Depositato il documento conclusivo della consulente del Tribunale. Ora i giudici dovranno decidere sul futuro dei figli di Nathan Trevallion e Cate Birmingham
Per mesi la vicenda della cosiddetta famiglia del bosco ha diviso esperti, politica e opinione pubblica. Ora, però, uno dei passaggi più attesi dell’intero procedimento è finalmente arrivato. La consulente tecnica d’ufficio Simona Ceccoli ha depositato al Tribunale per i Minorenni dell’Aquila la relazione finale richiesta dai giudici: cinquanta pagine che chiudono la fase peritale e aprono quella delle decisioni.
Un documento destinato a pesare sulle prossime valutazioni del Tribunale e che contiene un elemento destinato ad attirare l’attenzione di chi segue la vicenda sin dall’inizio: l’auspicio di un ricongiungimento familiare nell’interesse dei minori.
La consulente conferma le proprie valutazioni
La relazione non modifica l’impianto già espresso nelle precedenti valutazioni. Al contrario, Ceccoli difende integralmente il lavoro svolto e replica alle contestazioni avanzate nel corso dei mesi dalla difesa dei coniugi Nathan Trevallion e Cate Birmingham.
La psichiatra sottolinea che il compito affidatole dal Tribunale non era quello di giudicare le scelte di vita della coppia, finite al centro del dibattito pubblico, bensì valutare l’eventuale impatto che determinate modalità educative e relazionali potessero avere sulla crescita psicologica, affettiva e sociale dei tre bambini.
Un chiarimento che arriva dopo mesi caratterizzati da forti polemiche e accuse reciproche.
Il passaggio che cambia la prospettiva
Se da una parte la consulente difende il proprio operato, dall’altra inserisce nella relazione una precisazione che potrebbe avere un peso importante nella fase successiva del procedimento.
Ceccoli scrive infatti che il suo elaborato non sostiene in alcun modo la permanenza dei minori in istituto e non contiene valutazioni contrarie al loro ritorno nel contesto familiare.
Anzi.
Nelle conclusioni viene ribadito che sarebbe auspicabile creare al più presto le condizioni necessarie affinché i bambini possano tornare a casa, naturalmente in un quadro compatibile con il loro benessere e la loro tutela.
Un passaggio che non equivale a una decisione, ma che introduce un elemento significativo nel dibattito che da mesi accompagna il caso.
Cantelmi e Aiello restano critici
Le conclusioni della consulente non convincono però i periti di parte.
Tonino Cantelmi e Martina Aiello continuano a sostenere che la valutazione avrebbe dovuto distinguere in modo più netto tra le eventuali criticità precedenti all’allontanamento e gli effetti prodotti successivamente dalla separazione familiare.
Secondo Cantelmi, aspetti come il trauma della separazione, lo stress legato al procedimento giudiziario e le condizioni sopravvenute durante il collocamento dei minori non sarebbero stati adeguatamente distinti all’interno dell’analisi.
Uno scontro tecnico che prosegue anche dopo il deposito della relazione definitiva.
Adesso la decisione passa al Tribunale
La vera novità, però, riguarda i tempi.
Con la perizia finale depositata, il fascicolo torna ora nelle mani del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, chiamato a pronunciarsi su una vicenda che lo scorso novembre aveva portato alla sospensione della responsabilità genitoriale e all’allontanamento dei tre bambini dalla famiglia.
I giudici avranno circa un mese per valutare tutti gli elementi raccolti e decidere quali passi compiere.
È questo il punto che rende particolarmente delicato il momento attuale. Dopo mesi di battaglie legali, consulenze tecniche e scontri pubblici, la vicenda entra infatti nella fase che potrebbe determinare il futuro della famiglia.
La perizia non chiude il caso. Ma segna la fine di una lunga istruttoria e l’inizio di una nuova fase. E quella frase sul possibile ritorno dei bambini a casa è destinata a diventare uno dei passaggi più discussi nelle settimane che porteranno alla decisione del Tribunale.

