Un’Italia a due facce: lenta e sterile, poi concreta e decisiva
Per quarantacinque minuti è sembrata la solita storia già vista: possesso sterile, ritmi bassi, attacco imbrigliato e quella sensazione fastidiosa di non riuscire a sfondare. Un primo tempo quasi anestetico, in cui l’Irlanda del Nord ha fatto esattamente ciò che voleva: chiudersi, sporcare il gioco e aspettare l’errore.
Poi, nella ripresa, cambia tutto. L’Italia alza il ritmo, verticalizza, trova finalmente linee di passaggio e soprattutto entra in area con cattiveria. Il gol di Tonali rompe il blocco mentale prima ancora che quello difensivo, quello di Kean chiude i conti e restituisce ossigeno.
Non è stata una prestazione brillante, ma è stata una risposta. E, in questo momento, conta soprattutto quello.
Le pagelle dell’Italia
Donnarumma 6
Praticamente spettatore per tutta la partita. L’unico brivido nasce da un suo errore con i piedi, ma per il resto ordinaria amministrazione.
Mancini 6,5
Difende con attenzione e guida la linea senza sbavature. Sempre concentrato, anche quando la partita rischiava di addormentarsi.
Bastoni 6
Qualche buona iniziativa sui piazzati, poi una gara ordinata. Ammonizione evitabile, ma nel complesso solido.
(dal 21’ st Gatti 6: entra senza complicarsi la vita, fa il suo con semplicità)
Calafiori 6,5
Tra i più propositivi nella costruzione dal basso. Porta palla e cerca linee interne, anche se non sempre trova sbocchi nel primo tempo.
Politano 6,5
Uno dei pochi a creare qualcosa nella fase più grigia della gara. Spinge, salta l’uomo, ma spesso resta isolato.
(dal 38’ st Palestra sv)
Barella 6,5
Corre, pressa, si inserisce. Non sempre lucido negli ultimi metri, ma la sua energia è costante e preziosa.
Locatelli 6
Gestione pulita ma poco incisiva. Tiene ordine ma non accelera mai davvero il gioco.
Tonali 7,5
Il migliore in campo. Ci prova già nel primo tempo, poi nella ripresa prende in mano la squadra: segna il gol che sblocca tutto e partecipa anche all’azione del raddoppio. Leader tecnico e mentale.
(dal 38’ st Pisilli sv)
Dimarco 6,5
Spinge molto e crea le prime vere occasioni. Nel primo tempo è tra i più attivi, nella ripresa accompagna bene la crescita della squadra.
Kean 7
Partita di lotta e crescita. Sbaglia qualcosa all’inizio, poi trova ritmo e fiducia. Il gol è pesante e meritato. Sfiora anche la prodezza in rovesciata.
(dal 43’ st Raspadori sv)
Retegui 5,5
Giornata complicata. Pochi palloni giocabili e un’occasione sprecata nella ripresa che poteva cambiare prima la partita.
(dal 21’ st Esposito 6: entra con vivacità, sfiora il gol di testa e dà più presenza in area)
Il segnale più importante: la reazione
Il dato più rilevante non è il risultato, ma il cambio di atteggiamento nella ripresa. Questa squadra ha dimostrato di sapersi correggere in corsa, cosa tutt’altro che scontata.
Gattuso lo sa: contro la Bosnia servirà molto di più. Ma intanto l’Italia resta viva, e soprattutto evita di ripiombare nei fantasmi del passato.
Non è ancora una squadra convincente.
Ma è, almeno per ora, una squadra che reagisce.
Quando si gioca la finale e contro chi: l’ultimo ostacolo è la Bosnia
Ora resta l’ultimo passo, il più delicato. L’Italia si giocherà l’accesso al Mondiale contro la Bosnia, che arriva all’appuntamento sulle ali dell’entusiasmo dopo il successo ai rigori contro il Galles.
La sfida decisiva è in programma martedì sera (31 marzo) a Zenica, in trasferta, in un ambiente caldo e storicamente complicato. Non sarà una formalità: servirà un’Italia più brillante, più lucida e soprattutto più continua rispetto a quella vista a Bergamo.
Gattuso lo ha già fatto capire senza giri di parole: così non basta. Ma intanto gli azzurri sono ancora in corsa. E adesso si gioca tutto in novanta minuti.

