Matilde BaldiMatilde Baldi

Emergono i messaggi scambiati nei giorni successivi all’incidente costato la vita alla 20enne

Nuovi elementi emergono dall’inchiesta sulla morte di Matilde Baldi, la giovane di 20 anni deceduta dopo giorni di agonia in seguito al violento incidente avvenuto l’11 dicembre 2025 sulla tangenziale di Asti.

A finire al centro dell’attenzione sono alcune chat acquisite agli atti dell’indagine e pubblicate da La Stampa, contenenti messaggi attribuiti a Franco Vacchina, il commerciante di pneumatici indagato per omicidio stradale insieme a un secondo automobilista.

Secondo la ricostruzione della Procura di Asti, la tragedia sarebbe avvenuta durante una gara tra due Porsche che viaggiavano a velocità superiori ai 200 chilometri orari. Nell’impatto venne coinvolta la Fiat 500 sulla quale viaggiava Matilde insieme alla madre.

I messaggi dopo lo schianto

Le conversazioni finite nel fascicolo investigativo riguardano i giorni immediatamente successivi all’incidente, quando la giovane era ancora ricoverata in condizioni gravissime all’ospedale di Alessandria.

Tra i messaggi riportati emerge una frase che ha suscitato particolare attenzione.

Parlando con un conoscente, Vacchina avrebbe scritto: “Tra il caos del lavoro e l’incidente di giovedì che ho distrutto la Gt3 nuova sono un po’ off”.

In altri scambi l’uomo si soffermerebbe sulle conseguenze dell’incidente e sulle accuse mosse dagli investigatori.

“Come fai a credere che stessi facendo una gara?”

Nelle chat compaiono anche riferimenti diretti all’ipotesi investigativa della corsa tra le due Porsche.

A un interlocutore che gli riferisce il contenuto di alcune testimonianze raccolte dagli inquirenti, Vacchina replica sostenendo la propria estraneità all’accusa.

“Tu mi conosci, come fai a credere che stessi facendo una gara, alle 20:15, con il traffico a palla?”, avrebbe scritto.

Gli atti riportano inoltre conversazioni nelle quali vengono citati contatti istituzionali e richieste di informazioni su possibili consulenti tecnici.

Secondo quanto emerso dall’inchiesta, l’uomo avrebbe cercato anche riferimenti utili per affrontare le conseguenze giudiziarie dell’incidente.

Le accuse e l’inchiesta della Procura

L’indagine è coordinata dal pubblico ministero Sara Paterna della Procura di Asti.

Franco Vacchina è finito agli arresti domiciliari al termine delle indagini preliminari ed è accusato di omicidio stradale. Gli viene inoltre contestato il tentativo di inquinamento delle prove.

Insieme a lui risulta indagato anche un imprenditore torinese, accusato di omissione di soccorso.

Secondo gli investigatori, le due Porsche stavano procedendo a velocità elevatissime quando si verificò il tamponamento della Fiat 500 sulla quale viaggiava Matilde Baldi.

La giovane, gravemente ferita nello schianto, è morta il 16 dicembre dopo cinque giorni di ricovero.

Il dolore della famiglia

Nel frattempo continuano a risuonare le parole dei genitori della ragazza, che chiedono verità e giustizia per la figlia.

“Vogliamo giustizia, non si può giocare in autostrada con la vita altrui”, hanno dichiarato.

La famiglia ha inoltre scelto di autorizzare la donazione degli organi della giovane. Un gesto di grande generosità che, secondo quanto riferito dai familiari, consentirà di aiutare fino a 15 persone.

Mentre l’inchiesta prosegue e la magistratura lavora per chiarire ogni responsabilità, le chat finite agli atti aggiungono ora un nuovo tassello a una vicenda che continua a suscitare profonda indignazione.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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