa di Sarah e Alisya dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, il padre non aveva mai smesso di seguire ogni sviluppo delle indagini.

Le ricerche hanno coinvolto carabinieri, Procure e associazioni specializzate nella ricerca delle persone scomparse, mentre la famiglia ha vissuto giorni segnati dall’ansia e dall’attesa.

Il ritrovamento delle due ragazze ha finalmente posto fine a quell’incubo, ma la tensione accumulata in queste settimane si è trasformata in un malore che ha reso necessario il trasferimento di Stefano Di Giacinto in ospedale.

Le indagini non si fermano

Mentre la famiglia prova a ritrovare un po’ di serenità, il lavoro degli investigatori prosegue.

Le due sorelle sono state rintracciate dai carabinieri del Comando provinciale dell’Aquila, con il supporto del Ros e dei militari del Comando provinciale di Latina, all’interno dell’abitazione di parenti materni a Formia.

Gli inquirenti stanno ora ricostruendo tutti gli spostamenti delle due minorenni e verificando eventuali responsabilità di chi potrebbe aver favorito il loro allontanamento dalla comunità educativa o la loro permanenza lontano dalla struttura.

I prossimi passi dell’inchiesta

Nelle prossime ore la Procura di Sulmona farà il punto sull’intera operazione che ha portato al ritrovamento delle due ragazze.

Per Stefano Di Giacinto, però, la notizia più importante è già arrivata. Dopo quattordici giorni di paura, le sue figlie sono vive. E quella telefonata, tanto attesa, ha chiuso l’incubo che lui stesso ha raccontato con poche parole, pronunciate tra le lacrime.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *