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Dani Alves condannato a 4 anni e mezzo per la violenza: riconosciute attenuanti, le reazioni

\Dani Alves, ex calciatore della Juventus e Barcellona, ​​è stato condannato dal tribunale catalano a quattro anni e sei mesi di carcere per violenza sessuale. Lo hanno deciso i giudici, dimezzando la richiesta del pubblico ministero, che aveva proposto una condanna a nove anni. 

Dani Alves è stato condannato a 4 anni mezzo per violenza sessuale, il pm aveva chiesto 12 anni

La pena massima prevista dal codice penale era di 12 anni, ma i legali dell’ex calciatore hanno dimostrato che il loro assistito era ubriaco e hanno ottenuto così uno sconto di pena. I giudici hanno stabilito anche un risarcimento di 150.000 euro nei confronti della vittima. Dopo aver scontato la sua pena, Alves dovrà comunque sottostare alla restrizione della libertà vigilata per cinque anni. Dani Alves è stato arrestato il 20 gennaio 2023, e si trova nel centro penitenziario Can Brians 2.

Dani Alves avrebbe cambiato versione dopo l’arresto per violenza sessuale

Il calciatore in un primo momento ha negato la violenza avvenuta nella notte tra il 30 e 31 dicembre 2022 in una discoteca di Sutton: “mai visto quella donna in vita mia”, poi successivamente l’ha in qualche modo ammessa sostenuto però che i rapporti fossero stati consensuali, mentre la ragazza che lo ha denunciato ha sempre mantenuto la sua dichiarazione. 

Riconosciuto lo stato di ubriachezza come attenuante, prima del processo aveva versato 150.000 euro per la vittima

A denunciare Dani Alves non fu solo la vittima, ma anche le sue amiche, che avrebbero assicurato di essere state toccate dal brasiliano senza il loro consenso. Al processo ha testimoniato anche la moglie dell’ex stella del Barcellona, ​​Joana Sainz, supportando la tesi dei legali del marito secondo cui quella notte ” Dani tornò a casa completamente ubriaco”. Il calciatore era presente in tribunale per ascoltare il verdetto e la sua legale, Inés Guardiola, ha dichiarato che era “calmo”. Non era invece presente in aula la donna. 

Un membro del suo team legale, David Saenz, ha detto: “siamo soddisfatti perché questo verdetto riconosce ciò che abbiamo sempre saputo, ovvero che la vittima ha detto la verità e che ha sofferto”. I pubblici ministri avevano chiesto una condanna a nove anni di carcere per Alves , l’accusa ne aveva chiesto 12. Il calciatore è stato invece condannato in primo grado a 4 anni e mezzo. Il tribunale, nella sentenza, ha riferito di aver considerato favorevolmente per Alves il fatto che egli aveva “prima del processo pagato al tribunale 150.000 euro da consegnare alla vittima senza alcuna condizione”. 

I legali della ragazza: ‘Ha detto sempre la verità, il denaro non compensa il danno arrecato’

Saenz ha commentato che il suo team non era d’accordo con l’applicazione della circostanza attenuante, affermando che il denaro non compensava il danno arrecato alla giovane. Durante il processo, i periti medici hanno testimoniato che la donna soffriva di un trauma post-traumatico. “Dobbiamo esaminare la sentenza per vedere se il suo contenuto è adeguato agli atti” – ha aggiunto Saenz. Anche la procura ha riferito che studierà il verdetto e valuterà se ricorrere in appello. 

Redazione
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Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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