Il giovane si stava preparando all’esame di Stato. Il preside: “Era un ragazzo brillante, siamo tutti sconvolti”
Una domenica trascorsa con gli amici, una passione condivisa per le moto e un futuro ancora tutto da scrivere. Si è spezzata così la vita di Matteo De Nes, il 19enne di Cornei d’Alpago morto nel drammatico incidente avvenuto lungo la statale 51 di Alemagna, nel Bellunese.
La tragedia si è consumata nel pomeriggio di domenica, ma il dolore continua a propagarsi ben oltre il luogo dello schianto. A essere travolta è infatti un’intera comunità, ma soprattutto il mondo della scuola che conosceva Matteo come uno studente serio, apprezzato e ormai pronto ad affrontare uno dei momenti più importanti della sua vita: la Maturità.
L’incidente durante un giro in moto con gli amici
Secondo una prima ricostruzione, il giovane stava percorrendo la statale Alemagna in sella alla sua moto insieme a un gruppo di amici quando avrebbe improvvisamente perso il controllo del mezzo.
La moto avrebbe sbandato all’altezza della zona della Secca, nei pressi di Farra d’Alpago. Dopo la caduta sull’asfalto, Matteo sarebbe finito sulla corsia opposta proprio mentre sopraggiungeva un’automobile. L’impatto è stato devastante.
Gli amici che viaggiavano con lui hanno assistito impotenti alla scena e hanno immediatamente lanciato l’allarme. Sul posto sono arrivati i sanitari del Suem, l’elicottero di soccorso, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine. Nonostante i tentativi di rianimazione, per il ragazzo non c’è stato nulla da fare.
Il dettaglio sullo pneumatico e gli accertamenti
Tra gli elementi che dovranno essere approfonditi dagli investigatori emerge anche il possibile ruolo delle condizioni della moto.
Secondo quanto emerso nelle ore successive alla tragedia, uno pneumatico particolarmente usurato potrebbe aver avuto un’incidenza nella perdita di controllo del mezzo. Si tratta però di un aspetto che dovrà essere verificato attraverso gli accertamenti tecnici e che al momento resta soltanto una delle ipotesi al vaglio.
Le forze dell’ordine stanno lavorando per ricostruire con precisione ogni fase dell’incidente e chiarire eventuali responsabilità.
Lo choc della scuola: “Stentavamo a crederlo”
La notizia della morte di Matteo De Nes è arrivata al Liceo Artistico Bruno Munari di Vittorio Veneto in una giornata particolarmente significativa.
Proprio ieri erano in programma gli scrutini delle classi, compresi quelli frequentati dal giovane. Mentre docenti e studenti erano impegnati nelle attività di fine anno, è arrivata la notizia che nessuno avrebbe voluto ascoltare.
A raccontare il clima vissuto all’interno dell’istituto è stato il dirigente scolastico Alfredo Mancuso.
“Ho appreso la notizia ieri sera alle 20.30: stentavamo a crederlo”, ha spiegato il preside, ricordando Matteo come “un ragazzo particolarmente brillante, sia negli studi che nel comportamento”.
Parole che restituiscono il ritratto di uno studente apprezzato non solo per il rendimento scolastico, ma anche per le sue qualità umane.
Una Maturità che non potrà sostenere
Tra poco più di una settimana Matteo avrebbe dovuto affrontare la prima prova dell’esame di Stato, fissata per il 18 giugno. Un appuntamento atteso, preparato per mesi insieme ai compagni di classe.
È probabilmente questo il dettaglio che più di ogni altro rende ancora più dolorosa la vicenda. Un ragazzo che stava progettando il proprio futuro, arrivato a un passo da un traguardo importante, e che invece ha visto interrompersi il suo cammino in modo improvviso e drammatico.
La scuola ha già manifestato l’intenzione di organizzare un’iniziativa in sua memoria coinvolgendo la famiglia. Un modo per trasformare il dolore in ricordo e per mantenere vivo il nome di un ragazzo che, a giudicare dalle testimonianze di chi lo conosceva, aveva lasciato un segno profondo tra compagni e insegnanti.
Negli ultimi anni le cronache raccontano troppo spesso di giovani vite spezzate sulle strade italiane. Dietro ogni numero, però, ci sono sogni, progetti e famiglie che vengono travolte da un dolore immenso. Quella di Matteo De Nes è una di quelle storie che ricordano quanto sottile possa essere il confine tra una normale giornata e una tragedia destinata a cambiare per sempre la vita di tante persone.

