L'uomo gatto e Silvio FaunerL'uomo gatto e Silvio Fauner

Milano-Cortina, la Fiamma accende lo scontro

Da simbolo di pace e unità, la Fiamma olimpica di Milano-Cortina 2026 rischia di trasformarsi in emblema di divisione e polemica. Il viaggio da Olimpia verso l’Italia, tra Piemonte e Monte Rosa, è accompagnato da un duro scontro istituzionale e sportivo, innescato dalle parole di Silvio Fauner, leggenda dello sci di fondo azzurro.

L’ex campione olimpico, cinque medaglie ai Giochi e protagonista dello storico oro nella staffetta 4×10 km a Lillehammer 1994, ha denunciato pubblicamente l’esclusione sistematica degli olimpionici dalle iniziative ufficiali legate ai Giochi invernali nel nostro Paese.


Fauner: “Un’offesa incredibile, una vergogna”

In un’intervista alla Gazzetta dello Sport, Fauner non usa mezzi termini:

“Non c’è rispetto per noi campioni. Rappresento dieci atleti che hanno conquistato 35 medaglie olimpiche. Non siamo stati coinvolti in nulla: né tedofori, né ambassador, nessun ruolo”.

Nel mirino finiscono il Coni, la Fisi e la Fondazione Milano-Cortina, accusati di aver dimenticato chi ha scritto la storia dello sport italiano. Tra i nomi citati da Fauner figurano Gabriella Paruzzi, Sabina Valbusa, Bice Vanzetta, simboli di un’epoca d’oro dello sci nordico azzurro.


Influencer e personaggi tv al posto dei campioni

A far esplodere la rabbia è soprattutto il criterio di selezione dei tedofori. Secondo Fauner, al posto degli olimpionici sarebbero stati scelti influencer, amici di sponsor e personaggi dello spettacolo, come l’“Uomo Gatto” di Sarabanda.

“Chi dovrebbe promuovere gli sport invernali se non i campioni che li hanno vinti?”, si chiede Fauner, raccontando anche episodi che alimentano il sospetto di scelte clientelari. Una testimonianza riportata parla di un tedoforo che avrebbe ammesso di essere stato selezionato grazie alle conoscenze del padre con alcuni sponsor.


Le eccezioni e i grandi esclusi

Fauner riconosce alcune eccezioni: Stefania Belmondo e Armin Zoeggeler, protagonisti dell’accensione della torcia in Grecia, Manuela Di Centa in qualità di rappresentante CIO, Cristian Zorzi, Marco Albarello e Fulvio Valbusa chiamati da enti locali.

“Tutti gli altri sono stati irrispettosamente dimenticati”, denuncia l’ex fondista, che parla apertamente di preferenze e scelte poco trasparenti.


Abodi chiede chiarimenti, la Lega attacca

La polemica è arrivata fino al governo. Il ministro dello Sport Andrea Abodi ha chiesto formalmente spiegazioni alla Fondazione Milano-Cortina e al Coni:

“Le leggende dello sport dovrebbero essere tenute in grandissima considerazione. Sono rimasto spiazzato”.

Ancora più dura la presa di posizione della Lega, che definisce la scelta dei tedofori “incomprensibile e sconcertante”, sottolineando come il ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini non sia stato coinvolto nelle decisioni.

La replica de L’Uomo Gatto: ‘Graffio se mi tirano i capelli’

Sulla questione è intervenuto Gabriele Sbattella, al secolo L’uomo gatto di Sarabanda, con un post su Instagram. “Occhio a fare del male a me ed a mia moglie Elena. Volevo ringraziare tutti quelli che mi hanno mandato messaggi di solidarietà in seguito alla vergognosa campagna stampa nei nostri confronti sul fatto che siamo stati tedofori per le Olimpiadi invernali. Noi queste cattiverie non ce le meritiamo perché siamo persone rispettose” – ha affermato Sbattella.

“Abbiamo fatto questa cosa della Fiaccola olimpica in maniera seria, divertendoci perché è una bella cosa. Di queste campagne diffamatorie non abbiamo bisogno. Sappiate che chi si è reso responsabile di queste cattiverie ne dovrà rispondere. Sono una persona perbene ma quando mi tirano i capelli, visto che mi chiamo L’Uomo Gatto, graffio. Cari leoni da tastiera non dormirete sonni tranquilli. Noi siamo con la coscienza pulita, voi non lo so”.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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