Gianni CenniGianni Cenni

Chi è Gianni Cenni e perché è stato arrestato a Fiumicino?

Una storia che sembra uscita da un film, ma che invece è tutta reale. Il napoletano Gianni Cenni, 52 anni, è stato arrestato all’aeroporto di Fiumicino appena rientrato dall’Ucraina.

Su di lui pendeva un ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Napoli: deve scontare oltre sette anni di reclusione per violenza sessuale aggravata ai danni di una bambina di 7 anni.

Una condanna definitiva del 2022 mai eseguita. Perché, nel frattempo, l’uomo era sparito.

Dalla latitanza all’estero alla guerra: cosa ha fatto in questi anni

Dopo la condanna, Cenni si era reso irreperibile. Prima la fuga all’estero, poi una vita ricostruita lontano dall’Italia.

Le indagini hanno ricostruito un percorso frammentato e sorprendente. Prima la Spagna, dove aveva aperto una pizzeria a Formentera, poi la Russia, dove si era stabilito lavorando come pizzaiolo.

Qui aveva anche sposato una cittadina russa. Ma è proprio in questa fase che la sua storia prende una piega ancora più inquietante.

L’arruolamento nell’esercito russo e la cattura in Ucraina

Nel 2025 Cenni decide di arruolarsi nelle forze armate russe e viene inviato nel Donbass, uno dei fronti più caldi del conflitto.

Pochi mesi dopo viene catturato dall’esercito ucraino.

Le immagini circolate lo mostrano provato, con la barba lunga, mentre racconta di essere stato fatto prigioniero. Viene anche ricoverato in un ospedale di Kharkiv, prima di essere trasferito in una struttura per prigionieri di guerra.

Una traiettoria che mescola latitanza, guerra e detenzione internazionale.

Il ritorno in Italia e l’arresto

Il rientro in Italia avviene nelle ultime ore. Appena atterrato a Fiumicino, ad attenderlo ci sono i carabinieri.

L’operazione è il risultato di un lavoro coordinato tra:

  • Nucleo Investigativo di Napoli
  • Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia
  • Polizia di frontiera

Cenni viene fermato e portato in carcere. Dopo anni di fuga, la condanna diventa esecutiva.

Il reato per cui è stato condannato

La vicenda giudiziaria riguarda fatti gravissimi. Tra il 2010 e il 2012, secondo le sentenze, Cenni avrebbe compiuto abusi su una bambina di 7 anni, legata alla sua sfera familiare.

Un reato per cui è stato condannato in via definitiva a 7 anni e 2 mesi.

La fuga all’estero aveva impedito fino a oggi l’esecuzione della pena, suscitando anche la protesta della famiglia della vittima.

Un passato già segnato: l’omicidio del 1999

Non è l’unico capitolo oscuro della sua storia. Cenni aveva già scontato una condanna per omicidio.

Nel 1999, a Milano, uccise un collega guardia giurata con due colpi di pistola. Dopo circa dieci anni di detenzione, ottenne la semilibertà.

Una recidiva che rende il profilo ancora più complesso e inquietante.

Una storia che attraversa confini e sistemi giudiziari

Quello di Gianni Cenni è un caso che unisce più livelli:
la giustizia italiana, la cooperazione internazionale, il contesto bellico tra Russia e Ucraina.

Una latitanza durata anni, interrotta solo da una guerra.

E conclusa, infine, con un arresto su suolo italiano.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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