L'incontro di Nathan con moglie e figliL'incontro di Nathan con moglie e figli

Valutati nuovi elementi, ma i minori per ora restano in comunità

La giornata, attesa e blindata dai media davanti al Tribunale per i minorenni dell’Aquila, si è chiusa in un nulla di fatto. Almeno per ora. I figli della coppia anglo-australiana che viveva isolata nel casolare nel bosco di Palmoli non torneranno ancora a casa. «Abbiamo fiducia nella magistratura, speriamo nel ricongiungimento. Abbiamo fornito elementi nuovi e utili, ma per ora non possiamo dire nulla» – ha dichiarato l’avvocata Danila Solinas, letteralmente sommersa da microfoni e telecamere all’ingresso del palazzo di giustizia. Si prospetta una proficua collaborazione».

Accanto a lei, il collega Marco Femminella, che ha preferito non sbilanciarsi: «Ogni commento dopo l’udienza». E proprio quell’udienza, durata due ore, è stata centrale: la difesa ha chiesto un ricongiungimento urgente alla luce di aspetti che, al momento dell’allontanamento dei minori del 20 novembre, non erano ancora noti né valutabili. «É stato un momento di colloquio, di confronto, di chiarimento e quindi di condivisione di un percorso. Tra gli elementi che sono valutati in maniera positiva dal Tribunale sicuramente la disponibilità dei genitori in questi giorni».

Le nuove relazioni e la casa sostitutiva: la strategia della difesa

Sul banco del tribunale sono finite due relazioni inedite, consegnate dai legali, per dimostrare che la situazione della famiglia è mutata. Non si tratta solo di documenti: la coppia ha accettato di lasciare il casolare immerso nel bosco per almeno tre mesi. Il Comune ha messo a disposizione una casa colonica nel verde, ma con servizi e standard abitativi compatibili con la normativa minorile.

Resta tuttavia un nodo: il progetto di ristrutturazione dell’abitazione originaria. A Palmoli, al momento, non risulta alcuna pratica depositata per il recupero del casolare. La difesa parla di tempi tecnici, ma la sensazione in aula è che il Tribunale voglia certezze e non solo promesse.

La tutrice e il muro della burocrazia

Maria Luisa Palladino, tutrice provvisoria dei tre bambini, ha illustrato la situazione dei minori, oggi ancora in comunità. Sullo sfondo, la posizione dell’avvocata dei figli, Marica Bolognese, che tutela l’interesse esclusivo dei minori, non sempre coincidente – e non necessariamente conflittuale – con quello dei genitori.

Il collegio si è riservato ogni decisione. «Le tempistiche non le posso prevedere», ha ammesso Solinas. Tradotto: nessun rientro immediato. Si attende la formalizzazione della nuova sistemazione e delle condizioni future della famiglia.

Salvini: ‘Cos’altro aspettano i giudici’

Intanto, Palmoli guarda e commenta, divisa tra chi parla di libertà di scelta e chi solleva questioni igieniche, educative, di socializzazione. La montagna, in questo caso, non basta come garanzia. “Anche stanotte, per la quindicesima volta, tre bambini non dormiranno nel loro letto, ma in una casa famiglia. Lontani dai genitori e dai luoghi a cui sono abituati. Cos’altro aspettano i giudici per restituire quei bimbi all’abbraccio di mamma e papà?” – ha scritto il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, a proposito della vicenda dei tre minori allontanati dalla casa nel bosco a Palmoli.

Di Giuseppe D'Alto

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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