La relazione depositata: “Discontinuità profonda nella vita dei minori”
Nel caso della cosiddetta famiglia del bosco di Palmoli, arriva una relazione tecnica che riporta al centro il tema più delicato: le condizioni dei tre bambini dopo l’allontanamento.
Il documento, depositato al Tribunale per i Minorenni dell’Aquila e firmato dallo psichiatra Tonino Cantelmi e dalla psicoterapeuta Martina Aiello, descrive una “rottura repentina e significativa” nelle abitudini dei minori dopo il trasferimento nella casa famiglia di Vasto.
Secondo i consulenti dei genitori, prima dell’allontanamento i bambini vivevano in un contesto ritenuto stabile e coerente con le loro esigenze evolutive.
Alimentazione e comportamenti: “Reazioni anche compulsive”
Uno dei punti più evidenziati riguarda il cambiamento nel regime alimentare.
I minori sarebbero passati da una dieta naturale e personalizzata a una più standardizzata, con introduzione di prodotti industriali e zuccheri raffinati.
Un passaggio che, secondo la relazione, avrebbe generato disorientamento e comportamenti definiti “compulsivi”, soprattutto nei momenti emotivamente più intensi, come dopo i contatti con la madre.
Il cibo, in questo quadro, diventerebbe una forma di compensazione del disagio.
Sonno e routine: segnali di disagio
Criticità emergono anche sul piano del riposo.
I consulenti segnalano difficoltà nell’addormentamento, risvegli frequenti e contenuti ansiosi, in un contesto in cui sarebbero cambiate radicalmente le abitudini serali.
Tra gli elementi indicati, anche l’introduzione della televisione prima di dormire, assente nella precedente organizzazione familiare.
Indicatori che, secondo la relazione, possono essere letti come segnali di sofferenza psicologica e difficoltà di adattamento.
Educazione e quotidianità: due modelli a confronto
Il documento mette a confronto due modelli educativi.
Da un lato, quello familiare, descritto come basato su dialogo e comprensione delle regole.
Dall’altro, quello della struttura, fondato su meccanismi di rinforzo e punizione.
Secondo i consulenti, questo cambiamento avrebbe generato confusione nei bambini, incidendo sulla capacità di interiorizzare norme e sviluppare autonomia.
Dalla natura agli schermi: cambia anche il gioco
Altro punto critico riguarda le attività quotidiane.
Prima dell’allontanamento, i bambini erano abituati a vita all’aperto, contatto con la natura e cura degli animali.
Nella nuova realtà, invece, si registrerebbe un maggiore utilizzo di dispositivi elettronici e una riduzione del gioco attivo.
Relazioni e identità: il rischio di “sradicamento affettivo”
La relazione si sofferma anche sugli effetti emotivi più profondi.
I minori, secondo l’analisi, starebbero vivendo una rottura dei legami precedenti e un inserimento in un contesto percepito come poco omogeneo.
Il rischio evidenziato è quello di uno “sradicamento affettivo”, con possibili ricadute su identità, senso di appartenenza e stabilità emotiva.
Le conclusioni: “Serve un intervento urgente”
Nelle conclusioni, i consulenti parlano di una “sofferenza psicologica significativa e progressiva”.
Da qui la richiesta di un intervento rapido, con il ripristino del nucleo familiare, ritenuto necessario per garantire continuità affettiva.
Le perizie: passaggio decisivo per il Tribunale
Intanto il procedimento giudiziario entra in una fase cruciale.
Nei prossimi giorni partiranno le perizie affidate alla consulente tecnica d’ufficio Simona Ceccoli, che dovrà valutare le condizioni psicologiche dei minori e la capacità genitoriale.
Il lavoro includerà osservazioni dirette, test e colloqui, con il coinvolgimento di tutte le parti.
La relazione finale è attesa entro i primi giorni di maggio e sarà determinante per le decisioni future.
Il contesto: tensione e indagini in corso
Sul caso restano alte anche le tensioni sul territorio.
A Vasto sono comparse scritte offensive contro istituzioni e operatori, oggetto di indagini da parte delle forze dell’ordine.
Segno di una vicenda che, oltre al piano giudiziario, continua a dividere l’opinione pubblica.

