Simone BoninoSimone Bonino

Chi era Simone Bonino, morto nello schianto all’alba a Milano

Alle 5.30 del mattino del 24 gennaio, quando Milano si muove ancora a bassa voce, corso Sempione si è trasformato in uno scenario di lamiere, semafori abbattuti e sirene. A perdere la vita è stato Simone Bonino, 45 anni, un uomo che il grande pubblico non conosceva ma che, negli ambienti giudiziari e investigativi, aveva un nome preciso: ex guardia del corpo di Alberto Genovese.

Bonino viaggiava a bordo di una BMW quando, all’altezza dell’incrocio tra corso Sempione ed Emanuele Filiberto, l’auto si è scontrata con un mezzo dell’Amsa, l’azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti a Milano. L’impatto è stato devastante: la BMW è stata proiettata in avanti, abbattendo un semaforo e un palo della segnaletica, per poi finire contro una terza vettura che procedeva in senso opposto.


La dinamica dell’incidente: cosa sappiamo finora

Secondo la prima ricostruzione della polizia locale, sarebbe stato il mezzo Amsa a non concedere la precedenza alla BMW guidata da Bonino. Un errore fatale, avvenuto in pochi secondi, che ha innescato una catena di urti impossibile da evitare.

Bonino è stato soccorso e trasportato d’urgenza in ospedale, ma è morto poco dopo l’arrivo. L’autista del mezzo Amsa è rimasto ferito ed è stato ricoverato in codice giallo all’ospedale San Carlo. Illeso, invece, il conducente del terzo veicolo coinvolto, un cittadino degli Emirati Arabi Uniti.

L’incrocio è rimasto chiuso per ore per consentire i rilievi, mentre gli agenti hanno acquisito immagini di videosorveglianza e testimonianze utili a chiarire ogni passaggio della dinamica.


Il legame con Alberto Genovese e l’ombra di “Terrazza Sentimento”

La notizia ha assunto un peso specifico maggiore quando è emersa l’identità della vittima. Simone Bonino era stato la guardia del corpo di Alberto Genovese, l’imprenditore condannato in via definitiva per le violenze sessuali avvenute nel superattico di lusso ribattezzato “Terrazza Sentimento”, affacciato su piazza Duomo.

Secondo quanto emerso negli atti e nelle testimonianze dei processi, Bonino sarebbe stato l’uomo incaricato di presidiare l’appartamento, restando all’esterno delle stanze mentre Genovese si trovava con le ragazze che poi denunciarono gli abusi. Un ruolo mai contestato penalmente, ma che lo aveva collocato in modo stabile dentro uno dei casi giudiziari più inquietanti degli ultimi anni.


La nota di Amsa e le indagini in corso

Amsa ha diffuso una nota ufficiale poche ore dopo l’incidente, esprimendo “profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia dell’automobilista” e dichiarando piena collaborazione con le autorità per chiarire quanto accaduto.

Le indagini ora puntano a stabilire con precisione:

  • le velocità dei mezzi coinvolti
  • il rispetto delle precedenze
  • le condizioni di visibilità all’alba
  • l’eventuale presenza di fattori esterni

Non si esclude alcuna ipotesi, mentre la Procura valuta gli atti per eventuali responsabilità.


Una morte che riporta a galla un passato scomodo

La fine improvvisa di Simone Bonino chiude una vita rimasta ai margini della cronaca, ma intrecciata a una delle pagine più nere della Milano notturna e del potere senza controllo. Non è solo un incidente stradale: è una storia che riemerge, per un istante, dall’archivio dei processi e delle notti che la città preferirebbe dimenticare.

Milano si sveglia, il traffico riprende. Ma in corso Sempione resta il segno di uno schianto che non è solo di lamiere. Nei giorni scorsi Simone Bonino aveva condiviso un video che lo ritraeva con Samira Lui e il fidanzato, Luigi Punzo.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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