Walter Delogu con i figli Andrea ed Evan OscarWalter Delogu con i figli Andrea ed Evan Oscar

A un anno dalla morte del 17enne, il padre di Andrea Delogu ripercorre il giorno dell’incidente: «Vidi un lenzuolo bianco e capii tutto»

Un dolore che ha segnato tutta la famiglia di Andrea Delogu, ma anche un’assenza che continua a farsi sentire nei gesti quotidiani. C’è un’auto che in famiglia nessuno vuole abbandonare. È una Suzuki Swift acquistata con i risparmi di un ragazzo che aveva lavorato sulle spiagge della Riviera per realizzare i propri progetti.

Quella macchina, però, è arrivata quando lui non c’era più. Evan Oscar Delogu è morto a 17 anni il 29 ottobre 2025, in un incidente in moto a Bellaria Igea Marina, a poche settimane dal suo diciottesimo compleanno.

A distanza di un anno, il padre Walter Delogu torna con la memoria a quei momenti e racconta al Corriere della Sera come la famiglia stia cercando di convivere con una perdita che ha cambiato ogni cosa. Il legame con il figlio continua anche attraverso gli oggetti che ha lasciato, a cominciare dall’automobile che desiderava tanto.

«Accarezzo il volante e gli chiedo scusa»

Evan aveva lavorato come bagnino e messo da parte i soldi per comprarsi prima lo scooter, poi la moto e infine una macchina tutta sua. La consegna della Suzuki Swift era prevista proprio nei giorni dell’incidente. Un’attesa diventata, per la famiglia, un ricordo difficile da separare dal dolore.

«Se prendo una buca o un dosso, chiedo scusa e accarezzo il volante, perché so quanto avrebbe tenuto alla sua auto», racconta Walter. Una promessa accompagna quel gesto quotidiano: la macchina non verrà mai venduta. In famiglia, quando arriva il momento di scegliere quale automobile utilizzare, la decisione passa anche dal pensiero di Evan.

Della moto, invece, non è rimasto nulla: dopo la tragedia, il padre ha deciso di farla demolire. Ha venduto anche la propria. Una scelta maturata dopo un incidente che ha lasciato una ferita profonda e che ha cambiato il suo rapporto con le due ruote.

La telefonata della scuola guida e il presentimento

Il ricordo più doloroso resta quello del 29 ottobre. Evan avrebbe dovuto presentarsi per l’ultima lezione di guida prima dell’esame della patente dell’auto. Quando la scuola guida contattò Walter per avvertirlo che il ragazzo non si era presentato, il padre capì che qualcosa non andava.

Ex autista di ambulanze, oggi in pensione, chiamò prima il suo ex responsabile al centralino e poi un carabiniere. La risposta ricevuta fu un invito a raggiungere immediatamente il luogo dell’incidente. Walter partì insieme alla moglie, aggrappandosi per un istante alla speranza quando vide levarsi in volo l’eliambulanza diretta verso l’ospedale Bufalini di Cesena.

Poi arrivò la consapevolezza. «Vidi un lenzuolo bianco e in un secondo tutto fu chiaro. Mia moglie svenne», ricorda. Una scena che ha segnato per sempre la memoria di quel giorno.

La notizia ad Andrea Delogu: «Tuo fratello non c’è più»

Tra le prime preoccupazioni di Walter ci fu quella di raggiungere Andrea Delogu, la figlia maggiore, conduttrice televisiva e radiofonica e sorellastra di Evan. Voleva che apprendesse la notizia dalla famiglia, evitando che potesse scoprirla attraverso i giornali o altre persone.

Andrea comprese subito che la telefonata del padre, arrivata in un orario insolito mentre era impegnata al lavoro, annunciava qualcosa di grave. Prese un taxi per raggiungere Rimini. Durante il viaggio fu raggiunta da Ema Stokholma, che decise di accompagnarla.

Walter attese prima di comunicarle direttamente la morte del fratello, cercando di scegliere il momento meno traumatico possibile. Alla fine le disse la frase che nessun genitore vorrebbe pronunciare: «Tuo fratello non c’è più».

Il legame tra i due ragazzi era particolarmente stretto. Evan avrebbe dovuto trasferirsi a breve a Roma, nella casa della sorella. «Andrea non ha figli e lui per lei era come un figlio», spiega il padre, restituendo il senso di un rapporto che andava oltre quello tra fratellastri.

Il lutto e il sostegno reciproco

Dopo il funerale, celebrato il 31 ottobre, la famiglia ha cercato di affrontare il dolore restando unita. La Rai concesse ad Andrea tre settimane di permesso per permetterle di attraversare il lutto lontano dagli impegni professionali.

Walter ha trovato un sostegno importante negli incontri con i giovani dedicati alla prevenzione delle dipendenze, attività che porta avanti anche attraverso l’associazione Ritrovarsi. La testimonianza e il confronto con i ragazzi lo hanno aiutato a reggere i momenti più difficili, anche se le notti e il ritorno a casa durante le festività sono stati particolarmente duri.

Il padre racconta di essersi rivolto a uno psicologo, mentre la moglie ha affrontato la sofferenza anche attraverso il lavoro da infermiera. Andrea, nel frattempo, è tornata gradualmente alla sua attività televisiva e ha vinto Ballando con le stelle.

La vita è andata avanti, ma senza cancellare l’assenza. La Suzuki Swift rimane il simbolo più concreto dei sogni di Evan e di ciò che avrebbe voluto costruire: un ragazzo che lavorava per comprarsi ciò che desiderava e che sognava anche di aprire un ristorante. Un futuro rimasto incompiuto, custodito oggi nei ricordi della sua famiglia.

Di Rosalyn Bianca

Annarita Raiola: la passione per la televisione, la musica e il gossip sono state fonte di ispirazione per il suo percorso giornalistico. Un viaggio quotidiano che va dall’approfondita analisi dei programmi tv alle vicende dei personaggi che infiammano il web fino alle nuove tendenze musicali. In passato è stata voce di una radio locale a Serino, in provincia di Avellino.

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