Una caduta lungo le scale di casa. Un ricovero disperato. Poi il silenzio di una sala di rianimazione.
A Chieri, frazione di Pessione, la morte di Riccardo Lucà, cinque mesi appena, ha scosso una comunità intera e acceso un’indagine giudiziaria che ora cerca risposte.
Il piccolo è deceduto all’ospedale Ospedale Regina Margherita, dove era ricoverato in condizioni gravissime dopo essere precipitato dalle scale mentre si trovava in braccio alla madre. La donna ha riferito ai soccorritori e ai carabinieri di aver avuto un malore improvviso che le avrebbe fatto perdere la presa.
Ma la Procura vuole chiarire ogni dettaglio.
Cosa è successo a Riccardo a Chieri?
Secondo la prima ricostruzione fornita dalla madre, la tragedia si sarebbe consumata all’interno della villetta di famiglia. La donna stava scendendo le scale con il bambino in braccio quando sarebbe stata colta da un malore.
Il piccolo sarebbe scivolato, precipitando lungo la rampa. Un impatto devastante.
Trasportato d’urgenza al Regina Margherita di Torino, Riccardo è rimasto per giorni in condizioni critiche. I genitori hanno vegliato accanto al suo letto fino all’epilogo più temuto.
“È un momento difficile, non vogliamo dire altro”, avrebbe dichiarato la madre nella sala d’attesa della Rianimazione.
Perché la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo?
La Procura presso il Tribunale ordinario di Torino ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Un atto dovuto, spiegano fonti investigative, per consentire accertamenti tecnici completi e cristallizzare le prove.
Gli inquirenti, coordinati dai magistrati torinesi, non escludono al momento alcuna ipotesi.
Sarà l’autopsia, già annunciata, a chiarire la natura e l’entità dei traumi subiti dal bambino e a verificare la compatibilità con la dinamica raccontata.
L’obiettivo non è anticipare colpe, ma ricostruire con rigore scientifico cosa sia realmente accaduto in quella scala domestica.
Perché la Procura ha chiesto l’affidamento del fratellino
Parallelamente, la Procura per i Minorenni di Torino ha chiesto al Tribunale dei Minorenni il collocamento temporaneo del fratello maggiore, quattro anni, presso i nonni.
Una misura definita “precauzionale”, adottata nei giorni in cui Riccardo era ancora in fin di vita.
Il fratellino si trovava già con i nonni mentre i genitori assistevano il neonato in ospedale. Ora la decisione formale del collocamento temporaneo punta a tutelare il minore in una fase di estrema delicatezza.
Non si tratta di una condanna anticipata, ma di una scelta prudenziale in attesa degli esiti investigativi.
Il consenso alla donazione degli organi: un cuore che continuerà a battere
Nel pieno del dolore, i genitori hanno espresso il consenso alla donazione degli organi.
L’ospedale ha comunicato che è stata autorizzata l’espianto del cuore, compatibile con quello di un bambino in lista d’attesa in un’altra regione.
Un gesto che introduce un paradosso umano potentissimo: mentre una vita si spegne, un’altra può continuare.
Sarà comunque la Procura a stabilire tempi e modalità del prelievo, compatibilmente con le esigenze dell’indagine.
Quali sono i punti ancora da chiarire?
Le domande restano molte.
Qual è stata la dinamica esatta della caduta?
Il malore riferito dalla madre è documentabile?
I traumi riscontrati sul corpo del piccolo sono coerenti con una caduta accidentale?
Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze, analizzando la scena domestica, verificando eventuali riscontri medici. La madre, secondo quanto riportato, non avrebbe voluto farsi visitare dopo il presunto malore.
Dettagli che ora assumono rilievo investigativo.
Una comunità sospesa tra dolore e attesa
A Pessione, frazione tranquilla alle porte di Chieri, la vicenda ha lasciato sgomenta la comunità.
La morte di un neonato non è mai solo un fatto privato: è un trauma collettivo. E quando le circostanze non sono immediatamente limpide, il dolore si mescola a un’attesa carica di tensione.
La magistratura procede con cautela. I carabinieri lavorano per ricostruire ogni passaggio. I nonni accudiscono il fratellino maggiore.
E intanto un cuore di cinque mesi continuerà a battere altrove.

