Dino CartaDino Carta

L’audio: “Ma che fai? Mi spari?” e poi i colpi

Quattro spari in sequenza, una voce che urla e frammenti di dialogo.

È l’audio registrato da una telecamera di videosorveglianza a circa 30 metri dal luogo dell’omicidio di Annibale ‘Dino’ Carta, il personal trainer di 42 anni ucciso lunedì sera a Foggia.

La registrazione, trasmessa durante la trasmissione Ore 14 su Rai2, è precisa anche nei tempi: i colpi vengono captati alle 21.58, orario compatibile con il delitto.

Prima degli spari si sentono voci sovrapposte, uomini e una donna che parlano di un cane. Poi una frase netta, destinata a diventare centrale:
“Ma che fai? Mi spari?”

Subito dopo, i quattro colpi.
E ancora una voce:
“Non ti vengo a disturbare mai più. Te lo giuro”.

Non è ancora certo se tra quelle voci ci siano la vittima o l’aggressore.


L’omicidio: quattro colpi mentre portava il cane

Annibale Carta, conosciuto come Dino, è stato ucciso mentre portava a spasso il cane, a pochi metri da casa, in via Caracciolo.

Il killer ha agito alle spalle, esplodendo quattro colpi di pistola di piccolo calibro a distanza ravvicinata.

La vittima, incensurata e padre di due figlie, era molto conosciuta negli ambienti sportivi e nel volontariato.


Il killer in fuga su una bicicletta

Un elemento chiave nelle indagini riguarda la fuga.

Secondo quanto emerso, il killer si sarebbe allontanato in sella a una bicicletta, con il volto coperto da un cappuccio.

Una figura compatibile sarebbe stata ripresa da alcune telecamere della zona.


Le indagini: si scava nella vita privata

Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, ma alcune piste sembrano già delinearsi.

Si tende a escludere:
la criminalità organizzata e lo scambio di persona.

L’attenzione si concentra invece sulla vita privata e relazionale della vittima.

Sono già stati ascoltati familiari, amici e conoscenti.


Una figura “integerrima”: il profilo della vittima

Annibale Carta viene descritto da tutti come una persona integerrima, un padre presente e un uomo impegnato anche nel volontariato parrocchiale.

Era molto legato alla fede e devoto a Padre Pio.

Un profilo che rende ancora più complesso il movente dell’omicidio.


La città si ferma: veglia sul luogo del delitto

Nella serata successiva all’omicidio, a Foggia si è tenuta una veglia di preghiera sul luogo dell’agguato.

Presenti la compagna della vittima, familiari, cittadini e rappresentanti istituzionali, tra cui la sindaca Maria Aida Episcopo.

Un momento di raccoglimento per una comunità ancora sotto shock.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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