La tragedia durante la manovra: una rampa cede e il mezzo travolge l’imprenditore
Un’altra tragedia sul lavoro scuote la Bergamasca. Dario Stucchi, 62 anni, impresario edile di Ornago, in provincia di Monza e Brianza, è morto questa mattina, venerdì 9 ottobre, a Filago, mentre stava scaricando da un camion un piccolo escavatore destinato ai lavori in un terreno vicino a una villetta.
L’incidente è avvenuto intorno alle 8.30 in via Verdi, non lontano dal maneggio El Vachero. Per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Ad assistere alla tragedia c’era anche il figlio Simone, che ha immediatamente dato l’allarme. La moglie della vittima, informata dell’accaduto, è stata ricoverata in ospedale sotto choc.
Il mini escavatore perde l’equilibrio e travolge il 62enne
Secondo una prima ricostruzione effettuata dai carabinieri e dai tecnici di Ats Bergamo, Stucchi si trovava alla guida del mini escavatore mentre il mezzo veniva fatto scendere dal camion attraverso due passerelle predisposte per lo scarico.
Durante la manovra, una parte del mezzo avrebbe toccato una delle passerelle, nella zona destra del retrotreno del camion. La struttura avrebbe quindi ceduto, provocando il ribaltamento dell’escavatore.
Il mezzo è precipitato travolgendo l’uomo che lo stava conducendo. L’impatto non gli ha lasciato scampo: Dario Stucchi è morto sul colpo.
Sul posto sono arrivati i soccorritori, ma ogni tentativo di intervento si è rivelato inutile. Sono intervenuti anche i carabinieri delle compagnie di Ponte San Pietro e Treviglio, mentre i tecnici dell’Ats hanno effettuato i rilievi necessari per ricostruire con precisione la dinamica dell’infortunio.
Era lì per terminare i lavori della villetta
Stucchi gestiva insieme al figlio Simone l’azienda edile di famiglia. Da circa un anno i due erano impegnati nei lavori per la realizzazione di una villetta a Filago, ormai arrivata alla fase conclusiva.
Questa mattina il 62enne era tornato nel cantiere per alcuni lavori di finitura. Il mini escavatore sarebbe servito per intervenire su un terreno non edificabile situato accanto all’abitazione.
Una giornata di lavoro che si è trasformata in pochi istanti in una tragedia.
La presenza del figlio rende ancora più drammatico il bilancio dell’incidente: Simone ha assistito alla scena e ha chiamato immediatamente i soccorsi.
Indagini sulla manovra e sulle rampe
Ora spetterà agli investigatori stabilire nel dettaglio cosa abbia provocato il cedimento di una delle rampe e il successivo ribaltamento del mezzo.
I rilievi sono stati effettuati da Ats Bergamo e carabinieri, che dovranno verificare le condizioni delle attrezzature utilizzate per la discesa dell’escavatore, la dinamica della manovra e il rispetto delle procedure di sicurezza.
La magistratura ha già concesso il nulla osta per i funerali.
Resta il dolore della famiglia e di una comunità, quella di Ornago, dalla quale provenivano l’imprenditore e l’azienda.
«Non possiamo rassegnarci a considerare fatalità»
Sulla tragedia è intervenuta anche la Fillea Cgil Monza e Brianza, attraverso la segretaria generale Maria Ciociola.
«Non possiamo rassegnarci a considerare fatalità ciò che accade durante manovre quotidiane e delicate», ha dichiarato, sottolineando la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza nei cantieri.
Il sindacato ha espresso vicinanza alla famiglia Stucchi, assicurando il proprio sostegno e la propria disponibilità per l’assistenza necessaria.
La morte di Dario Stucchi si inserisce così in una giornata ancora una volta segnata da gravi incidenti legati al lavoro nel territorio lombardo.
Un altro grave incidente a Milano
Nelle stesse ore, a Milano, un giovane operaio indiano di 21 anni è rimasto gravemente ferito dopo essere stato investito dalla benna di un escavatore nel quartiere Certosa.
Il ragazzo è stato trasportato in codice rosso all’ospedale San Gerardo di Monza. Ha riportato numerose fratture al bacino e alle gambe.
Due episodi distinti, ma che riportano ancora una volta al centro il tema della sicurezza nelle attività edili e nell’utilizzo dei mezzi da cantiere.

