La palazzina crollata a LicataLa palazzina crollata a Licata

Licata, cosa è successo davvero in via Soldato d’Andrea?

Un boato improvviso, poi la polvere e il silenzio. Così è crollata una palazzina di tre piani in via Soldato d’Andrea, nella zona Playa di Licata, a pochi metri dal mare.

L’edificio era già dichiarato pericolante e transennato, ufficialmente disabitato. Ma la realtà, come spesso accade, potrebbe essere diversa.

La telefonata al 112: il dettaglio che cambia tutto

A rendere la situazione più complessa è stata una chiamata al numero unico d’emergenza.

Un uomo avrebbe riferito che all’interno della palazzina c’erano tre persone. Due sarebbero riuscite a fuggire prima del crollo.

Il terzo risulta disperso.

Un’informazione che, al momento, non trova riscontri diretti: chi ha lanciato l’allarme non è stato trovato sul posto.

Ma proprio questo elemento tiene alta la tensione tra i soccorritori.

I soccorsi: si scava anche a mani nude

Sul posto è scattata una massiccia operazione di soccorso.

Vigili del fuoco da Agrigento e Licata, supportati da unità cinofile in arrivo da Catania e squadre movimento terra da Palermo e Trapani.

Nel frattempo, i primi interventi sono stati eseguiti con estrema cautela:
“Stanno scavando a mani nude, usando anche picconi”, ha spiegato il sindaco Angelo Balsamo.

Ogni movimento è calibrato, per evitare ulteriori crolli e per non compromettere eventuali possibilità di trovare qualcuno in vita.

Un edificio già segnato dal tempo e dal mare

La palazzina non era nuova a problemi strutturali.

Situata in una zona da anni colpita dall’erosione costiera, era stata già evacuata e transennata per rischio crollo.

Le mareggiate e il deterioramento progressivo avevano compromesso la stabilità dell’intera area.

Un crollo, quindi, temuto. Ma non per questo meno drammatico.

Chi c’era davvero dentro?

Questo è il punto centrale.

Ufficialmente, l’edificio risultava disabitato. Ma secondo le prime informazioni, potrebbe essere stato occupato occasionalmente da senza fissa dimora o migranti.

Una presenza non stabile, difficile da tracciare.

E proprio per questo, ogni verifica diventa più complicata.

La macchina dei soccorsi e l’allerta massima

Oltre ai vigili del fuoco, sono intervenuti:

  • Protezione civile
  • forze dell’ordine
  • mezzi speciali, tra cui gru e autoscale

Il sindaco ha inoltre messo a disposizione mezzi meccanici privati, pronti a essere utilizzati se necessario.

L’obiettivo è uno solo: escludere — o confermare — la presenza del disperso.

Un’area già critica: il tema sicurezza torna centrale

La zona della Playa di Licata è da tempo al centro di segnalazioni per criticità strutturali.

Tra erosione del mare e edifici abbandonati, il rischio è noto.

E ogni episodio come questo riporta al centro una domanda inevitabile:
quanto si può ancora rimandare la messa in sicurezza?

Attesa e incertezza: le prossime ore decisive

Al momento non c’è certezza sulla presenza di persone sotto le macerie.

Ma il dubbio basta a mantenere alta l’allerta.

Perché in situazioni come questa, anche un solo dettaglio può fare la differenza.

E tutto ruota attorno a quella frase: “Erano in tre”.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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