L’uomo ha ucciso i suoi cani a Pandino, i carabinieri sono intervenuti dopo le segnalazioni dei vicini
Prima gli spari. Poi un uomo che scava una buca con un mini escavatore nel cortile di casa. È questa la scena che alcuni residenti del Cremasco hanno raccontato ai carabinieri e che ha portato alla denuncia di un 64enne di Pandino, accusato di aver ucciso i suoi due cani di razza segugio con una carabina regolarmente detenuta. Quando i militari lo hanno interrogato, la spiegazione è stata disarmante: “Abbaiavano troppo”.
A far scattare l’intervento dei militari è stata la telefonata di alcuni testimoni che hanno riferito di aver udito diversi colpi d’arma da fuoco e di aver visto l’uomo utilizzare un piccolo escavatore per scavare una buca nel terreno della propria abitazione.
La segnalazione dei vicini e l’arrivo dei carabinieri
L’intervento è avvenuto nel pomeriggio del 23 giugno, quando i carabinieri della Compagnia di Crema hanno raggiunto l’abitazione dopo una segnalazione che parlava di una persona armata intenta a sparare contro alcuni cani.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i residenti della zona avrebbero prima sentito gli spari e poi notato che l’uomo stava seppellendo gli animali nel cortile utilizzando un piccolo escavatore.
Quando i militari lo hanno raggiunto, il sessantaquattrenne avrebbe inizialmente cercato di giustificarsi sostenendo di aver esploso quei colpi per abbattere alcuni polli.
La confessione: “Li ho uccisi perché abbaiavano”
La versione fornita ai carabinieri, però, non avrebbe retto agli accertamenti.
Messo di fronte agli elementi raccolti, il proprietario ha ammesso di aver ucciso i suoi due cani di razza segugio, spiegando di aver agito perché gli animali abbaiavano in continuazione.
L’uomo ha inoltre raccontato di aver scavato personalmente una buca nel terreno con una piccola ruspa di sua proprietà per seppellire le carcasse subito dopo aver sparato.
L’intervento dei veterinari e il sequestro delle armi
Sul posto sono intervenuti anche i veterinari di ATS Valpadana, che hanno provveduto a riesumare gli animali.
Gli accertamenti hanno confermato che i due segugi erano stati uccisi da colpi d’arma da fuoco.
Al termine delle verifiche, i carabinieri hanno sequestrato la carabina, risultata regolarmente denunciata, e hanno ritirato in via cautelativa anche tutte le altre armi e le munizioni legalmente detenute dal sessantaquattrenne.
L’uomo è stato denunciato all’autorità giudiziaria per uccisione di animali ed esplosioni pericolose.
Brambilla: “La legge prevede anche il carcere”
Sul caso è intervenuta anche Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente, che ha definito la vicenda un caso emblematico di applicazione della cosiddetta Legge Brambilla, entrata in vigore il 1° luglio 2025.
Secondo la parlamentare, risulta incomprensibile che un proprietario possa arrivare a uccidere quelli che dovrebbero essere i propri compagni di vita con una simile brutalità.
Brambilla ha ricordato che la normativa, nei casi di uccisione di animali con crudeltà e senza necessità, prevede pene che possono arrivare fino a quattro anni di reclusione e 60 mila euro di multa, con un possibile aumento di un terzo quando le vittime sono più di una, come in questa vicenda.
La deputata ha infine ringraziato i carabinieri per il rapido intervento, auspicando che la magistratura proceda con la massima determinazione nei confronti di un reato che, ha sottolineato, merita una risposta severa.

