Romano SaviozziA sinistra Romano Saviozzi

Il malore subito dopo il voto

Aveva appena esercitato il suo diritto di cittadino.
Pochi istanti dopo, la tragedia.

Un uomo di 87 anni, Romano Saviozzi, è morto nella mattinata del 23 marzo a Musigliano, frazione di Cascina, in provincia di Pisa, subito dopo essere uscito dal seggio elettorale allestito nella scuola elementare.

Erano circa le 10.45 quando l’anziano, appena lasciata la sezione 33 dove aveva votato per il referendum sulla giustizia, ha accusato un malore improvviso accasciandosi a terra.


Inutili i soccorsi davanti alla scuola

Immediato l’intervento dei soccorritori.

Sul posto sono arrivati i sanitari del 118, insieme ai carabinieri e alla polizia municipale presenti per il servizio di vigilanza. Sono stati tentati a lungo i soccorsi, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato vano.

L’uomo è morto lì, davanti al seggio, pochi minuti dopo aver votato.

La strada è stata temporaneamente chiusa per consentire le operazioni di soccorso e il successivo trasferimento della salma.


Chi era Romano Saviozzi

Romano Saviozzi era una figura molto conosciuta e stimata nella comunità locale.

Volontario dell’Anpi, era impegnato da anni nella cura del muro di Pettori, luogo simbolo della memoria dove nel 1944 furono fucilate cinque persone durante la guerra.

Una presenza discreta ma costante, sempre attiva tra associazionismo e vita parrocchiale.


Il cordoglio del sindaco

La notizia della sua scomparsa ha colpito profondamente Cascina.

Il sindaco Michelangelo Betti ha voluto ricordarlo con parole cariche di rispetto e commozione, sottolineando il suo impegno civile e umano, e il valore simbolico di un gesto compiuto fino all’ultimo momento: partecipare alla vita democratica.

Un uomo che, fino alla fine, ha voluto esserci.


Una morte che lascia il segno

Quella di Saviozzi non è solo una tragedia improvvisa.

È anche l’immagine di una generazione che ha sempre creduto nel valore della partecipazione, del voto, della comunità.

Un gesto semplice, compiuto migliaia di volte nella vita, diventato l’ultimo.

Di Redazione

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