Anna C., 58 anni, è stata trovata senza vita il 17 agosto a Ponticelli dopo l’allarme lanciato dal figlio
Il giallo dei lividi resta al centro degli accertamenti sulla morte di una donna di 58 anni trovata senza vita nella sua abitazione di via Louis Armstrong, a Ponticelli, Napoli. Il corpo di Anna C. è stato scoperto il 17 agosto dagli agenti del commissariato di Ponticelli, intervenuti dopo la richiesta d’aiuto del figlio, che non riusciva a mettersi in contatto con la madre.
A distanza di alcuni giorni, la pista che sembra prendere maggiore consistenza è quella di una caduta accidentale provocata da un mancamento. Sul corpo sarebbero stati riscontrati alcuni lividi, oltre a una lesione al sopracciglio, elementi che avevano imposto di approfondire ogni possibile scenario.
La Procura ha disposto l’autopsia proprio per stabilire con certezza come e perché sia morta la 58enne.
L’allarme lanciato dal figlio
Tutto è cominciato intorno alle 18.30 del 17 agosto, quando il figlio della donna, preoccupato perché non riusciva a raggiungerla telefonicamente, ha chiesto l’intervento della Polizia.
Gli agenti del commissariato di Ponticelli sono arrivati nell’abitazione di via Louis Armstrong e hanno trovato la donna ormai priva di vita.
La salma è stata sequestrata e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria. I primi accertamenti hanno evidenziato la presenza di alcuni lividi sul corpo, circostanza che ha reso necessario verificare se potessero essere collegati al decesso.
In una prima fase non è stata quindi esclusa neppure l’ipotesi di una morte violenta. Ma gli elementi raccolti successivamente sembrano aver spostato l’attenzione degli investigatori verso un’altra direzione.
Nessuna effrazione nell’appartamento
Uno degli elementi che pesa sulla ricostruzione riguarda l’abitazione.
Non sarebbero stati trovati segni di effrazione né tracce di ingresso forzato. La porta dell’appartamento risultava chiusa e non sarebbero emersi elementi che facciano pensare alla presenza di estranei.
Anche questo dato ha contribuito ad allontanare, almeno allo stato attuale, l’ipotesi di un’aggressione commessa da una persona entrata nell’abitazione.
La presenza delle lesioni, tuttavia, ha imposto agli investigatori di non fermarsi alle prime impressioni. Saranno soprattutto gli accertamenti medico-legali a stabilire se i lividi e il taglio al sopracciglio siano riconducibili agli ultimi momenti di vita oppure siano precedenti.
Il malore e la possibile caduta
L’ipotesi maggiormente accreditata al momento è quella di un malore seguito da una caduta accidentale.
I lividi presenti sul corpo, secondo i primi elementi disponibili, potrebbero infatti essere compatibili con precedenti urti o cadute domestiche e non necessariamente con un’aggressione.
La donna, secondo quanto riferito, soffriva di problemi di salute ed era seguita dai servizi sanitari. Questo elemento viene considerato dagli investigatori nel quadro complessivo degli accertamenti, ma non consente da solo di stabilire la causa della morte.
Per questo la Procura ha scelto di disporre l’autopsia. Soltanto l’esame medico-legale, accompagnato dagli eventuali esami tossicologici, potrà fornire una risposta definitiva.
L’ipotesi del femminicidio perde consistenza
Nelle prime fasi dell’indagine era stata valutata anche la possibilità di una morte violenta, proprio a causa delle lesioni riscontrate sul corpo.
Con il proseguire degli accertamenti, però, l’ipotesi del femminicidio sembra aver perso consistenza.
Gli investigatori non avrebbero infatti trovato elementi che indichino una colluttazione, un’aggressione o l’ingresso di un’altra persona nell’abitazione.
Resta comunque necessario attendere la conclusione degli accertamenti. La presenza dei lividi non può essere ignorata e proprio per questo la salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria.
L’autopsia dovrà dare le risposte
Il punto decisivo dell’inchiesta resta dunque l’autopsia.
Gli esami dovranno stabilire se la donna sia stata colpita da un malore, se questo abbia provocato una caduta e se le lesioni riscontrate siano compatibili con tale dinamica.
Al momento, quindi, non ci sono elementi per affermare che Anna C. sia stata vittima di un’aggressione. Allo stesso tempo, la causa naturale del decesso non è ancora una certezza definitiva.
La Procura attende la relazione medico-legale e gli eventuali esami tossicologici prima di chiudere il quadro.
Una volta completati gli accertamenti, la salma potrà essere restituita alla famiglia per consentire lo svolgimento dei funerali.

