A sinistra Elisa GiugnoA sinistra Elisa Giugno

La 22enne di Voghera era scomparsa da giorni

Il caso della morte di Elisa Giugno a Cecima potrebbe essere ad una svolta. Nuovi elementi emergono sul ritrovamento della 22enne di Voghera, trovata senza vita in una scarpata.

Ci sono segni sul corpo, una testimone e un dettaglio sugli ultimi giorni che cambia la lettura dell’intera vicenda.

La dinamica: il corpo nella scarpata e i primi rilievi

Il corpo di Elisa Giugno era seminascosto tra l’erba alta, in fondo a una scarpata lungo la strada tra Cecima e Serra del Monte.

Una posizione isolata, tra le colline dell’Oltrepò Pavese.

Secondo i primi accertamenti del medico legale, la giovane sarebbe morta da almeno due o tre giorni.

Un dato che apre un primo interrogativo: cosa è successo in quel lasso di tempo in cui nessuno l’ha vista.

Sul corpo sarebbero stati trovati alcuni segni sospetti, elementi che non permettono di escludere nessuna ipotesi.

Il testimone chiave: “C’era un uomo nell’erba”

C’è poi un dettaglio che pesa sulle indagini.

Sabato mattina, all’alba, una donna avrebbe visto una figura accovacciata nell’erba, proprio nel punto in cui è stato trovato il corpo.

All’inizio non ci avrebbe dato peso. Poi, però, ha deciso di parlare con i carabinieri.

Un passaggio decisivo.

Perché quella presenza potrebbe collocarsi esattamente nel momento in cui il corpo era già lì, o poco prima.

E soprattutto: la testimone potrebbe aver riconosciuto quell’uomo.

Gli ultimi giorni: l’amico e la scomparsa

Elisa Giugno era stata vista per l’ultima volta mercoledì scorso.

Si trovava a Serra del Monte, dove frequentava un amico 23enne che vive nell’abitazione del padre, morto pochi mesi fa.

Il giorno dopo i familiari avevano denunciato la scomparsa.

Da quel momento, il vuoto.

Ricerche con droni, controlli, appelli. Ma nessuna traccia fino al ritrovamento del corpo.

Martedì i carabinieri hanno perquisito a lungo l’abitazione del giovane e lo hanno ascoltato per ore.

Al momento, però, non emergono elementi concreti a suo carico.

Le indagini: autopsia decisiva e pista aperta

Gli investigatori del comando provinciale di Pavia stanno lavorando su più fronti.

Non si esclude nulla: dal malore a un possibile gesto estremo, fino all’ipotesi più grave, quella dell’omicidio.

Gli esami tossicologici sono già stati disposti, ma sarà soprattutto l’autopsia a fare chiarezza.

Bisognerà capire se quei segni sul corpo siano compatibili con una caduta, con un’aggressione o con altro.

Un altro nodo riguarda la dinamica: Elisa è arrivata da sola in quel punto o qualcuno era con lei?

Un dettaglio che cambia tutto

Il caso si concentra ora su una domanda precisa.

Non solo come è morta Elisa Giugno.

Ma cosa è successo nelle ore precedenti al ritrovamento.

Il fatto che il corpo sia rimasto lì per giorni, in una zona non isolatissima, e che qualcuno possa essere stato visto nei paraggi, apre uno scenario diverso.

Non è il primo caso in cui un dettaglio apparentemente secondario — uno sguardo, una presenza, un ricordo — diventa centrale.

E qui potrebbe essere proprio così.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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