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La linea FIFA: nessuna apertura all’Italia

La FIFA non cambia posizione: l’Iran parteciperà ai Mondiali 2026. Nonostante le indiscrezioni e la proposta avanzata da Paolo Zampolli, inviato speciale di Donald Trump, da Zurigo filtra una linea chiara e senza margini.

A confermarlo, indirettamente, sono anche le parole del presidente Gianni Infantino, che nei giorni scorsi aveva ribadito:
La squadra iraniana verrà, di sicuro”.

Nessun commento ufficiale sulla richiesta di sostituire Teheran con l’Italia, ma il messaggio è inequivocabile: le qualificazioni non si modificano.


Il piano Zampolli e il precedente del 2022

L’ipotesi era tanto suggestiva quanto fragile: escludere l’Iran e inserire l’Italia, rimasta fuori dopo i playoff.

Zampolli avrebbe avanzato la proposta direttamente a Infantino e a Trump, facendo leva sul peso storico degli Azzurri. Ma negli ambienti FIFA si ricorda che un tentativo simile era già stato fatto nel 2022, senza alcun esito.

Un precedente che rafforza la convinzione che anche questa volta non ci saranno sviluppi.


Teheran rilancia: “Partecipazione orgogliosa”

Dal fronte iraniano, intanto, arriva una risposta netta e quasi immediata. Il governo ha ribadito la piena fiducia nella partecipazione al torneo.

“La nostra nazionale si sta preparando per una partecipazione orgogliosa e di successo ai Mondiali”, ha dichiarato alla tv di Stato la portavoce Fatemeh Mohejerani.

Secondo quanto riferito, il Ministero dello Sport ha già avviato tutte le misure necessarie per garantire la presenza della squadra negli Stati Uniti. Una posizione che si inserisce in un contesto delicato, ma che mostra la volontà di non mettere in discussione la qualificazione ottenuta sul campo.


Infantino e il sostegno alla nazionale iraniana

La FIFA, del resto, ha più volte confermato la partecipazione dell’Iran, respingendo anche ipotesi alternative come lo spostamento delle partite in altri Paesi.

Un segnale concreto è arrivato lo scorso 31 marzo, quando Gianni Infantino ha incontrato dirigenti e giocatori della nazionale iraniana durante un ritiro in Turchia. Un gesto interpretato come un ulteriore sostegno alla presenza della squadra al torneo.


La frase di Zoff che divide

In questo scenario si inserisce la voce di Dino Zoff, che ha scelto una posizione meno scontata rispetto al coro generale.

“Se ci fosse la possibilità di prenderla, anche se non è molto sportiva. Non è il massimo ma l’utile è utile. ”.

Una frase che apre un dibattito: opportunità contro principio. Meglio restare fedeli al merito sportivo o cogliere un’occasione, anche se discutibile?


Le reazioni italiane: linea prudente

Sul fronte istituzionale italiano, la posizione resta però ferma. Il ministro dello Sport Andrea Abodi ha escluso ogni ipotesi:

“Non è possibile e non è opportuno. Ci si qualifica sul campo”.

Dello stesso tenore le parole del presidente del CONI Luciano Buonfiglio, che ha respinto con decisione l’idea di un eventuale ripescaggio.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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