La legale: “Potrebbe essere un escamotage per eseguire la condanna”
La notte è stata scandita dal rumore della polizia che bussava alla porta. Alle tre del mattino Nessy Guerra, la 27enne di Sanremo coinvolta da mesi in una complessa battaglia giudiziaria in Egitto, è stata prelevata insieme alla figlia di appena tre anni e accompagnata in una stazione di polizia del Cairo. Ufficialmente, il provvedimento sarebbe stato disposto per consentire al padre della bambina di incontrarla. Ma la difesa teme che dietro quell’ordine possa nascondersi un altro obiettivo: l’arresto della giovane italiana.
Nessy Guerra torna a casa con la figlia: revocato il fermo dopo l’intervento della diplomazia italiana
Dopo ore di grande tensione, Nessy Guerra e la figlia di tre anni hanno potuto fare rientro nella loro abitazione di Hurghada. La cittadina italiana, prelevata nella notte dalle autorità egiziane e condotta in una stazione di polizia insieme alla bambina, è stata rilasciata grazie al tempestivo intervento delle autorità diplomatiche italiane.
Secondo quanto ricostruito, il provvedimento era stato motivato dall’esecuzione di un ordine relativo al diritto di visita del padre della minore, Tamer Hamouda. Tuttavia, fin dai primi momenti, i legali della donna avevano espresso forte preoccupazione, temendo che la convocazione potesse trasformarsi in un espediente per rendere esecutiva la condanna a sei mesi di reclusione con lavori forzati per adulterio, inflitta in Egitto e attualmente impugnata davanti alla Corte di Cassazione egiziana.
La notte del blitz: “Portata via insieme alla bambina”
A raccontare quanto accaduto è l’avvocata Agata Armanetti, che segue il caso fin dall’inizio.
Secondo la legale, gli agenti si sono presentati nell’abitazione nel cuore della notte e hanno accompagnato Nessy Guerra e la figlia in una stazione di polizia.
“È stata prelevata alle tre di notte insieme alla bambina su ordine della procura per permettere al padre di vederla”, spiega l’avvocata.
La donna, raggiunta dall’ambasciatore italiano Agostino Palese e dalla console Giulia De Nardis, è rimasta per ore in attesa dell’arrivo dell’ex marito.
Il timore dei legali prima del rilascio
È proprio questo il punto che preoccupa maggiormente la difesa.
Nessy Guerra è stata infatti condannata in appello a sei mesi di lavori forzati per adulterio, una sentenza che la giovane ha sempre contestato proclamandosi innocente.
Secondo l’avvocata Armanetti, non esisterebbe alcun provvedimento che disciplini l’affidamento della bambina o il diritto di visita del padre, motivo per cui l’ordine disposto dalla procura egiziana solleva numerosi interrogativi.
“Temiamo che sia un escamotage per arrestare Nessy e far eseguire la condanna”, afferma la legale.
Successivamente la svolta con il rientro a casa di Nessy Guerra. La difesa ha ribadito che, secondo la propria interpretazione, non esisterebbe alcun provvedimento giudiziario che disciplini in modo esplicito il diritto di visita dell’ex marito, elemento che aveva alimentato i timori di un possibile arresto della 27enne.
Il caso resta comunque aperto. La vicenda giudiziaria non è ancora conclusa e il Governo italiano continua a seguire con attenzione gli sviluppi, mantenendo alta l’attenzione sulla tutela di Nessy Guerra e della sua bambina.
La Farnesina segue il caso
Anche il Ministero degli Esteri italiano ha confermato quanto sta accadendo.
In una nota, la Farnesina spiega che il trasferimento della connazionale sarebbe stato disposto “apparentemente per consentire al padre di vedere la bambina”, ma assicura che il Governo italiano sta seguendo l’evolversi della situazione ai massimi livelli.
L’ambasciata italiana al Cairo continua a fornire assistenza alla giovane madre e alla figlia, mentre sono in corso contatti con le autorità egiziane per garantire la loro sicurezza.
La lunga battaglia con l’ex marito
La vicenda ruota attorno alla contesa sull’affidamento della bambina e ai rapporti con l’ex marito Tamer Hamouda.
L’uomo, secondo quanto riferito dalla Farnesina, è stato in passato condannato in Italia per diversi reati e recentemente arrestato, per poi essere rimesso in libertà su cauzione, nell’ambito di un procedimento legato alle minacce rivolte al console italiano a Hurghada.
Proprio per questo la difesa di Nessy Guerra continua a chiedere che la donna e la figlia possano rientrare quanto prima in Italia.
L’appello della legale: “Bisognava intervenire prima”
Nelle ultime ore Agata Armanetti aveva lanciato un nuovo appello alle istituzioni italiane.
“Mi chiedo come sia possibile permettere a un uomo con questo passato di vedere la figlia mentre una donna che denuncia di essere vittima di violenza venga trattata in questo modo”, afferma.
Poi la conclusione, amara:
“Bisognava agire prima, non quando i buoi sono già scappati.”
La vicenda resta in continua evoluzione, mentre l’attenzione è concentrata sulle prossime ore e sul destino della giovane italiana, ancora trattenuta nella stazione di polizia insieme alla sua bambina.

