Kean abbraccia Gattuso dopo il gol del 2 a 0Kean abbraccia Gattuso sotto gli occhi di Dimarco

Italia, il dopo eliminazione si tinge di polemica: cosa emerge davvero

Non è solo una sconfitta sportiva. È una crepa profonda, che si allarga giorno dopo giorno. Dopo la terza mancata qualificazione consecutiva al Mondiale, attorno alla Nazionale italiana si addensano nuove ombre.

L’ultima indiscrezione — pesante, divisiva, mai smentita — riguarda un presunto bonus che i giocatori avrebbero voluto chiedere alla FIGC: circa 300mila euro a testa in caso di qualificazione ai Mondiali 2026.

Una cifra che, se confermata, cambierebbe la percezione di quanto accaduto.

Il retroscena: quando sarebbe nata la richiesta

Secondo quanto filtra, l’idea sarebbe circolata nei giorni precedenti alla sfida decisiva contro la Bosnia. Non una richiesta ufficiale immediata, ma un primo movimento interno, partito direttamente dallo spogliatoio.

Un tentativo di sondare il terreno, passando attraverso lo staff tecnico, per capire se ci fossero margini.

Un passaggio delicato, soprattutto alla vigilia di una partita che valeva una stagione — e forse qualcosa di più.

Il ruolo di Gattuso: il “no” che avrebbe fermato tutto

A bloccare sul nascere la richiesta sarebbe stato l’ormai ex commissario tecnico Gennaro Gattuso.

La valutazione, netta: momento sbagliato, messaggio sbagliato.
Prima il campo, poi tutto il resto.

L’allenatore calabrese avrebbe quindi invitato il gruppo a concentrarsi esclusivamente sulla partita. Una linea che, almeno formalmente, avrebbe spento la discussione.

Il campo, però, ha detto altro

Poi è arrivata la partita. E con essa, l’epilogo.

L’Italia cade contro la Bosnia ai rigori e resta fuori dal Mondiale. Ancora una volta. La terza consecutiva.

Un dato che, da solo, racconta la portata della crisi.

E che rende quel retroscena ancora più difficile da digerire per i tifosi.

Il silenzio che pesa più delle parole

Nessuna smentita ufficiale. Nessuna presa di posizione chiara.

Un silenzio che, nel mondo del calcio, spesso vale quanto una conferma. O quantomeno alimenta il sospetto.

Perché in un momento così delicato, ogni parola — o la sua assenza — pesa.

Lo spogliatoio dopo la sconfitta: lacrime e fratture

Le immagini del post-partita raccontano un gruppo colpito, ma anche disorientato.

Davanti alle telecamere si presenta solo Leonardo Spinazzola, visibilmente provato, gli occhi segnati dalle lacrime.

Gli altri restano in silenzio.

Un dettaglio che fotografa il clima: tensione, delusione, forse anche qualcosa di più.

Le dimissioni e il vuoto

Dopo l’eliminazione, arriva la resa dei conti.

Gattuso lascia. Con lui si chiude un ciclo mai davvero iniziato. Anche Gianluigi Buffon si fa da parte dopo le dimissioni del presidente Gabriele Gravina.

Secondo quanto emerge, i giocatori avrebbero chiesto al ct di restare. Ma la risposta sarebbe stata definitiva: non c’erano più le condizioni.

Da tradizione a eccezione: cosa è cambiato davvero

Fino a non molti anni fa, parlare di qualificazione ai Mondiali per l’Italia era quasi superfluo. L’obiettivo era arrivare in fondo, non partecipare.

Oggi, invece, anche la qualificazione diventa incerta. E, secondo questo retroscena, persino oggetto di trattativa.

È qui che si misura il cambiamento.

Una crepa più profonda del risultato

Il punto non è solo la sconfitta. È il contesto.

Se davvero si è arrivati a discutere di bonus prima di una partita decisiva, significa che qualcosa, nello spirito della Nazionale, si è incrinato.

E allora la domanda non è più solo sportiva.

È culturale.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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