“Giù le mani da Pio e Amedeo, chi ha il coraggio di ridere ĆØ padrone del mondo” – cosƬ Matteo Salvini che difende il discorso sul politically correct di Pio e Amedeo nel corso dell’ultima puntata di Felicissima Sera. Nella Stories il leader della Lega ha utilizzato un brano in cui Fedez gli dedica un passaggio sulla questione delle ruspe e i rom di qualche anno fa. I comici foggiani hanno incassato anche il sostegno di Alessia Marcuzzi.
Pio e Amedeo incassano gli applausi di Alessandra Amoroso e Achille Lauro
āScusate ma io li trovavo bellissimi quando si sono baciati infatti ho messo la linguetta fuori nellāemoticon, dove sta il problema? Sono meravigliosi perchĆ© si sono baciati . Ma dove sta il problema scusa?”. Un cuore grande per celebrare il successo di Pio e Amedeo anche Alessandro Amoroso e consensi anche da Achille Lauro, ospite della seconda puntata. Diametralmente all’opposto il commento di Vladimir Luxuria.
āLāironia ĆØ vero che ĆØ un vaccino contro il virus della stupidaggine. Una volta mi urlarono ābrutto fr**ioā e io risposi ābrutto a chiā? E cosƬ ho smussato l’arma dell’avversario. Ma l’ironia non sempre basta. Pensate a Malika che ĆØ stata cacciata di casa dalla madre. Non ĆØ bastata una risata per evitare ciò”.
Luxuria: ‘Il Gay Pride esiste perchĆ© non possiamo sposarci e avere figli’
Luxuria ha spiegato che il Gay Pride ĆØ nato perchĆ© non esiste una paritĆ di diritti rispetto agli etero. “Noi non possiamo adottare, non possiamo sposarci. Nessun etero viene picchiato perchĆ© si bacia in pubblico mentre i gay devono fare attenzione. Quindi ironia e satira sƬ, però attenzione, perchĆ© in certi contesti di omofobia le risate non servono a nulla”.
Aurora Ramazzotti contro i comici foggiani
Sulla questione si ĆØ espressa anche Aurora Ramazzotti, il papĆ era ospite della puntata oggetto del contendere, che ha puntato l’indice contro la coppia comica. “Fare distinzione tra lāeccesso di āpoliticamente correttoā (che infastidisce anche me) e lāuso di parole che hanno assunto connotazioni prettamente spregiative e discriminatorie ĆØ dāobbligo.
Lo si fa ignorando che chi fa parte delle categorie in questione ha espresso chiaramente di non volerle sentire. PerchĆ© gli fanno male. Puntoā.

