La richiesta respinta dai giudici: per l’assegno divorzile non basta la disparità economica tra gli ex coniugi
Wanda Nara non riceverà l’assegno divorzile da 100mila euro al mese richiesto nella causa di divorzio da Mauro Icardi. A stabilirlo è stato il Tribunale civile di Milano, che ha respinto la domanda dell’ex moglie del calciatore argentino e ha escluso anche la richiesta di mantenimento da 250mila euro mensili avanzata nella precedente fase della separazione.
La decisione della nona sezione civile non riguarda soltanto la situazione economica della showgirl argentina, ma si fonda su un principio preciso: la differenza di reddito tra due ex coniugi, da sola, non è sufficiente per ottenere un assegno divorzile.
I giudici: nessun sacrificio professionale da compensare
Il collegio giudicante, presieduto da Anna Cattaneo, ha esaminato la posizione di Wanda Nara e le ragioni alla base della richiesta economica.
Per ottenere un assegno con funzione compensativa, secondo il principio richiamato nella decisione, è necessario dimostrare che lo squilibrio economico sia legato alle scelte compiute durante il matrimonio e, in particolare, a un sacrificio delle proprie prospettive professionali per dedicarsi alla famiglia.
Nel caso di Wanda Nara, questa prova, secondo i giudici, non sarebbe stata fornita.
La donna aveva sostenuto di aver rinunciato, dopo il matrimonio, a una carriera artistica già avviata per occuparsi delle esigenze familiari e delle figlie. Il Tribunale, però, ha ritenuto che tale ricostruzione non fosse stata dimostrata.
Da Tiki Taka a MasterChef: la carriera di Wanda durante il matrimonio
Nella sentenza viene ripercorsa anche l’attività professionale svolta da Wanda Nara durante gli anni del matrimonio con Icardi.
Tra gli impegni vengono ricordati la partecipazione a Tiki Taka nel 2018, l’esperienza al Grande Fratello Vip, i successivi programmi televisivi in Argentina, la conduzione di MasterChef Argentina, la musica e la partecipazione a Ballando con le stelle.
A questo si aggiunge un’altra attività indicata nella causa: la stessa Nara ha dichiarato di essersi occupata della gestione della carriera sportiva e dei diritti d’immagine del marito.
È proprio sulla base di questo percorso che il collegio ha escluso l’esistenza di un sacrificio professionale da compensare attraverso l’assegno.
La notorietà legata anche alla fama di Icardi
Un altro passaggio della decisione riguarda il rapporto tra la notorietà di Wanda Nara e quella dell’allora marito.
I giudici hanno osservato che la sua esposizione pubblica sarebbe stata favorita anche dal matrimonio con Mauro Icardi, all’epoca calciatore e capitano dell’Inter e quindi già una figura molto conosciuta in Italia.
La conclusione riportata nella sentenza è netta: non sarebbe stato dimostrato un sacrificio professionale di Wanda Nara durante il matrimonio che debba essere compensato con un assegno divorzile.
L’avvocata di Icardi: «La differenza di reddito non basta»
La legale di Mauro Icardi, Valeria De Vellis, che ha seguito la causa insieme all’avvocato Raffaele Rigitano, ha sottolineato proprio questo aspetto.
«La differenza di reddito tra due ex coniugi non determina automaticamente il diritto all’assegno», ha spiegato, evidenziando che chi presenta la richiesta deve dimostrare di aver effettivamente sacrificato le proprie prospettive professionali durante il matrimonio per dedicarsi alla famiglia e che da quelle scelte sia derivato lo squilibrio economico successivo.
Secondo la legale, nel caso di Wanda Nara i giudici hanno invece accertato che questa prova non è stata fornita e che, durante il matrimonio, la sua attività professionale e la sua notorietà sono cresciute.
Respinta anche la funzione assistenziale
Il Tribunale di Milano ha escluso anche la necessità di riconoscere a Wanda Nara un assegno con funzione assistenziale.
I giudici hanno infatti ritenuto che le risorse economiche a disposizione della donna siano sufficienti a garantirle un adeguato tenore di vita, senza la necessità di un assegno a carico dell’ex marito.
Nel dispositivo sono state quindi respinte sia la domanda di mantenimento avanzata durante la separazione sia quella relativa all’assegno divorzile da 100mila euro al mese.
Per Wanda Nara è arrivata inoltre la condanna alla rifusione di due terzi delle spese di giudizio.
La decisione chiude così un altro capitolo giudiziario della lunga e complessa separazione tra Wanda Nara e Mauro Icardi, con il Tribunale che ha stabilito che la sola differenza economica tra gli ex coniugi non può determinare automaticamente il diritto a un assegno divorzile.

